Primo Piano
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20.03.2014

Save the date: dal 25 al 28 settembre a Cesenatico il XXIV Congresso SIMET

Si terrà sulla riviera Romagnola dal 25 al 28 settembre prossimi il Congresso Nazionale SIMET. La sede è il Grand Hotel da Vinci a Cesenatico 

Scheda Iscrizione       Programma

ECM 461- 104628 CESENATICO 2014 SCHEDA E PROGRAMMA DISPONIBILI NELLA SESSIONE FORMAZIONE DEL SITO

 

Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca

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13.01.2014

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità

 

Organigramma


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21.03.2013

Sentenza Tar Lazio in materia di contribuzione da ragione all'Onaosi

Presso il TAR Lazio pendeva, dall’inizio del 2011, un delicato contenzioso sulla materia della contribuzione, avviato da un contribuente della Fondazione e che investiva nuovamente le norme fondanti il sistema di finanziamento dell’Ente; Il ricorso, che attaccava in particolare il Regolamento per la riscossione dei contributi obbligatori e volontari approvato con Decreto Interministeriale del 31.7.2003 e le Deliberazioni con le quali l’Ente nel corso del 2007/2008 ha determinato la misura dei contributi da versare da parte dei sanitari iscritti, era inoltre accompagnato da una richiesta di sospensione di tali provvedimenti che rappresentava un’ulteriore minaccia per la gestione delle attività della Fondazione. E' notizia di oggi che il TAR Lazio  con la Sentenza n. 5675/2013, da ragione all'Onaosi respingendo tale tentativo e dichiarando l’estinzione del giudizio ai sensi del Decreto Balduzzi, compensando le spese. Una vittoria dell'Ente che chiude una difficile stagione di pesanti contrasti giudiziari e stabilisce in modo chiaro e definitivo il sistema di contribuzione e quindi sostegno finanziario della Fondazione.


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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: Enzo Biscu (Referente Commerciale) Cellulare: 339 2915398 n. verde: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05 Mail: enzo.biscu@cassagaleno.com

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno



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11.02.2013

Contenimento delle spese per il personale Ssn, il documento interpretativo delle Regioni

In relazione alla circolare n° 16/2012 , la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato, nella seduta del 7 febbraio, il documento: "Interpretazione delle disposizioni del Decreto 31/5/10 n° 78 in materia di contenimento delle spese del personale delle amministrazioni pubbliche per i dipendenti delle Regioni e delle Province autonome e del Servizio Sanitario Nazionale" . Leggi documento


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31.01.2013

Legge di Stabilità: stralcio delle disposizioni relative a sanità e politiche sociali

La Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Settore Salute e Politiche Sociali), ha elaborato lo lo stralcio delle disposizioni relative alla sanità e alle politiche sociali, contenute nella L. 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013) e predisposto l’elenco dei provvedimenti da emanare in sede di conferenza stato regioni e conferenza unificata ai sensi della stessa legge 24 dicembre 2012, n. 228. PROVVEDIMENTI

 


