In Rilievo

02.11.2016

FASSID AL 10,78% DELLA RAPPRESENTATIVITA'

il 26 ottobre scorso il Collegio di indirizzo e controllo dell’ARAN ha deliberato l’accertamento della Rappresentatività Sindacale per il triennio 2016 – 2018, che tiene conto dei mutamenti associativi effettuati dalle organizzazioni sindacali operanti nei comparti “Funzioni centrali” ed “Istruzione e ricerca” e nelle relative aree dirigenziali, ai sensi degli articoli 9 e 11 del CCNQ del 13 luglio 2016. Tale rilevazione è riepilogata nel documento allegato contenente le “Tabelle riassuntive ARAN” dove troviamo la Federazione FASSID collocata al terzo posto nella Sanità con il 10,78 %. Questo risultato, che è la chiara dimostrazione di quanto è stata giusta la scelta di fondare questa Federazione, ci deve spronare nel proseguire la nostra azione sindacale in maniera sempre più incisiva e forte.Tabella ARAN   Quotidiano Sanità

Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca
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19.12.2016

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità Verbale 26 gennaio 2016

Organigramma


26.09.2016

Concluso a Fiuggi il Congresso Simet

La nuova stagione contrattuale: costruiamo il presente per garantire il futuro

Proclamato lo stato di agitazione di FASSID

Si è chiuso ieri a Fiuggi XXVI Congresso Simet Leggi intervento Segretario Mazzoni. e sintesi su Quotidiano Sanità.   Dal 22 al 25 settembre si è tenuto un intenso confronto sindacale, ECM e Assemblea FASSID, tutto incentrato sulle prossime scadenze per i rinnovi contrattuali. Nella mattinata inaugurale si è svolta l'Assemblea Nazionale Fassid, i cui delegati, hanno proclamato lo stato di agitazione.Di seguito la mozione conclusiva del Congresso, rassegna,  relazioni e interventi degli ECM.

Il saluto del Ministro Alfano

Mozione conclusiva

Relazioni

Leggi Quotidiano Sanita .

Programma

Rassegna stampa Congresso e Stato di agitazione


18.02.2016

Approvato durante l'esecutivo del 10 febbraio il documento con le linee programmatiche FASSID

Leggi il documento


05.02.2016

Il Simet per i propri iscritti

Le proposte su misura per colpa grave e responsabilita' civile

Leggi l'informativa e scopri gli aspetti più vantaggiosi riservati agli iscritti Simet. Scarica la Scheda, compilala in tutte le sue parti e rinviala a assicurazioni@simetsind.it per ricevere il tuo preventivo personalizzato. 

 

 

  

Le schede prodotto hanno valore indicativo e non sostituiscono in alcun modo le condizioni contrattuali indicate nella polizza originale.


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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: NUMERO VERDE: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno

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Notizie

24.05.2017

Due importanti documenti ENPAM

A seguito della riunione in Enpam con il Presidente Oliveti si è convenuto con le altre forze politiche di sottoscrivere i due documenti allegati. Il primo riguarda il Fondo Sanitario Integrativo, che sarà allargato alla partecipazione di tutti i sindacati. Il secondo è il promemoria per la gara attualmente in corso sulla Copertura Assicurativa primi 30 giorni di malattia.

Fondo integrativo

Copertura Assicurativa

 

