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- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
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- Consulenza trattamento economico (buste paga)
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22.06.2017

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità SIMET 2017

Organigramma


18.02.2016

Approvato durante l'esecutivo del 10 febbraio il documento con le linee programmatiche FASSID

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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: NUMERO VERDE: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05

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Notizie

22.06.2018

Stato Regioni il 21 giugno ratifica l'ACN Medicina Generale

La Conferenza Stato-Regioni nella seduta di ieri 21 giugno  ha raggiunto l’Intesa sull’ipotesi di ACN della Medicina Generale firmato lo scorso 29 marzo che dunque è definitivamente approvato ed entra formalmente in vigore da oggi. Il testo verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Gli arretrati per gli anni 2010-15 (tra 5 e 7 mila euro) e gli aumenti per il 2016-17 sono virtualmente assegnati ai medici che li riceveranno nelle buste paga a partire da settembre-ottobre, ma come saranno erogati (ed esattamente quando) dipende dalle singole regioni. Il problema è ora finanziare il 2018; i fondi dovranno essere stanziati nella prossima finanziaria sul Fondo sanitario nazionale in cambio di nuovi compiti.

Testo ACN

20.06.2018

Nessuna novità sostanziale al tavolo tecnico CCNL

Nessuna novità sostanziale alla riunione del Tavolo tecnico in Aran presidiato dal dott. Enrico Di Rosa. Sono state presentate alcune osservazioni al testo proposto. Il tavolo è  riconvocato il 4 luglio per chiudere sul disciplinare e definire il calendario dei lavori sugli altri temi.

11.06.2018

La gestione dei cronici in Lombardia. Un progetto di espropriazione...

Articolo di Antonio Sabato

In un articolo pubblicato su Doctor33 del 29 maggio 2018 il dr Giuseppe Remuzzi, Direttore Dipartimento Medicina AO Giovanni XXIII Bergamo e ricercatore dell'Istituto Mario Negri¸ esperto di sistemi sanitari, affermava in riferimento alla presa in carico dei pazienti cronici che “è il medico di famiglia che li conosce, li vede quasi ogni settimana e ha, lui e nessun altro, il compito di tutelare la loro salute"… “La gestione dei cronici va intanto messa nero su bianco nella convenzione”. Parole sacrosante, che SIMET Lombardia condivide in toto, ma sarebbe più corretto affermare che la gestione dei cronici va “ri-messa” nero su bianco nelle convenzione. Con le delibera attuative per la presa in carico della cronicità numero X/6551 del 4 maggio 2017, X/7308 del 3 agosto 2017 e X/7655 del 28/12/2017 ha preso il via la riforma del Sistema Sanitario Lombardo (Legge 23/2015) ma il progetto di espropriazione del medico di famiglia dai suoi compiti istituzionali nasce da più lontano, ed esattamente dal 2005. Risale infatti all’accordo regionale per la medicina generale del 2005 il tentativo di diminuire drasticamente il numero dei medici di famiglia in Lombardia, allorché fu equiparato il rapporto ottimale con il massimale con la conseguenza che il si persero 900 posti di medico di famiglia. Nel 2007 il rapporto ottimale fu ridotto a 1300 ma, in violazione della convenzione nazionale, fu esteso su tutto il territorio regionale, e ci volle un intervento del TAR della Lombardia per obbligare la Regione al rispetto delle norme nazionali. Nell’ACN del 2009 vennero inserite 2 novità: la modifica del comma 9 dell’art.33, che dava la possibilità di estendere su tutto il territorio regionale il rapporto ottimale a 1/1300, provvedimento gradito alle principali OO.SS., e la modifica dell’articolo 29, in cui veniva soppresso il punto 8 che nel comma b affidava al medico di famiglia la gestione delle patologie croniche. La contemporaneità dei due provvedimenti fu casuale? Oppure ci fu uno scambio di favori? Impossibile dirlo. Ma chi volle la soppressione del punto 8 dell’articolo 29? Alla luce degli eventi susseguitesi da allora fino ad oggi non sembra azzardato ipotizzare che la regione Lombardia abbia avuto un ruolo determinante nell’intera vicenda. Nel 2010 infatti in Lombardia nacque il CReG, che possiamo senza dubbio definire il precursore dell’attuale modello di gestione dei cittadini affetti da patologie croniche. Nell’allegato 14 della Dgr n. 937 dell1.12.2010, inerente le regole di gestione del sistema sociosanitario del 2011, la Regione giudicava negativamente l’organizzazione delle cure primarie affermando che “manca, in termini complessivi, delle premesse contrattuali e delle competenze cliniche, gestionali ed amministrative richieste ad una organizzazione che sia in grado di garantire una reale presa in carico complessiva dei pazienti cronici al di fuori dell’ospedale”. Un attacco in piena regola alla Medicina Generale da parte della Regione, che non ha mutato il proprio atteggiamento negli anni successivi, caratterizzati da un progressivo depotenziamento ed espropriazione dei compiti del medico di famiglia, di cui l’attuale organizzazione delle cure palliative rappresenta un esempio illuminante. Le sopra citate delibere sono oggetto di una dura contestazione da parte di quasi tutte le organizzazioni sindacali della Lombardia (solo una si è defilata) e sono in attesa di giudizio da parte del TAR che dovrà sentenziare se con la loro applicazione il medico di famiglia verrà privato di una delle sue prerogative principali, ovvero la gestione in toto della salute del suo assistito, anche di quello affetto da patologie croniche. Nel frattempo a certificare il fallimento del tentativo strisciante di privatizzazione della medicina generale sono stati i cittadini lombardi che in grandissima maggioranza non hanno aderito al nuovo modello regionale di presa in carico delle cronicità. Dr Antonio Sabato Seg. Provinciale Simet Pavia Resp. Area MG Simet Lombardia

