Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca
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11.01.2016

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità

 

Organigramma


10.01.2016

LEGGE STABILITA' 2015

 


01.01.2016

Dal 24 al 27 settembre, Milano Marittima

XXV CONGRESSO SIMET - FASSID AREA SIMET

Sanita' Pubblica Bene Comune

Si è concluso a Milano Marittima il XXV Congresso della nostra organizzazione presso il Palace Hotel (http://www.selecthotels.it/it-IT/palace-hotel ). Il Congresso dal titolo "Sanità Pubblica Bene Comune" ha ospitato anche un interessante appuntamento ECM "le sfide della cronicità".

Programma

MOZIONE CONCLUSIVA

Leggi la sintesi della relazione del Segretario su Quotidiano Sanita'

Leggi Panorama Sanità

Video intervento Mazzoni

Relazione Segretario

Relazioni ECM


05.06.2015

Standard ospedalieri, il testo in Gazzetta

L'anticipazione di Sole Sanita'

di Lucilla Vazza - Sole Sanità -  Il testo del Regolamento sugli standard ospedalieri è approdato in Gazzetta. Una notizia che gli addetti al lavori aspettavano da mesi.Una genesi travagliata, con una prima versione del testo presentato l’estate scorsa (vedi la nostra anticipazione ) poi rispedito al mittente «con ignominia» dal Consiglio di Stato a causa dei molti errori formali, ma anche sintattici. LEGGI L'ARTICOLO

 



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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: Enzo Biscu (Referente Commerciale) Cellulare: 339 2915398 n. verde: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05 Mail: enzo.biscu@cassagaleno.com

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno

Visita il sito della Fondazione ONAOSI   Visita il sito di Medici Senza Frontiere
Notizie

22.01.2016

In vigore il decreto appropriatezza dal 20 gennaio

Nuove note sulle ricette

Da DoctorNews - Se ne erano perse le tracce, superato com'era dai temi burocratici della Finanziaria. Ma il decreto appropriatezza 9 dicembre 2015 è entrato in vigore ieri, data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale. D'ora in poi i medici potranno prescrivere determinati esami o interventi a carico del servizio sanitario nazionale solo se sono soddisfatte indicazioni di appropriatezza prescrittiva e se il paziente rientra nelle situazioni in cui la prestazione può essere erogata, cioè se la sua patologia soddisfa delle "condizioni di erogabilità". Che cosa sia una condizione di erogabilità lo spiega l'allegato 1 al decreto dove si riporta l'elenco di 203 prestazioni che al di fuori di certe circostanze vanno pagate per intero dal paziente. Qualche esempio - Se si guarda la prestazione contrassegnata dal numero nota 55 "colesterolo Hdl" (o le successive "Ldl" e "totale") si legge accanto al codice specifico della prestazione, nel caso 90.14.1, che la prescrizione dell'esame è legata a tre sole condizioni: la A) che concede lo screening una tantum a chi ha compiuto 40 anni; la B) che, oltre a chi presenta valori abnormi, concede l'esame a chi presenti fattori di rischio cardiovascolari, o abbia compiuto i cinque anni dall'ultimo test fatto con esiti normali, o sia stato sottoposto a interventi terapeutici. Per l'antigene carcinoembrionario CEA il numero nota è 83 il codice 90.56.3, l'indicazione è il monitoraggio del carcinoma mammario (condizione A) o degli adenocarcinomi in qualsiasi sede. Per la Tac del rachide (nota 32) le condizioni sono tre: A) valutazione delle strutture scheletriche in corso di tumore; B) sospetto di tumore ma solo dopo esito dubbio della risonanza magnetica; C) complicanze post-chirurgiche in pazienti in cui è controindicata la Rmn. Per la stessa Tac del rachide alla nota 31 sono invece riportate come indicazioni d'appropriatezza A) patologia traumatica acuta e B) complicanze post-chirurgiche. La fosfatasi alcalina andrà prescritta solo per sospetto patologia del metabolismo osseo (A) o colestatica (B). Il medico dovrà riportare il numero-nota nella prescrizione insieme alle lettere indicanti le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza. L'allegato 2 riporta le 496 patologie "codice P" per le quali sono concedibili determinate (e riportate) prestazioni di genetica, più altre 33 in codice "C" che giustificano determinati test citogenetici pre e post natali, nonché - con annessi test - altre 17 oncoematologiche (codice "E"), 15 immunologiche ("F") e 30 per cui l'indagine genetica si fa sul tessuto in corso di biopsia ("G", le lettere vanno rigorosamente seguite da numero d'ordine). Nell'allegato 3 si parla di odontoiatria. Anzi si riparla: le prestazioni odontoiatriche sono all'allegato 1 -citate con le altre- con annesse condizioni di erogabilità. In quella sede si possono già vedere le tre categorie cui il Ssn concede il poco di prestazioni che può erogare: under 14 e soggetti in condizione di vulnerabilità sociale e sanitaria. Il terzo allegato spiega che l'assistenza odontoiatrica Ssn è erogata nel quadro di programmi di tutela della salute dell'età evolutiva (screening trattamento monitoraggio di carie e mal occlusioni) o di programmi d'assistenza odontoiatrica e protesica per soggetti in condizioni di vulnerabilità sociale a basso reddito/indigenti, e sanitaria. Tra questi ultimi rientrano trapianti, immunodeficienze, cardiopatie congenite e gravi, tumori oncoematologici e disordini della coagulazione.