03.12.2012

Ripristino TFS, chiarimenti INPS

DL 185/2012: cosa cambia

L'art. 12, comma 10, del D.L. n. 78/2010 -convertito in L. n. 122/2010- prescrive che il computo dei trattamenti di fine servizio per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dall'01.01.2011, avvenga secondo la disciplina di cui all'art. 2120 Cod. Civ., con l'applicazione di un'aliquota del 6,91% sull'intera retribuzione, e quindi una liquidazione di entità minore, ed, in maniera del tutto illegittima, aveva mantenuto la trattenuta a carico del dipendente del 2,50%, creando la disparità di trattamento con i dipendenti privati cassata dalla Corte Costituzionale. E' successivamente intervenuto il DL 185/2012 che ha abrogato la norma con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2011. In pratica il D.L. dispone che: 1) E' ripristinato il TFS fin dal 01/01/2011. Quindi per i lavoratori già in servizio al 31/12/2000 tornano al regime di TFS. 2) La trattenuta del 2,5% rimane quindi in vigore, essendo collegata al regime del TFS). 3) Nulla è dovuto ai lavoratori nemmeno come arretrati delle trattenute effettuate, non essendo di fatto cambiato nulla. 4) Gli effetti di eventuali sentenze sono annullati d'ufficio, salvo sentenze già passate in giudicato, cioè definitive. I processi pendenti sono annullati. 5) I TFS già liquidati in base alla norma abolita sono ricalcolati d'ufficio: se il risultato è favorevole al lavoratore viene pagata l'integrazione, se invece è sfavorevole non si procede al recupero di quanto avuto in eccedenza. Nulla cambia nemmeno per i lavoratori assunti dal 01/01/2001, in quanto erano già soggetti al regime di TFR e per i quali la norma di riferimento è un'altra (e non è mai stata in discussione). Alla luce di quanto sopra, occorre attendere la conversione del DL 185 (è dubbia la possibilità di una retroattività di quasi due anni); se verrà convertito la trattenuta del 2,5% rimarrà e quindi non vi sarà alcuna restituzione. Il consiglio è quindi di aspettare che il DL 185 diventi o meno legge e dopo valutare le opportune iniziative, anche giudiziarie alla luce del testo approvato. Trattenuta del 5 e del 10% sui redditi superiori rispettivamente a 90.000 e 150.000 euro . Tale trattenuta rimane illegittima e bisogna presentare istanza di restituzione, come da modello alegato. Modulo rimborso

ISTRUZIONI PER AMMINISTRAZIONI EX GESTIONI INPDAP SU RIPRISTINO TFS POST DL 185/2012 E SENTENZA CONSULTA N.223/2012 Scarica circolare INPS


12.11.2012

Il Balduzzi in Gazzetta Ufficiale

Il decreto Balduzzi tra fiducia e scontento

Prima attuazione prevista il 30 novembre per l'intramoenia

Testo Balduzzi Gazzetta  [ Leggi ]


16.04.2012

Al via la raccolta di firme per la contribuzione volontaria ridotta

Parte oggi ad iniziativa di molti sindacati medici la raccolta firme delle firme dei medici del Servizio Sanitario Nazionale per la petizione per il ripristino immediato della contribuzione ridotta su base volontaria di circa il 50% dell'attuale quota A del Fondo di Previdenza Generale dell'Enpam.

La petizione, promossa dai sindacati medici AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FASSID (AIPAC-SNR-SIMET) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL MEDICI - SMI – CIPE – UGL MEDICI, alla quale si sono unite anche le sigle ANAAO Assomed  e CIMO-ASMD, è indirizzata ai Presidenti dell'Enpam e della FnomCeo e si svolgerà attraverso la raccolte delle firme dei medici negli ospedali e nei servizi territoriali.

Scarica il modulo per la raccolta firme

Leggi il comunicato stampa

Quotidiano Sanità

AdnKronos

SanitàNews

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Notizie

17.09.2014

AUTUNNO GELIDO

FASSID PROMETTE BATTAGLIE CONTRO IL BLOCCO CONTRATTI

Pubblichiamo il comunicato FASSID ripreso da Panorama Sanità

 

Per il Fassid sarà un AUTUNNO GELIDO!