QUOTIDIANO SANITA'

PANORAMA SANITA'

DOCTORNEWS

06.06.2018

Per il contratto della sanita' Corte dei conti riconosce il rispetto della compatibilita' economica, promuove gli aspetti normativi, ma boccia l'assenza di obiettivi incentivanti e premialita'

Estratto da Quotidiano Sanita'

Quantificazioni economiche rispettate (da cui la certificazione positiva del contratto) e parte normativa con sufficienti novità per poter ridisegnare la contrattazione che verrà. Ma dal punto di vista della premialità il contratto del personale sanitario fa un buco nell’acqua. La Corte dei Conti ha pubblicato il referto definitivo sull’”Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità per il triennio 2016-2018” (delibera del 5 giugno 2018 delle Sezioni riunite in sede di controllo n. 7/SSRRCO/CCN/18). Dodici pagine che dopo aver elencato gli aspetti positivi dal punto di vista normativo del nuovo contratto, mettono – come accaduto finora per tutti i contratti sottoscritti – il dito nella “ferita” aperta del mancato riconoscimento della premialità. Bene il criterio di relazione sindacali basato sulla partecipazione e sulla contrattazione integrativa. Buona anche la previsione di un Organismo paritetico per l’innovazione. E “innovativo” è il “Confronto regionale” che dà la possibilità alle Regioni, nel rispetto dell’autonomia contrattuale delle aziende e degli enti, “di emanare linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa su alcune materie specifiche” che sono “da una parte, uno strumento necessario a garanzia dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, dall’altra, un presidio necessario per la verifica delle condizioni per il riconoscimento delle risorse aggiuntive regionali anche sotto il profilo della compatibilità e sostenibilità finanziaria dei diversi sistemi sanitari regionali”. L’elemento innovativo, rispetto al passato, è dato dalla previsione della tipologia generale degli incarichi funzionali legati allo svolgimento, per i ruoli sanitario, tecnico, amministrativo e professionale (categoria D), di funzioni che prevedono la diretta assunzione di elevate responsabilità aggiuntive e/o maggiormente complesse rispetto alle attribuzioni proprie della categoria e del profilo di appartenenza. Nell’ambito poi degli incarichi funzionali sono distinti un incarico di organizzazione e un incarico professionale. Gli incarichi di organizzazione sono sovraordinati agli incarichi professionali. Gli incarichi di organizzazione e professionali sono previsti al posto dei precedenti incarichi di posizione organizzativa e di coordinamento”. Tutti gli incarichi possono essere rinnovati, per una durata massima di 10 anni, ma solo a seguito di valutazione positiva. Sotto il profilo normativo è confermata l’abolizione delle “fasce di merito”, con previsione dell’attribuzione, ai dipendenti che ricevono valutazioni più elevate, di una maggiorazione del premio individuale, che non potrà essere inferiore al 30% del valore medio pro capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente. Il fatto che le risorse siano destinate solo alla rivalutazione della retribuzione tabellare ignorando i trattamenti accessori, non piace alla Corte dei conti che nel referto la definisce “una scelta che, ad avviso della Corte, al di là dei profili di compatibilità economica, non appare in linea con gli atti di indirizzo, in cui si sottolineava che le risorse contrattuali avrebbero dovuto essere distribuite secondo un criterio di proporzionalità tra le voci retributive”.