20.05.2017

Riforma Madia, il Governo ha corretto il tiro

Le proteste di medici e dirigenti sono state ascoltate dal Governo, che ha varato venerdì il decreto sul testo unico del pubblico impiego, con alcune significative variazioni. Scongiurato, almeno per il momento, il sequestro di risorse contrattuali vigenti. La questione principale stava nel salario accessorio con un evidente attacco ai fondi negoziali della dirigenza: in pratica veniva messa in discussione la Ria dei medici che hanno cessato il servizio, che nei prossimi anni avrebbe implementato i fondi aziendali di circa 200 milioni di euro (113 per la sola dirigenza sanitaria). Di fatto era in atto un tentativo di erodere un patrimonio delle categorie mediche e dirigenziali che avrebbe costretto ad aprire un tavolo contrattuale partendo da meno uno, un contratto chiamato di fatto a sancire una paradossale riduzione della massa salariale. Sarebbe stato un colpo mortale alla trattativa negoziale. Con il decreto approvato si prevede invece che tenendo conto della peculiarità del regime del personale cessato dal servizio la retribuzione individuale di anzianità è da valutarsi in ambito di atto di indirizzo e trattativa negoziale. Ci sono anche altri aspetti positivi del decreto. Innanzitutto il riconoscimento dell’area sanitaria che allinea alle disposizioni di legge l’accordo sulle aree del luglio 2016. Poi, una stretta sul lavoro flessibile illegale con sanzioni per chi vuole continuare a speculare sulla disoccupazione e sottooccupazione giovanile. Ancora, un discreto ripristino delle prerogative della contrattazione. Positiva anche la possibilità di risorse aggiuntive per la dirigenza del SSN.. Buona anche l’attenuazione degli effetti delle valutazioni negative da parte dell’amministrazione. Ancora insoddisfacente invece il progetto di stabilizzazione del precariato della dirigenza, salvo la positiva proroga del precariato della ricerca. Sono oltre 10.000 i dirigenti precari in sanità indispensabili per la tenuta del sistema. Il Testo definitivo

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17.05.2017

Adesso tocca a noi

Riforma Madia: “Ora i pugni sul tavolo li sbattiamo noi”

Cari Colleghi, ieri con le altre sigle dei Medici e dirigenza sanitaria ero in piazza per chiedere la modifica della Madia che non riconosce le peculiarità del Ssn rispetto al resto del Pubblico impiego e mette i bastoni tra le ruote ai rinnovi contrattuali, congelando al 2016 i fondi accessori.  È stata una protesta civile, nonostante l’altissimo livello di malcontento che ormai da tempo serpeggia nella categoria. Un sit in voluto per sostenere le nostre proposte di modifica al Testo unico del Pubblico impiego che così come è metterebbe a serio rischio la funzionalità del Ssn e l’iter dei rinnovi contrattuali dopo un blocco durato 8 anni. Abbiamo usato tutti gli strumenti per aprire un confronto con i rappresentanti del Governo, ma ci è stato negato, come ho dichiarato a Quotidiano Sanità invitando l’opinione pubblica a prestare attenzione alle battaglie che i medici stanno portano avanti: “battaglie anche per i cittadini”. Come sapete abbiamo chiesto la soppressione dell’articolo 23, comma 1 e 2, che, dopo anni di decurtazione continua, congela al 2016 i fondi aziendali accessori necessari per la valorizzazione del merito, per la costruzione delle carriere professionali, per la remunerazione delle attività disagiate (reperibilità, lavoro notturno e festivo, straordinari) in crescita per il blocco del turnover. Il mantenimento di queste norme determinerebbe una perdita degli incrementi previsti dai meccanismi contrattuali in vigore di entità tale da risultare, per i medici ed i dirigenti sanitari del Ssn, superiore agli aumenti annunciati con il finanziamento del rinnovo contrattuale 2016-2018 nelle leggi di bilancio 2016 e 2017, determinando l’impossibilità di valorizzare il lavoro professionale e di conseguenza il rinnovo di lavoro. Siamo stati ricevuti dai rappresentanti del Ministro, ma senza costrutto. Vi terrò aggiornati dei successivi sviluppi.Leggi Quotidiano Sanità

10.05.2017

ADESSO TOCCA A NOI! #SEDICISIT-IN MARTEDI 16 MAGGIO ORE 11

protesta dei medici e dirigenti sanitari davanti Palazzo Vidoni

PER il rinnovo del Ccnl - PER la stabilizzazione dei precari della sanità - PER il rilancio della sanità pubblica - PER la dignità della nostra professione – CONTRO le norme che scippano i nostri stipendi – CONTRO l'indifferenza della politica – CONTRO la marginalizzazione del nostro ruolo