Mauro Mazzoni, coordinatore FASSID, prevede ripercussioni negative sui consumi dopo l’annunciato blocco dei contratti e annuncia la mobilitazione dei suoi iscritti. I vertici FASSID, che hanno dichiarato da tempo lo stato di agitazione, sono decisi a proclamare drastiche forme di protesta, dopo la gelata della Madia sui blocchi contrattuali. “Abbiamo fatto una rapida ricerca su Google sulle dichiarazioni del Governo che riportiamo pedissequamente” afferma il Coordinatore Mauro Mazzoni: giugno: approviamo la riforma della Pubblica Amministrazione e con i risparmi finanzieremo il rinnovo contrattuale; luglio: in autunno nessuna manovra e nessun blocco dei contratti; 22 agosto: il blocco dei contratti? pura invenzione dei giornalisti; 3 settembre: non ci sono i soldi per il rinnovo del contratto per il 2015. “Le parole discordanti degli annunci non mi sorprendono data la generale confusione – continua Mazzoni – Il Governo vuole rendere efficiente e moderna la Pubblica Amministrazione e mortifica quelli che la devono rendere efficiente. È’ follia pura. L’autunno sarà caldo, caldissimo. I circa 4 milioni di dipendenti pubblici e le loro famiglie faranno sentire la propria voce. Il funzionamento della macchina amministrativa peggiorerà. Tutti sanno che il “clima organizzativo” influenza l’efficienza e la qualità delle prestazioni lavorative. E, con questo clima, i risultati negativi sono certi”. Ma FASSID prevede anche un autunno gelido per l’economia. L’annuncio del Governo sul blocco dei contratti anche per il 2015 “gelerà” ancora di più i consumi. Le famiglie spenderanno ancora di meno e la produzione industriale calerà ancora di più con ripercussioni negative per i lavoratori dell’industria e della produzione in generale. “ FASSID contesta ancora l’incapacità negoziale del Governo, cui si opporrà con una mobilitazione unitaria di tutto il mondo della sanità e con drastiche forme di protesta attualmente in fase di valutazione interna. “Un annuncio come quello del Ministro Madia, peraltro fatto arrivare per mezzo televisivo, senza convocare le organizzazioni sindacali, è un colpo tremendo per l’economia di tutto il Paese. Dobbiamo continuare a fare sacrifici? Non saranno certamente i Medici e i Dirigenti Sanitari a dire di no. Sono anni che facciamo la nostra parte. Ma vogliamo che il Governo e il Ministro della Salute comunichino ai cittadini cosa intendono fare del Diritto costituzionale alla CURA. Se il comparto Scuola, quello della Sicurezza sono, a ragione, considerati strategici, la Salute dei Cittadini non è forse da considerare altrettanto importante? Il Governo riprenda a negoziare o i medici pubblici e i dirigenti sanitari sì che diventeranno fannulloni. La Sanità Pubblica Italiana è tra le migliori al mondo. E’ considerata una eccellenza. Qualcuno lo dica a questo Governo..”.

COMUNICATO FASSID

17.09.2014

NON CI SONO PIU ' ALIBI

INTESA SINDACALE: Grazie al nostro senso di responsabilit? oggi si tratta per il rinnovo della medicina generale

Pubblichiamo il comunicato di INTESA SINDACALE ripreso da Panorama Sanità 

“A fronte della pretestuosa posizione della Sisac (Struttura interregionale convenzionati) di impedire la trattativa per il rinnovo della convenzione della medicina generale, ponendo in modo rigido e burocratico la questione del numero dei componenti delle delegazioni, Intesa Sindacale Cisl Medici, Fp-Cgil Medici, Simet, Sumai, oggi è presente con una delegazione ristretta rispetto a quella più larga ammessa per altre organizzazioni sindacali, anche loro tra quelle maggiormente rappresentative. Così oggi riprende la trattativa, con l’auspicio che la Sisac conservi la stessa fermezza sul mantenimento del tavolo unico negoziale”. È quanto affermano in una nota le sigle sindacali Cisl Medici, Fp-Cgil Medici, Simet, Sumai che aggiungono “È comunque poco comprensibile il comportamento della Sisac che per la prima volta dopo 7 anni, senza alcun cambiamento delle norme in vigore, ha improvvisamente deciso di applicare in modo rigido e burocratico un vecchio regolamento sulla composizione delle delegazioni, mai condiviso da Intesa Sindacale, il quale prevede che per ciascun sindacato il numero dei rappresentati che si possono sedere al tavolo è proporzionale agli iscritti, anche se a parlare fosse uno solo. Per una questione estetica non si voleva rinnovare la convenzione. Una norma che non ha eguali nel mondo del lavoro e che, se continuerà ad essere applicata, impugneremo in tutte le sedi opportune. Adesso si rinnovi subito la convenzione per i medici di medicina generale dopo 5 anni di blocco. Non ci sono più alibi per nessuno”.