 

25.01.2016

Sentenza della Cassazione: illegittime le trattenute dell'imposta sui compensi.

"La Asl restituisca l'Irap ai medici"

«Sono illegittime le trattenute Irap operate dalla Asl sui compensi corrisposti ai medici per l’esercizio della libera professione». La Corte di Cassazione mette un punto fermo su una questione lungamente dibattuta tra i camici bianchi e spiana la strada a centinaia di richieste di rimborsi. È una sentenza “apripista” quella della Suprema Corte che, rigettando il ricorso dell’azienda sanitaria provinciale di Vasto, ha dichiarato l’illegittimità delle trattenute a titolo di imposta regionale sulle attività produttive, confermando la pronuncia della Corte d’appello dell’Aquila del 25 giugno 2010. I giudici aquilani avevano ritenuto fondate le argomentazioni di un gruppo di medici che, in forza di quella sentenza, era riuscito ad ottenere il rimborso delle somme, importi che vanno da poche migliaia di euro a un massimo di ventimila euro.Leggi l'articolo

 

29.01.2016

...Ciao Caterina...

In punta di piedi, con quella grazia e quella dignità che la contraddistinguevano da sempre, se ne andata Caterina Ulivi Baffigi, mamma della “nostra” Loredana.

Il Simet si unisce al dolore della famiglia di Loredana e per ricordare Caterina, mamma, donna, moglie, insegnate e scrittrice sopraffina, ha scelto un "dipinto", scritto da lei, che racchiude secondo noi tutta la sua essenza…e si, questo il valore e la magia delle opere scritte, sfogliando le loro pagine potremo lasciarci ancora raccontare, con quel fare un po’ garbato d’altri tempi, quanto Caterina amasse la vita, il mare, la gente in ogni sua sfumatura… 

Ho visto un Re
marzo 2005
di Caterina Baffigi Ulivi 

Il ricordo di chi, bambina, conobbe il duca di Windsor che aveva rinunciato al trono per sposare Wallis Simpson.
L’incontro al Giglio.
Edoardo, sbarcato sull’isola, era in bermuda e maglietta a righe e sembrava piuttosto un marinaio un po’ bizzarro.
Wallis rimase a bordo dello yacht.
L’emozione della visita a casa e la delusione perché non era il re delle favole col manto d’oro e la corona in testa.

 “C’era una volta un re, col manto d’oro e la corona in testa”. “C’era una volta un re sul cui regno non tramontava mai il sole”. Così iniziavano tutte le favole che popolavano la mia infanzia all’Isola del Giglio, dove abitavo, e giacché non eravamo nell’era dell’immagine, io attingevo all’azzurro del mare, ai tramonti infuocati, alle albe di perla i colori più belli per vestire queste entità lontane, misteriose, fantastiche. Chissà dove erano. Forse nei boschi, forse al di là del mio mare, oltre il quale intravedevo terre lontane, o tra le nuvole bizzarre che mai mi stancavo di guardare.

Ma un giorno l’incipit cambiò: “C’era una volta un re che non voleva fare il re”. Stupore, meraviglia. Avevo cinque anni: la favola di certo era sbagliata. E invece no.