10.05.2017

Dirigenza pubblica. Il nuovo sindacato Direts entra ufficialmente in Codirp

 Codirp (Confederazione dei dirigenti della Repubblica) accoglie nel suo seno il nuovo sindacato Direts. Si tratta di un nuovo soggetto sindacale nato dalla fusione fra Direl, il sindacato che rappresenta i dirigenti degli Enti Locali e Direr-Sidirss, il sindacato dei dirigenti delle Regioni e dei professionisti della Sanità pubblica. Continua a leggere su Quotidiano Sanità

05.05.2017

Nuova convocazione in ARAN per distacchi sindacali

Mercoledì 17 maggio alle ore 10 nuova convocazione per le confederazioni tra le quali la nostra CODIRP in ARAN. Leggi

28.04.2017

L'intersindacale chiede incontro urgente a Ministro Madia

Le organizzazioni sindacali ANAAO ASSOMED, CIMO, AAROI-EMAC, FVM, FASSID (Aipac, Aupi, Simet, Sinafo, Snr Dirigenti), CISL MEDICI e FESMED hanno inivato una lettera al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Marianna Madia, per chiedere un incontro urgente ed esporre la preoccupazione delle categorie professionali che rappresentano su alcuni aspetti del Testo Unico sul pubblico impiego ritenuti in grado di gravemente compromettere la funzionalità del Servizio Sanitario Nazionale nonché l’iter dei rinnovi contrattuali, da tutti auspicati dopo un blocco durato 8 anni. I sindacati ritengono necessario uno sforzo per comprendere la peculiarità del Servizio Sanitario nel contesto del pubblico impiego, riconoscendone il ruolo specifico insieme con il valore del lavoro professionale svolto a garanzia della esigibilità di un diritto costituzionale. Per queste ragioni, chiedono delle modifiche al provvedimento in oggetto, confidando di poterle illustrare in uno specifico incontro, prima della scadenza della delega.

27.04.2017

Varata la piattaforma CGIL, CISL, e UIL per il contratto dei medici e sanitari

 FP Cgil medici e dirigenti sanitari, Federazione Cisl medici e Uil FPL medici hano presentato ieri la loro piattaforma per il rinnovo contrattuale. Un contratto che, secondo i sindacati, dovrà considerare gli aumenti come un investimento e ricostruire le carriere e ridefinire le valutazioni professionali, con maggiore trasparenza, obiettività e tempi certi, eliminando le differenze regionali e aziendali. Niente turni notturni per gli over 60.LA PIATTAFORMA CONFEDERALE

27.04.2016

Curarsi costa troppo e un anziano su tre ci rinuncia: cresce la povertĂ  sanitaria

L'articolo di Vazza su Sole SanitĂ 

 La salute costa cara agli anziani. In media, nell'ultimo anno, gli over 65 hanno speso per curarsi 455 euro, una cifra non lontana dall'importo di una mensilità di pensione minima (500 euro circa). Troppo oneroso anche l'accesso al sistema sanitario nazionale: più di un anziano su tre (il 35%) ammette di aver rinunciato a una visita diagnostica specialistica, proprio a causa del costo eccessivo del ticket sanitario, mentre l'11% si è potuto avvalere dell'esenzione. È quanto emerge dalla seconda indagine sul rapporto tra sanità e over 65, condotta da Fipac, la federazione dei pensionati di Confesercenti, in collaborazione con SWG, in occasione della Settimana della buona salute che si concluderà domenica 30 aprile.Continua a leggere

26.04.2017

La "manovrina" in Gazzetta

Certezza sul payback farmaceutico con l’utilizzo delle fatture elettroniche; farmaci a innovatività condizionata esclusi dall’accesso ai fondi ad hoc previsti dalla legge di bilancio 2017 ma inseriti esclusivamente nei prontuari regionali; deroga sulle regole per la contabilizzazione delle entrate per agevolare gli interventi di edilizia sanitaria; Trasferimento al ministero della Salute delle competenze in materia di assistenza sanitaria agli stranieri finora in capo al ministero dell’Interno; spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni; pagamenti più tempestivi per gli enti Ssn. Sono queste le principali novità sanitarie contenute nella Manovrina pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 24 aprile 2017 .Il TESTO

17.04.2017

Orario di lavoro e assunzioni a tempo determinato. “Regioni rispettino legge dello Stato senza deroghe”. Sentenza della Consulta