Comunicato INTESA SINDACALE

11.11.2014

Solo un minuto in SISAC per INTESA SINDACALE

E' durato solo un minuto l'incontro della SISAC con i sindacati rappresentativi della medicina generale. Lo hanno affermato: Biagio Papotto (CISL Medici), Nicola Preiti (FP CGIL Medici), Pasquale Ortasi (SIMET) e Antonio Fania (SUMAI). Il Coordinatore SISAC, Dott. Franco Rossi, non ha consentito la presenza al tavolo della delegazione di Intesa Sindacale, formata da un rappresentante per sigla (CISL Medici, FP CGIL Medici, Simet e Sumai), ed ha immediatamente interrotto l'incontro."Si cercano pretesti per non rinnovare le Convenzioni in questo momento di particolare criticità. Ma, intanto, sui medici si accumulano disagi e difficoltà nel garantire la tutela della salute ai cittadini. Sembra che questo però non riguardi tutti. Chiederemo - concludono Papotto, Preiti, Ortasi, Fania - l'intervento delle Regioni e del Governo per garantire la prosecuzione della trattativa e la sua rapida conclusione per migliorare i tanto decantati servizi territoriali". COMUNICATO STAMPA

05.09.2014

L'Intersindacale contro il congelamento dei contratti annunciati da Madia

La FASSID chiede iniziative decise e forti

Il problema del blocco dei contratti annunciato ieri dal Ministro Madia diviene un problema politico per FASSID, secondo cui il pubblico impiego è da sempre un ottimo e sicuro strumento per fare cassa. Il  Coordinatore Nazionale Mauro Mazzoni così commenta le enunciazioni del Ministro, apprese dai media: “Non mi stupisce che non ci siano risorse da destinare ai rinnovi dei contratti  pubblici per il sesto anno consecutivo, mi stupisce molto di più la modalità con la quale questo governo manda a dire a lavoratori e organizzazioni di rappresentanza le sue decisioni senza neanche spendere tempo per una circolare…davvero un bel cambio di passo, che fa rimpiangere i sistemi dei veri padroni di antica memoria”. FASSID, da tempo in stato di agitazione, ha convocato i vertici per valutare le azioni di protesta.Di seguito il comunicato intersindacale ripreso da Panorama Sanità.