28.05.2018

Privacy, decreto attuativo slitta ad agosto ma obblighi e sanzioni restano

Estratto da Doctornews

E' appena arrivata la notizia che il decreto attuativo per chiarire e adeguare al quotidiano italiano il regolamento europeo slitta al 21 agosto. Alla Camera e al Senato le due Commissioni speciali per gli atti urgenti del Governo hanno preferito rimandare la norma, troppo scivoloso agire a fronte di uno schema di testo "arrivato troppo tardi" dal Garante. Il regolamento 679/2016 una volta entrato in vigore  è legge e sono legge tutti gli obblighi che comporta: valutazione d'impatto dei trattamenti che include le misure di messa in sicurezza e per la prevenzione del "data breach", revisione delle informative, registro dei trattamenti con revisione e completamento dei dati di titolare e incaricati, e naturalmente le sanzioni. Chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato da una violazione ha il diritto di ottenere il risarcimento ai sensi del regolamento Ue e non più del testo unico sulla privacy del 2003 che per le norme riviste a Bruxelles non vale più. Il garante può dunque infliggere sanzioni pecuniarie che vanno fino a un massimo di 20 milioni (e al 4% del fatturato per le multinazionali), tenendo conto della natura e gravità della violazione, del carattere doloso o colposo, delle misure adottate dal titolare del trattamento per evitarle, di eventuali recidive, del grado di cooperazione: in caso di violazione dei dati personali, ad esempio in studio, un medico titolare del trattamento deve notificare la violazione al Garante entro 72 ore dacché ne è a conoscenza e se ci sono rischi di lesioni a diritti, deve comunicare tutto al paziente. Sul DPO si può aspettare. O meglio, deve nominarlo chi tratta dati su larga scala, mentre chi - come il medico singolo o in gruppo - si trova nel dubbio se farlo per legge o solo perché "raccomandato" dal Garante ha tre mesi di respiro in più.  Invece la compilazione del registro dei trattamenti con l'indicazione di chi tratta cosa e con quali accorgimenti e limiti, nello studio del medico e del dentista è obbligatoria, perché si maneggiano dati di salute, i "dati sensibili"».

25.05.2018

L'Intersindacale chiede un incontro alle Regioni per superare lo stallo della trattativa

Intanto il tavolo tecnico in ARAN discute della responsabilità disciplinare

Il rinnovo del CCNL 2016-2018 della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria dipendente del SSN è in fase di stallo. Dal 14 marzo le Organizzazioni sindacali hanno abbandonato il tavolo politico, consentendo di procedere il confronto con Aran solo sul piano tecnico, per puro senso di responsabilità ed in attesa di risposte positive. Confronto tecnico che comunque procede a rilento. La trattativa stenta a decollare per mancanza di chiarezza sulle risorse economiche disponibili. Leggi la lettera dell'Intersindacale .

Intanto si è riunito ieri il tavolo tecnico sulla responsabilità disciplinare, cui partecipa per FASSID Enrico Di Rosa, che ha coomentato: "Si può dire che si tratta di una materia in gran parte definita per legge e solo minimamente oggetto di trattativa, ma che tuttavia deve essere esaminata con particolare attenzione per evitare che eventuali dubbi o incertezze possano danneggiare i dirigenti. Esamineremo per tanto ogni punto con estrema cura per elaborare modifiche ed integrazioni che saranno discusse nella prossima riunione, già fissata per il prossimo 11 giugno, ma che abbiamo chiesto di anticipare".

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22.05.2018

Nuovo regolamento UE privacy

Comunicazioni Segreteria Nazionale

Cari Colleghi, come saprete è in atto un dibattito sulle variazioni intervenute nella normativa della privacy alla luce del Regolamento del 2016/679. La nuova normativa entrerà in vigore il 25.05.2018 e prevede la sensibilizzazione e la responsabilizzazione dei titolari nella gestione e conservazione dei dati sensibili nonché l’assolvimento di una serie di adempimenti cui siamo presumibilmente tenuti ad adeguarci sia come sindacato (incluse le Sezioni) e sia come Medici. Al momento non sappiamo se il Consiglio dei Ministri prorogherà la scadenza, come è molto probabile, visto il ritardo con il quale l’Italia sta recependo la normativa. Nell’informarvi che il SIMET si sta comunque organizzando con i propri consulenti e che è prevista la realizzazione di un evento formativo nazionale sulla tematica, vi accludo intanto una convenzione che ci è pervenuta dal dott. Pasquale Ortasi con Emmezeta Information Technology di Ravenna per la valutazione della sicurezza dell’apparato informatico e della protezione dei dati sensibili in possesso dei medici e un facsimile di informativa sulla privacy da affiggere in sala d'aspetto ricordandovi di raccogliere il consenso informato dei pazienti.