 La Corte costituzionale ha bocciato il fai-da-te della Regione Basilicata su orario di lavoro e assunzioni a tempo determinato. Per una “doppia” violazione dell’articolo 117 della Costituzione (secondo e terzo comma), non aver rispettato le leggi nazionali e, soprattutto, aver rischiato “in proprio” una ulteriore procedura di infrazione Ue dopo quella appena sventata dallo Stato italiano proprio sugli orari di lavoro. Con le leggi regionali 53/2015 e 17/2016 la Regione aveva quantificato su base annuale i periodi di 48 ore di lavoro in base ai quali, secondo la normativa europea, spettano le undici ore di riposo, mentre è previsto che il periodo di riferimento non può superare i quattro mesi, demandando ai soli contratti collettivi di lavoro la possibilità di portare a sei mesi detto periodo o, anche fino a dodici mesi, ma esclusivamente a fronte di specifiche ragioni obiettive, tecniche o organizzative individuate dai medesimi contratti. E aveva acquisito personale sanitario a tempo determinato, anche nella forma di lavoro in somministrazione, fino a una spesa massima complessiva pari al costo sostenuto nel 2015 per il periodo di assenza del personale dipendente in caso di maternità, malattia, aspettative, fruizione di altri benefici, distacchi, comandi e permessi previsti dalla normativa, un costo che non viene computato agli effetti del rispetto di tutti i vincoli di spesa complessiva del personale stabiliti dalla normativa nazionale e regionale. La Corte rileva che le disposizioni regionali censurate in materia di orario di lavoro del personale sanitario incidono su aspetti disciplinati dalla normativa statale, applicabile anche all’orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, concernenti alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, e sul recepimento della direttiva Ue sugli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Risulta, dunque, evidente, sottolinea la Corte costituzionale, che le previsioni regionali censurate ledono la riserva che il legislatore nazionale ha assegnato in via esclusiva all’autonomia collettiva di poter derogare, entro precisi limiti e a determinate condizioni, alle disposizioni in materia di durata massima settimanale del lavoro e di riposo giornaliero, poste dal legislatore nazionale stesso in via generale. A fronte di ciò la normativa regionale censurata deve ritenersi anzitutto lesiva della competenza legislativa statale in materia di ordinamento civile, di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l), Costituzione. 2. Per quanto riguarda il personale a tempo determinato, la disposizione regionale è in contrasto con i limiti di assunzione di personale a tempo determinato, nelle varie tipologie contrattuali, posti per le pubbliche amministrazioni, ledendo i principi di coordinamento della finanza pubblica, che queste configurano. La norma regionale risulta in contrasto con le disposizioni nazionali e, in particolare, con la previsione che, ai fini del giudizio, assume peculiare rilievo quale norma interposta. “Questa Corte – conclude la sentenza - ha già avuto modo di affermare ripetutamente, proprio in riferimento all’art. 9, comma 28, del Dl n. 78 del 2010, che lo Stato, nell’esercizio della sua competenza concorrente in materia di coordinamento della finanza pubblica, può legittimamente porre, anche alle regioni, limiti alle possibilità di assunzione a tempo determinato, e che la predetta disposizione costituisce principio generale di coordinamento della finanza pubblica, ai quali si devono adeguare le regioni stesse, nonché gli enti del Servizio sanitario nazionale (sentenze n. 61 del 2014, n. 18 del 2013 e n. 173 del 2012).

12.04.2017

L’ANAC sospende l’obbligo di pubblicazione dei redditi patrimoniali dei dirigenti pubblici, accogliendo le nostre richieste

LA DELIBERA DA PRESENTARE IN AZIENDA

Diamo diffusione di seguito, per opportuna conoscenza, al testo della Delibera n. 382 del 12 aprile 2017 dell’ANAC che sospende l’obbligo di pubblicazione dei redditi patrimoniali dei dirigenti pubblici, accogliendo le nostre richieste e sollecitazioni.