“Il prolungamento al 2015 del blocco dei contratti del pubblico impiego, medici e dirigenti sanitari dipendenti del SSN compresi” afferma l’intersindacale medica (Anaao assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici – Fvm – Fassid – Cisl Medici – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Fp Cgil Spta – Ugl Medici-Fesmed), “rientra tra gli effetti collaterali della “annuncite”. L’ultimo punto delle linee guida sulla riforma della PA, che annunciava il rinnovo contrattuale, è finito nel carretto dei gelati di Palazzo Chigi. E non vale dire oggi che tutto era già scritto nel DEF, dimenticando la reazione stizzita del Ministero della Economia che negava il blocco sine die, rinviando ogni decisione alla legge di stabilità, anche perché questo significherebbe uno stop fino al 2018. Con un altro intervento a danno dei “soliti noti”, il Governo sceglie la strada più semplice, non quella più utile, dopo aver dichiarato, nei mesi scorsi, il proprio impegno nel rilanciare meritocrazia, sviluppo di carriera e competenze avanzate, pur non potendo garantire adeguate risorse, con l’ennesimo taglio lineare, proprio quello che aveva promesso di non fare. Il danno economico di un blocco contrattuale lungo 6 anni per medici e dirigenti sanitari è più profondo di quanto si immagini, specie per quei giovani che il governo dice di volere privilegiare, per il sommarsi anche della decurtazione dei fondi contrattuali periferici e del blocco della retribuzione individuale, e delle conseguenti ricadute in termini pensionistici. Intanto il precariato medico continua ad aspettare, come se avesse meno diritto alla stabilizzazione rispetto ad altri. Ma non è solo questione di soldi. Forse il Ministro confonde blocco degli incrementi salariali ,attesi ad ogni rinnovo, con blocco della contrattazione. Se il Governo può decidere, in qualità di datore di lavoro, di quanto finanziare il contratto dei suoi 3 milioni di dipendenti, non può fuggire il confronto su regole ed organizzazione, con una serrata che lo esonera anche dall’intervenire sui presupposti, quali la definizione delle aree contrattuali. Usare i contratti come strumento di innovazione e di governo è possibile anche con disponibilità nulle del bilancio pubblico per il 2015, eliminando le altre angherie previste dal DL 78/10, peraltro già derogate per magistratura, scuola e sicurezza, come da tempo andiamo chiedendo, testimone il Ministro della salute. E consentendo di trovare le risorse necessarie all’interno del sistema, nelle classiche logiche di scambio. Non è equo né accettabile che subiamo penalizzazioni plurime. Nel calderone del pubblico impiego anche la sanità, al pari della scuola, merita di ritrovare le ragioni della complessità e della specificità di una funzione svolta a tutela di un diritto delle persone. Umiliare le risorse umane che tengono aperti i cancelli della fabbrica sanità garantendo la salvaguardia di un bene prezioso come la salute, con un lavoro gravoso e rischioso che, come quello delle forze di polizia, non conosce giorni e notti di pausa, contribuisce ad un impoverimento della sanità pubblica che gli 80 euro non basteranno a compensare. Il premier ha ragione ad investire sulla scuola sostenendo che gli italiani di domani saranno quelli che faranno i professori e le scuole di oggi. Ma non dimentichi che il loro stato di salute, fattore non marginale nella vita degli individui, dipenderà dai medici e dalla sanità che oggi governa. I Medici ed i dirigenti sanitari dipendenti del SSN” conclude l’intersindacale “si uniscono alla protesta che sta montando, per non essere bersaglio immobile e per il rispetto che devono alla loro dignità professionale ed al servizio civile che continuano a svolgere nei confronti dei cittadini. Spetta al Governo ed alle Regioni dimostrare attenzione ad un mondo in grado anche di fare da volano per la ripresa economica, riconoscendo e rispettando nei fatti il valore della attività effettuata dai suoi operatori”.

 

04.09.2014

Ricominciamo.......

MADIA CONFERMA IL BLOCCO DEI CONTRATTI

Madia conferma il blocco dei contratti PA anche per il 2015: "Mancano le risorse". La proroga del blocco, che verrà discussa nella prossima legge di stabilità, dovrebbe essere di un anno. Il governo ha deciso di agire in questa direzione, confermando la misura del bonus di 80 euro e, come annunciato dallo stesso premier Matteo Renzi in un'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, tentando di allargare la platea di coloro che potranno beneficiarne. Con il blocco dei contratti l'Esecutivo conta di risparmiare, annualmente, tra i 4 e i 5 miliardi di euro. "I contratti - ha ribadito Madia - sono bloccati da quando è iniziata la crisi. Tutti insieme, governo e parti sociali, adesso dobbiamo portare il paese fuori dalla crisi. I dati dell'economia li abbiamo visti, in una situazione di crisi la cosa importante è l'alleanza con chi ha più bisogno". A margine dei lavori in commissione Affari Costituzionali del Senato, Madia ha infine spiegato che la decisione sui contratti per il pubblico impiego verrà presa in sede di legge di stabilità, e che, presumibilmente, la proroga del blocco dovrebbe essere di un anno (2015).

 

31.07.2014

Stanotte la fiducia della Camera alla riforma PA

Primari e Universitari in pensione da 68 anni, resta limite di 65 per gli altri medici