22.05.2018

Di nuovo all'Aran il 24 maggio sulla responsabilità disciplinare

Giovedi 24 alle ore 11 si riunisce di nuovo il "Tavolo Tecnico" all'Aran. Giovedì si inizieranno ad esaminare le tematiche inerenti il rapporto di lavoro con riferimento alla responsabilità disciplinare, mentre il tema sulle relazioni sindacali registra difformità di vedute tra le varie organizzazioni sindacali, divergenze e nodi che sono da rinviare al dibattito politico. E cresce la nostra impazienza... Leggi Doctornews

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07.05.2018

Medici INPS nuova convocazione dei sindacati il 9 maggio

 Il giorno 09 maggio 2018, ore 10,00, nella Sala Bilia della Direzione Generale Inps, Via Ciro il Grande, 21 il SIMET partecipa al nuovo incontro INPS-Sindacati per il rinnovo della Convenzione con i medici fiscali. Bozza documento di lavoro

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07.05.2018

Le Confederazioni in Aran il 9 maggio per il Comitato Paritetico

COMITATO PARITETICO (2019-2021) ex art. 43 D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 c/ o ARAN Prot. n. 8/2018 Roma, 26 aprile 2018 Alle Confederazioni CGIL – CISL – UIL – CGS – CIDA - CISAL - CODIRP - CONFEDIR - CONFSAL – COSMED - CSE - USAE – USB Loro sedi Oggetto: Convocazione Comitato paritetico ex art. 43 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 Le Confederazioni in indirizzo sono convocate, per il giorno mercoledì 9 maggio 2018, alle ore 10.00, presso la sede dell’A.Ra.N., con il seguente ordine del giorno: - approvazione verbale della riunione del 28 marzo 2018; - aggiornamento sullo stato della rilevazione dei dati associativi; - esame dei criteri per la certificazione del dato associativo al 31.12.2017; - varie ed eventuali. Il Presidente del Comitato Paritetico (Dott.ssa Silvia Genovese). 

30.04.2018

Articolo di Gianni Trovati - Sole 24 Ore

Pubblico impiego, il rinnovo dei contratti vale sette miliardi

Tra arretrati e aumenti a regime, i rinnovi contrattuali del pubblico impiego valgono pochi spiccioli meno di sette miliardi. Il dato puntuale sul costo lordo dei nuovi contratti arriva dalla tabella che il Def, esaminato nel consiglio dei ministri di giovedì, dedica al conto economico delle amministrazioni pubbliche. La spesa per i redditi nella Pa vola quest'anno a 170,99 miliardi, cioè 6,98 miliardi sopra i livelli dello scorso anno. La gobba arriva dopo anni di stabilità, dovuta proprio al lungo blocco della contrattazione nel pubblico impiego; per i prossimi tre anni, esaurito l'effetto degli arretrati, le uscite si fermeranno a 169,7 miliardi, per scendere a 169,2 nel 2020.Continua a leggere

26.04.2018

Via libera del Governo al DEF

26 APR - "L'Italia è uscita finalmente dalla crisi economica più difficile dal dopoguerra, la crescita è ripresa e si è andata consolidando, il lavoro dall'inizio della legislatura è cresciuto recuperando circa 1 milione di posti di lavoro, il deficit si è ridotto attorno al 2,3% e che anche il debito cresciuto enormemente tra il 2007 e il 2012-2014 si è stabilizzato e comincia ora a scendere". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato il Documento di economia e finanza 2018 approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, la previsione è stata effettuata sulla base della metodologia del reference scenario la quale recepisce, oltre agli effetti derivanti dall’invecchiamento demografico, anche gli effetti indotti da ulteriori fattori esplicativi in grado di incidere significativamente sulla dinamica della spesa sanitaria. Dopo una fase iniziale di riduzione per effetto delle misure di contenimento della dinamica della spesa, la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil presenta un profilo crescente a partire dal 2022 e si attesta attorno al 7,7 per cento nel 2060 e al 7,6 per cento nel 2070. Nel 2017 la spesa sanitaria corrente del Conto economico consolidato della sanità relativo alle istituzioni delle Amministrazioni pubbliche è risultata, nelle stime di Contabilità nazionale, pari a 113.599 milioni di euro con un tasso di incremento dell’1,1 per cento rispetto al 2016. Nel triennio 2019-2021, la spesa sanitaria è prevista crescere ad un tasso medio annuo dell’1,4 per cento; nel medesimo arco temporale il PIL nominale crescerebbe in media del 3 per cento. Conseguentemente, il rapporto fra la spesa sanitaria e PIL decresce e si attesta, alla fine dell’arco temporale considerato, ad un livello pari al 6,3 per cento.

24.04.2018

Oggi in Aran il confronto tecnico sulle relazioni sindacali

Sindacati all'Aran oggi. Dopo l'abbandono del tavolo politico, la trattativa prosegue sul tema delle relazioni sindacali affidate al tavolo tecnico. Convocazione

23.04.2018

Nuova circolare Mef e Funzione Pubblica per il superamento del precariato

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro dell’economia e delle finanze hanno firmato la circolare n° 2/2018 "Chiarimenti in merito alle circolare del 23 novembre 2017, n. 3 e del 9 gennaio 2018, n. 1 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione in materia di superamento del precariato. Riflessi sui fondi destinati alla contrattazione integrativa". Circolare 2 - Circolare 3

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