Delibera numero 382 del 12 aprile 2017 Sospensione dell’efficacia della delibera n. 241/2017 limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1 lett. c) ed f) del d.lgs. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN. VISTO l’art. 14 del d.lgs. 14 marzo 2013 n. 33 come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 25 maggio 2016 n. 97, che, al co. 1 bis, ha esteso gli obblighi di trasparenza di cui al co.1 ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione. VISTA la determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017 avente ad oggetto “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, con cui l’Autorità ha fornito indicazioni per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14 anche ai dirigenti pubblici, ritenendole altresì applicabili anche ai dirigenti del SSN indicati all’art. 41 co. 3 del medesimo decreto, e, in cui, in ragione del carattere di novità, ha indicato il termine del 30 aprile 2017 quale termine ultimo per la pubblicazione dei suddetti dati. VISTA l’ordinanza cautelare del TAR Lazio, sez. I-quater, n. 1030/2017 che ha sospeso atti del Segretario generale del Garante della privacy sull’attuazione dell’articolo 14 per i dirigenti motivando con riferimento alla “consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line, anche temporanea, dei dati per cui è causa”. >VISTA la lettera del Segretario generale del Garante della privacy del 3 aprile 2017 con cui il Garante rende noto di aver ricevuto un parere dell’Avvocatura dello Stato del 9 marzo 2017 secondo cui non sussistono i presupposti per proporre appello avverso l’ordinanza del TAR e che pertanto, “salvo diverso avviso di codesta Autorità, il Garante non procederà alla pubblicazione” dei dati di tutti i dirigenti in attesa della pronuncia di merito. VISTA la nota del 5 aprile 2017 con cui il Presidente dell’ANAC ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri se intendesse proporre impugnazione avverso l’ordinanza del TAR Lazio sez. I-quater, n. 1030/2017, al fine di valutare se estendere l’indicazione prevista dal TAR a tutti i dirigenti di cui al citato art. 14. VISTA la nota di risposta del Segretario generale della Presidenza del Consiglio con cui è stato trasmesso il parere dell’Avvocatura dello Stato reso in data 10 aprile 2017 che, richiamando quanto già rappresentato nel precedente parere del 9 marzo 2017, “consigliava di non rimuovere gli effetti della sospensiva concessa dal TAR, a prevenzione di una possibile esposizione dell’amministrazione a future domande risarcitorie” in considerazione della “innegabile gravità e irreparabilità del pregiudizio connesso all’irreversibile effetto della pubblicazione dei dati oggetto del giudizio”. CONSIDERATO che nel proprio parere del 10 aprile 2017 l’Avvocatura rappresenta che l’ordinanza impugnata è diventata definitiva il 2 aprile 2017. VISTO il ricorso di un’organizzazione sindacale - che rappresenta i dirigenti dello Stato, della Presidenza del Consiglio dei ministri, degli Organi costituzionali, delle Agenzie e delle Autorità indipendenti - e di quattro dirigenti pubblici, notificato all’ANAC in data 7 aprile 2017 per l’annullamento, previa sospensiva, delle Linee guida di cui alla determinazione n. 241/2017, nonché di quattro note rispettivamente della Presidenza del Consiglio di Ministri, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero della Giustizia relative alla richiesta di adempimento degli obblighi in parola con cui si chiede anche la previa disapplicazione dell’art. 14 nella parte in cui prevede la pubblicazione per i dirigenti pubblici dei dati di cui al co. 1 lettera c), relativi ai compensi e spese di viaggi di servizio e missioni, e alla lettera f), relativi ai dati reddituali e patrimoniali, per contrasto con la normativa UE ovvero, ove necessario, la rimessione alla Corte di Giustizia dell’UE e alla Corte costituzionale per la questione di compatibilità di dette disposizioni con la normativa europea e per contrasto agli artt. 3, 13 e 117 co. 1 della Costituzione. CONSIDERATO che nel parere reso dall’Avvocatura dello Stato alla Presidenza del Consiglio in data 10 aprile 2017 si fa altresì riferimento al ricorso notificato anche all’ANAC indicandolo come “verosimilmente destinato a trovare accoglimento come nel precedente caso”. VALUTATA la necessità di evitare alle amministrazioni pubbliche situazioni di incertezza sulla corretta applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, con conseguente significativo contenzioso, nonché disparità di trattamento fra dirigenti appartenenti ad amministrazioni diverse. Il Consiglio dell’Autorità delibera di sospendere l’efficacia della delibera n. 241/2017 “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1, lett. c) ed f) del d. lgs. n. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN, in attesa della definizione nel merito del giudizio o in attesa di un intervento legislativo chiarificatore. Roma, 12.4.2017 Il Presidente Raffaele Cantone Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 aprile 2017 Il Segretario, Maria Esposito