Da Quotidiano Sanità 31/7/14 -  Il voto favorevole al Governo, sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, è arrivato ieri notte con 346 sì, 176 no e 10 astenuti. L'esame del testo proseguirà questa mattina, con l'illustrazione e il voto dell'Assemblea sui 167 ordini del giorno.Nel testo su cui l'Aula ha votato la fiducia al Governo, cambiano le soglie di età per la pensione, rispetto a quanto approvato pochi giorni fa dalla commissione Affari Costituzionali della Camera. Mentre, infatti, con l'emendamento approvato in commissione i dirigenti medici e del ruolo sanitario del Ssn, i professori universitari e i ricercatori, potevano accedere alla pensione soltanto a partire dai 65 anni, un nuovo emendamento del relatore (1.501), Emanuele Fiano (Pd), presentato successivamente in Aula, ha spostato questa soglia a 68 anni per i primari e gli universitari, lasciando il limite dei 65 anni per gli altri medici.  Nel testo dell'emendamento si legge come le Università, per ogni professore per il quale verrà applicata la nuova regola, dovrà "procede prioritariamente all'assunzione di almeno un nuovo professore, con esclusione dei professori e dei ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso la stessa Università" o all'attivazione "di almeno un nuovo contratto per ricercatore a tempo determinato". Queste tutte le altre misure, riguardanti la sanità, contenute nel testo. Obbligo di polizza per i medici dipendenti del Ssn. Per loro viene annullata la scadenza prevista per il prossimo 15 agosto. Divieto di incarichi dirigenziali ai pensionati. Divieto di conferire incarichi dirigenziali a chi è già pensionato. Sono comunque consentiti gli incarichi e le cariche conferite a titolo gratuito. Taglio del 50% delle agibilità sindacali. Ai fini della razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, a decorrere dall'1 settembre 2014, i contingenti complessivi dei distacchi, aspettative e permessi sindacali, sono ridotti del 50% per ciascuna associazione sindacale. Specializzandi. L'anno accademico 2014/2015 è il termine inderogabile per l'applicazione del riordino degli ordinamenti delle scuole di specializzazione medica e della loro durata. Gli specializzandi in corso, fatti salvi coloro che iniziano l'ultimo anno di specialità nell'anno accademico 2014/2015, per i quali rimane in vigore l'ordinamento previgente, devono optare tra il nuovo ordinamento e l'ordinamento previgente. Prescrizioni semplificate per i malati cronici. Per le patologie croniche il medico può prescrivere medicinali fino a un massimo di 6 pezzi per ricetta, purchè già utilizzati dal paziente da almeno 6 mesi. In tal caso, la durata della prescrizione non può comunque superare i 180 giorni di terapia. Danneggiati da trasfusione con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie. Ai soggetti che hanno presentato entro la data del 19 gennaio 2010 domanda di adesione alla procedura transattiva, nonché ai loro aventi causa nel caso in cui nelle more sia intervenuto il decesso, è riconosciuta, a titolo di equa riparazione, una somma di denaro, in un'unica soluzione, determinata nella misura di euro 100.000 per i danneggiati da trasfusione con sangue infetto e da somministrazione di emoderivati infetti e nella misura di euro 20.000 per i danneggiati da vaccinazione obbligatoria. La liquidazione degli importi è effettuata entro il 31 dicembre 2017, in base al criterio della gravità dell'infermità derivatane agli aventi diritto e, in caso di pari entità, secondo l'ordine del disagio economico. Realizzazione nuove strutture sanitarie. Cancellazione dell'annullamento dell'obbligo di rilascio da parte della Regione della certificazione di compatibilità del progetto di realizzazione di nuove strutture sanitarie private, riferita al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale della struttura da realizzare, in funzione della presenza di attività analoghe sul territorio regionale. Il risultato sarebbe stato la libertà per i privati di costruire strutture sanitarie al di fuori di ogni programmazione regionale. Nuova allocazione del personale Pa. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. In via sperimentale, in attesa di introdurre nuove procedure per la determinazione dei fabbisogno standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali, non è richiesto l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione. I dipendenti possono essere trasferiti all'interno della stessa amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra amministrazione, in sedi collocate nel territorio dello stesso comune ovvero a distanza non superiore a cinquanta chilometri dalla sede cui sono adibiti. Queste disposizioni si applicano ai dipendenti con figli di età inferiore a tre anni, che hanno diritto al congedo parentale, e ai lavoratori con minori con handicap in situazione di gravità, con il consenso degli stessi alla prestazione della propria attività lavorativa in un'altra sede. Al fine di favorire tali processi, il Mef istituisce un Fondo destinato al miglioramento dell'allocazione del personale presso le pubbliche amministrazioni, con una dotazione di 15 mln di euro per il 2014 e 30 mln a decorrere dall'anno 2015.