Edoardo VIII° del Regno Unito, primogenito di Giorgio V°, succede al padre il 20 gennaio del 1936, ma desta subito scandalo annunciando che salirà al trono accompagnato da Wallis Simpson, un’americana divorziata. Tale situazione si trova in conflitto con il fatto che il re d’Inghilterra è per diritto il capo della Chiesa e questa proibisce il divorzio.

Si apre quindi una crisi, che stante la ferma intenzione di Edoardo di sposare Wallis, si conclude l’11 dicembre del 1936 con l’abdicazione in favore del fratello minore Alberto Duca di York che diventa Re Giorgio VI°. Questi, l’8 marzo del 1937, nomina Edoardo Duca di Windsor.

Libero dal peso della corona, il 3 giugno del 1937 Edoardo con una cerimonia privata a Nantes, in Francia, sposa Wallis, senza la presenza di alcun membro della famiglia. E se ne va dall’Inghilterra.

Se ne va per mare e, nel giugno dello stesso anno, approda all’Isola del Giglio. Wallis rimane a bordo ed Edoardo si inerpica per un sentiero da capre su fino al Castello. Era il tempo della mietitura, le foto ce lo mostrano interessato ad osservare dei contadini che, con sistemi arcaici, battono le spighe per ricavarne un pugnetto di grano. E, guarda caso, quel grano era mio e quell’uomo che sorveglia gli operai era mio padre e la bambina che mostra le spighe è mia sorella.

Pur nell’isolamento, il babbo leggeva due quotidiani, “Il Telegrafo” e “Il Giornale d’Italia”, e un settimanale, “La Domenica del Corriere”. Appassionato di politica, antifascista viscerale, estimatore della Gran Bretagna, riconobbe subito il personaggio che si trovò davanti. Da emigrante in Argentina aveva imparato lo spagnolo e, da combattente nel ’15-’18 nella campagna di Francia, un po’ di francese, così che poté intrattenere il Duca di Windsor e il suo segretario.

Tanto piacevole deve essere stato il dialogo e interessanti le notizie avute che Edoardo accettò di venire a casa nostra dove si fermò amabilmente bevendo birra e fumando sigarette. Conservammo a lungo quei mozziconi quale segno tangibile della sua presenza illustre che però fu poi confermata dall’invio delle foto e da un cortese biglietto.

Io ero una monella e, nel periodo della mietitura, con le mie compagne amavo fare un gioco. I contadini dopo aver battuto il grano lasciavano sulla piazza antistante il Castello grossi mucchi di paglia, che in seguito avrebbero sistemato nelle stalle. Noi ci tuffavamo in quei mucchi a capofitto, invitando le compagne a trovarci. Un rimpiattino sui generis e non privo di pericoli. Gli steli erano duri e ci graffiavano, si infilavano nei capelli e in ogni dove.

Fu lì che mi trovò mia madre, la quale con voce severa mi disse: “Non presentarti a casa in quello stato, perché tra un po’ da noi viene il re”. Io non volevo dubitare della mamma. Lei diceva sempre cose giuste e vere. Ma quella volta mi sembrò una scusa per sottrarmi ad un gioco pericoloso.

Mi avviai verso casa di malavoglia, cercando di riordinarmi un poco. Vidi sulla scaletta di granito che portava alla nostra abitazione un uomo in bermuda e maglietta a righe. Poteva essere un marinaio e anche un po’ bizzarro, perché quei pantaloni avevano una lunghezza inconsueta. Poteva mai essere un re?

La mia mamma se l’era bevuta, ma io no. Io dei re sapevo altre cose… Come il tipo strano fu in casa e guidato nel salotto, svelta svelta sgusciai nel corridoio, entrai nella camera e indossai un vestitino bianco e qualcuno mi mise un fiocco nei capelli. Così sistemata sbirciai dalla porta cercando di capire qualcosa, ma mio padre parlava in modo strano e la mamma si affannava con il vassoio delle grandi occasioni e i bicchieri più belli.

Poi il babbo intuì la mia presenza e mi invitò ad entrare. Potreste non crederci, ma io, edotta dalle mie fiabe, feci un inchino. Il re sorrise. Io avrei pianto perché non era quello il modo di infrangere i sogni di una bimbetta fantasiosa. Più tardi compresi. Il re, le ragioni di Stato e la ragione del cuore. Ed ebbi sempre simpatia per quel gentiluomo che aveva avuto il coraggio di realizzare a carissimo prezzo i suoi sogni. 