Delibera in pdf

12.04.2017

DEF e "manovrina" da 3,4 miliardi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il Def 2017 e la manovra correttiva dei conti pubblici pari allo 0,2% del Pil, per un importo per il 2017 di 3,4 miliardi di euro. Pubblichiamo di seguito i documenti di sintesi prodotti dal Consiglio dei ministri. DEF    MANOVRA

10.04.2017

I tagli alla sanita' pubblica non sono veri risparmi

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health suggerisce che i tagli economici alla sanità in molti paesi ad alto reddito non sono in realtà fonte di vero risparmio. «Gli interventi di sanità pubblica locali offrono un risparmio sui costi e un ritorno sugli investimenti sostanziale, e questo è ancora più vero più nel caso di programmi nazionali» afferma Rebecca Masters, del North Wales Local Public Health Team e della University of Liverpool, Regno Unito, autrice principale dello studio. «I tagli alla sanità pubblica quindi rappresentano una falsa manovra di economia, in quanto è probabile che generino miliardi di sterline d costi aggiuntivi per i servizi sanitari e per una economia più ampia» aggiunge. Secondo i ricercatori, è noto che sia preferibile dal punto di vista finanziario per i sistemi sanitari mirare a prevenire la malattia piuttosto che a curarla in seguito. Molti studi hanno calcolato il ritorno sugli investimenti per interventi di prevenzione individuale; tuttavia nessuna revisione sistematica aveva esaminato la questione dal punto di vista complessivo del sistema sanitario. Nell'analisi sono stati inclusi 52 studi, nei quali il ritorno sugli investimenti medio per interventi di sanità pubblica era di 14,3 a 1 e il rapporto costo-beneficio medio era di 8,3. Il ritorno sugli investimenti medio per 29 interventi di sanità pubblica locali era di 4,1 a 1, e il rapporto costo-beneficio medio era di 10,3. «Benefici ancora maggiori sono stati segnalati in 28 studi che analizzavano interventi sanitari di salute pubblica a livello nazionale, con un ritorno sugli investimenti medio di 27,2 e un rapporto costo-beneficio di 17,5» concludono gli autori.

10.04.2017

COME CAMBIANO I PREMI DI RISULTATO

Cambiano le regole della valutazione delle performance anche nel Servizio sanitario nazionale con lo schema di decreto legislativo messo a punto nell’ambito dei decreti applicativi della riforma Madia per modificare il Dlgs 150/2009 (legge Brunetta) e su cui le Conferenze Stato-Regioni e Unificata hanno espresso l’intesa nella loro ultima riunione di ieri. Niente più quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale, niente più fasce di merito - alta, media e bassa -, niente strumenti per premi extra. Il riferimento nel niuovo testo è anche all’articolo 19 del Dlgs 150 per quanto riguarda i meccanismi di distribuzione delle risorse per le performance, ma l’articolo 19 originario del Dlgs 150 (dove c’erano le fasce percentuali del 25%, 50% e 25% rispettivamente alta media e bassa per assegnare le risorse) è del tutto riscritto dal nuovo decreto. Il testo ora prevede che il contratto stabilisca tra le risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance la quota destinata alle performance organizzative e individuali e fissa criteri per garantire che alla differenziazione dei giudizi corrisponda la reale diversificazione dei trattamenti economici. Per i dirigenti, il criterio di attribuzione dei premi è in riferimento alla retribuzione di risultato. E’ previsto anche che i risultati della rilevazione del gradimento dei cittadini e degli utenti siano pubblicati una volta l’anno sul sito dell'amministrazione e siano valutati dall'Organismo indipendente di valutazione nell’ambito della valutazione della performance organizzativa dell'amministrazione e in particolare per la Relazione sulla performance.IL TESTO

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