IL TESTO

 

25.07.2014

Report della riunione SISAC del 24 luglio a cura del Dott. Pasquale Ortasi

Il 24 luglio si è tenuta un'ulteriore seduta congiunta di tutte le sigle sindacali in sede Sisac, dopo una tornata di consultazioni su tavoli separati. Ha brillato per la sua assenza la Fimmg, che continua a rifiutare il tavolo congiunto. La Sisac ha ribadito in apertura di seduta la sua volontà di attenersi rigidamente al Regolamento esistente, rifiutando adeguamenti che tengano conto della intervenuta variazione della rappresentanza sindacale. E' stato riferito che le consultazioni avvenute in questi mesi su tavoli separati hanno evidenziato: 1. Una marcata distanza su alcuni punti della bozza Sisac da parte della stragrande maggioranza delle OO.SS. 2. Incertezze e confusione, anche da parte pubblica sulle conseguenza della Legge Balduzzi e dell'Atto di Indirizzo. 3. Una diffusa diffidenza sulla fattibilità del nuovo ACN. 4. La disponibilità di alcune Organizzazioni Sindacali, nonostante ciò, a collaborare in corso di trattativa. A dispetto di queste risultanze il Comitato di Settore ha dato mandato alla Sisac di continuare le trattative. Alla luce di quanto previsto dall'Art. 5 del Patto per la Salute 2014-2016, appena approvato, si sono chiariti ruolo e funzioni di AFT e UCCP. Il comma 14 dello stesso articolo indica come si intende finanziare tale riorganizzazione. Le Regioni, sulla base della propria programmazione e tenendo conto dei diversi livelli di servizio, provvedono alla dotazione strutturale, strumentale e di forme organizzative di cui alla lettera b-bis), dell'articolo 1, comma 4 della legge n.189 del 2012 sulla base dell'ACN e dei conseguenti accordi regionali e aziendali, anche riutilizzando le risorse precedentemente destinate alla remunerazione dei fattori produttivi.? Si avranno quindi, con ogni probabilità, 21 SSR diversi: le Regioni vogliono mano libera, con un ACN fragilissimo. Prossimo incontro a metà Settembre. I tavoli saranno separati per settore professionale, ma non per sigle sindacali.

21.07.2014

Le proteste servono.....

Riforma PA. Dietrofront delle Regioni sulla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro: "Escluso il personale Ssn" Il passo indietro, rispetto agli emendamenti presentati la scorsa settimana, è contenuto in un nuovo pacchetto di modifiche e articoli aggiuntivi. Oltre che ai magistrati e agli universitari, l'esclusione dalla misura viene allargata a tutto il personale Ssn. Chiesta inoltre la cancellazione del comma 2 dell'articolo 27 che apriva alla realizzazione di nuove strutture sanitarie. Leggi Quotidiano Sanità

 

15.07.2014

Fassid sugli emendamenti delle regioni a riforma PA: si apre un mercato a basso costo

Pubblichiamo le dichiarazioni di Mazzoni, coordinatore FASSID, sugli emendamenti presentati dalle regioni alla Riforma PA. Il testo è pubbllicato su Quotidiano Sanità.

Riforma PA. Fassid: "Con emendamenti Regioni, si aprono mercati a basso costo" "Il Servizio Sanitario Pubblico è definitivamente messo alla berlina e si apre la fase outlet della sanità", questo il commento del Coordinatore nazionale Mauro Mazzoni. La cosa ritenuta più grave da Fassid è a liberalizzazione delle strutture sanitarie. "Un provvedimento grazie al quale si potrà aprire una clinica come un alimentari". 15 LUG - Negativo il commento Fassid agli emendamenti presentati dalle Regioni al decreto legge sulla pubblica amministrazione.