…Ciao Caterina, come dici tu, è solo un arrivederci…

 

21.01.2016

SCIOPERO NAZIONALE DI 48 ORE IL 17 E 18 MARZO 2016

LAPROTESTA CONTINUA

La decisione è stata presa oggi nella riunione dell'intersindacale, alla quale partecipano tutte le sigle del settore. Lo sciopero vuole evidenziare il 'malessere' della categoria dei camici bianchi, ribadendo il 'no' ai tagli delle prestazioni erogate ai cittadini e ''all'indifferenza del governo ai problemi della Sanità''. L'obiettivo è ''la salvaguardia del Sevizio sanitario nazionale''.

14.01.2016

Performance SSR: bene Trento, male la Campania. Gli esiti del progetto CREA

Sette le Regioni con Performance“eccellenti”: Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto, PP.AA. di Trento e Bolzano. Otto le Regioni con Performance critiche: Lazio, Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Molise, Calabria, Puglia, Campania. È quanto mette in luce la terza edizione del progetto “Una misura di Performance dei SSR” di Crea Sanità – Università di Tor Vergata, che misura le “performance” in termini di soddisfazione per i servizi, di esiti clinici, di impatto sociale, economico, etc dei Servizi sanitari regionali attraverso interviste a cittadini, aziende, management, operatori e istituzioni. Per i SSR l’indice complessivo di Performance oscilla da un massimo di 0,61 ad un minimo di 0,38: il primo valore e associato alla P.A. di Trento ed il secondo alla Regione Campania. “Si osservano, a grandi linee tre gruppi di Performance” spiega lo studio “A sette SSR (che potremmo chiamare l’area dell’eccellenza) e associato una misura di Performance superiore a 0,53 (piu del 50% della Performance massima teoricamente ottenibile)”, con modeste variazioni intra gruppo (P.A di Trento, Piemonte, Liguria, P.A di Bolzano, Toscana, Emilia Romagna, Veneto); per altre sei, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Umbria, Basilicata, Valle d’Aosta, il valore rimane superiore a 0,50; e a otto Regioni (l’area “critica”), ovvero Lazio, Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Molise, Calabria, Puglia, Campania il valore scende progressivamente sotto lo 0,50. “Alcuni SSR” afferma ancora lo studio “risultano occupare stabilmente sempre posizioni di eccellenza o critiche, indipendentemente dalla prospettiva della Categoria; per altri si e detto come la posizione risulti variabile a seconda della Categoria presa in analisi, rimanendo pero più o meno nella stessa “area di merito”.

 

13.01.2016

Da Sole Sanita'

Vertice segreto Lorenzin-Regioni: dai Lea ai farmaci. Passando per l'art. 22

di Roberto Turno.   Incontri "ravvicinati" per vedere come fare squadra, commenta qualcuno. Clima cordiale, anzi ecumenico, si racconta. Fatto sta che oggi in tarda mattinata si è aperto l'ennesimo tavolo Salute-Regioni, a casa della ministra Lorenzin. Per ritrovare quell'unità d'intenti necessaria per far marciare la macchina del Ssn a quella velocita' e con quella forza e quella energia indispensabili per reggere l'onda d'urto della spesa con i 111 mld destinati al Ssn con la legge di Stabilità 2016. Per quanto poi, dai famosi 1,3 mld in più sul 2015, vanno sottratti quanto meno i fondi riservati ai nuovi Lea (800 mln) e quelli (pochi) per i rinnovi contrattuali. Ma tant'è, tutti dovranno fare di necessità, la classica virtù. Se ce la faranno. Con la ministra della Salute, anche il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti. Per le Regioni, un gruppo di governatori (Campania, Puglia, Marche, Molise, Calabria) e gli assessori alla sanità. Leggi tutto l'articolo

12.01.2016

La Camera approva senza modifiche il testo della Riforma Costituzionale gia' approvato dal Senato

L'Assemblea ha approvato il provvedimento con 367 sì, 194 no e 5 astenuti. Per la sanità cambia il Titolo V della Costituzione: allo Stato spetterà la potestà legislativa esclusiva per le disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e la sicurezza alimentare. Alle Regioni la potestà su organizzazione e organizzazione dei servizi. Leggi l'articolo

 

07.01.2016

Estrapolato da Il Sole Sanita' un riepilogo sul rinnovo contratti pubblici

Riapre la stagione dei rinnovi contrattuali per il pubblico impiego dopo cinque anni di blocco. Il primo atto è costituito dalle risorse previste nella legge di Stabilità. Il comma 466 quantifica in 300 milioni di euro la spesa per il triennio 2016-2018 e ne vincola 74 a Forze armate e Corpi di polizia e 7 al personale statale non privatizzato. L'operazione è conseguente alla sentenza estiva della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle norme che hanno bloccato i contratti pubblici. Le fasi successive richiederanno, comunque, parecchio tempo, atteso che la procedura non è certamente agevole: atto di indirizzo, ipotesi di contratto, visto di Governo e Corte dei conti e firma del Ccnl. A questo si deve aggiungere la non facile partita della ridefinizione dei comparti. Conti alla mano Il finale rischia di non essere trionfante per la busta paga. I conti sono presto fatti: dai circa 100 euro lordi pro capite di risorse a disposizione si devono togliere, più o meno, 33 euro di contributi e Irap a carico dell'ente (comma 467). La differenza, ripartita su 13 mensilità, porta a 5 euro mensili, ai quali andranno tolti i contributi e le ritenute erariali a carico del dipendente (almeno un 25-30%). Inoltre, non sarà recuperato il passato visto che la spesa è finanziata dal 2016 in poi e quindi, nella migliore delle ipotesi, per il quinquennio concluso sarà confermata solo l'indennità di vacanza contrattuale riconosciuta nel 2010.

Anche sul fronte delle risorse destinate alla contrattazione di secondo livello non sembrano aprirsi grandi spiragli, almeno nelle more della riforma Madia. Le pochissime disponibilità destinate al rinnovo del Ccnl difficilmente andranno a vantaggio della contrattazione decentrata relegando, ancora una volta, la premialità a un ruolo di ancella. Onde evitare che la penuria di stanziamenti a livello nazionale venga compensata in sede di singola amministrazione, il legislatore blocca l'ammontare dei fondi all'importo costituito nel 2015, riproponendo un testo del tutto identico all'articolo 9, comma 2-bis, del Dl 78/2010, in vigore fino al 2014. Dal 2016, il fondo non potrà superare l'ammontare del 2015 e dovrà essere ridotto in proporzione al personale in servizio considerando, oltre ai cessati e ai nuovi assunti, anche il personale assumibile. La novità riguarda proprio la possibilità di considerare, oltre al personale effettivamente in servizio, anche quello assumibile sulla scorta del turnover. Il blocco delle risorse decentrate avrà sicuramente effetti rilevanti sulla contrattazione decentrata, reintroducendo un sostanziale blocco delle progressioni orizzontali, soprattutto per quegli enti che hanno già ipotecato tutto il fondo disponibile; al massimo si potrà pensare di riutilizzare le economie create dalle cessazioni. Certamente non è nemmeno ipotizzabile di dare attuazione alla tanto invocata premialità per i più meritevoli.

Per i Comuni privi di dirigenza sono bloccate al 2015 le somme a disposizione per le posizioni organizzative, anche se fuori dal fondo, come sancito in precedenza dalla Corte dei conti. Niente autonomia sulle progressioni In sintesi, anche se sono stati abrogati i vincoli sulle progressioni e sul trattamento economico individuale, di fatto non ci sono le risorse per alcun tipo di autonomia su questi fronti. Ulteriore stretta è prevista per i fondi sia della dirigenza che del comparto ai quali non potranno più confluire i compensi spettanti ai dipendenti nominati nei consigli di amministrazione delle partecipate (comma 235). Per gli stessi componenti dei Cda, nonché per gli amministratori, per i dirigenti e per i dipendenti delle società partecipate viene introdotto un massimale per i compensi lordi annui, pari a 240mila euro. Il comma 226 prevede un nuovo strumento per compensare gli errori commessi nella costituzione dei fondi per la contrattazione decentrata, così come previsto dal cosiddetto salva Roma (articolo 4, Dl 16/2014). A tal fine, gli enti virtuosi potranno utilizzare i risparmi effettivi derivanti da processi di riorganizzazione della dotazione organica dirigenziale, che dovrà essere obbligatoriamente rideterminata da Regioni ed enti locali ai sensi del comma 221, comprensivi dei risparmi derivanti dal turn over.

 

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