“Non ci si può credere – ha affermato il Coordinatore Nazionale Mauro Mazzoni – il Servizio Sanitario Pubblico è definitivamente messo alla berlina e si apre la fase outlet della sanità. A parte la rottamazione dei saperi, che non tocca però gli universitari confermati nei loro soliti privilegi, la cosa più grave è la liberalizzazione delle strutture sanitarie. Un provvedimento grazie al quale si potrà aprire una clinica come un alimentari, fuori dalla programmazione regionale. Clinica nella quale confluirà personale sanitario cresciuto nel pubblico, e dal sistema pubblico disconosciuto". "Con trionfalismo ci si conferma che avremo le siringhe a costi standard, ma non ci sarà più un Servizio sanitario nazionale per acquistarle. Così come, a breve, con il progressivo impoverimento dei servizi, non ci saranno più analisi, rx, farmaci. Non ci saranno servizi psicologici alla persona, non ci sarà prevenzione - ha proseguito Mazzoni. Come abbiamo detto più volte della riforma PA: molto rumore per nulla. E un assordante silenzio invece sui rinnovi contrattuali e sulle aree specifiche per la ripresa della contrattazione, che le Regioni stesse avevano chiesto. Tra un emendamento e l’altro - ha concluso - il sistema sanitario pubblico annega e noi medici non possiamo più neanche tentare di rianimarlo”. Panorama Sanità

18.07.2014

Riforma Pa: annullate le trattative con l'ARAN

Effetto-riforma Pa: la dirigenza blocca i rapporti con l'Aran finchè non si chiariscono il ruolo unico per tutti e per il Ssn che tipo di rapporto di lavoro si sceglierà. E la prima a satare è la trattativa per la costituzione delle Rsu della dirigenza. Le confederazioni sindacali rappresentative delle Aree dirigenziali hanno partecipato ieri al secondo e – per il momento - ultimo incontro all'Aran per discutere su una bozza presentata dall'Agenzia sull'ipotesi di accordo e sul Regolamento elettorale relativi alla costituzione delle RSU della dirigenza. Leggi tutto su Il Sole 24 Ore Sanità

10.07.2014

La nostra protesta su il Sole 24 Ore Sanita'

Interindacale: rafforzare la prevenzione

La prevenzione non può essere la «cenerentola» del Patto della salute. A lanciare l'allarme è l'Intersindacale, che in una lettera rivolta al ministro della Salute e alle Regioni esprime la propria apprensione sugli articoli 16 e 18 del provvedimento chiedendo al ministro di espungerli per impegnarsi a una più adeguata e completa trattazione del vasto ambito della prevenzione. Leggi Il Sole

La protesta, intrapresa da Fassid, è stata ripresa da AdnKronos, Panorama Sanità, Il Nuovo medico D'Italia, DoctorNews.

10.07.2014

Su iniziativa Fassid intersindacale scrive a Ministro e Governatori

Patto della salute: cosi' sparisce la prevenzione

Mentre oggi probabilmente sarà siglato il testo definitivo del Patto della Salute  dalla Stato-Regioni, numerose sono le proteste di tutti i sindacati medici. Oggi per iniziativa della FASSID  l'Intersindacale ha scritto alla Ministra Lorenzin e a tutti i Governatori e Assessori alla Sanità per manifestare l'allarme per la scarna strutturazione dei Dipartimenti di prevenzione:  “Esprimiamo la nostra fortissima preoccupazione per le decisioni già assunte da alcune Regioni, e per analoghi orientamenti espressi da altre Regioni, che prevedono la disgregazione delle funzioni e dei compiti che la normativa nazionale assegna distintamente a ciascuno dei Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione, il loro irrazionale e illecito accorpamento e la mortificazione della competenza professionale e dell’autonomia professionale di medici, veterinari e sanitari di sanità pubblica, contribuendo alla loro marginalizzazione e appiattimento”. Chiesto il ritiro degli art. 16/18 del Patto salute. lEGGI NOTA INTERSINDACALE.

Dichiarazione Mazzoni ad Agenparl

In anteprima da Quotidiano Sanità il testo del nuovo PATTO PER LA SALUTE e dei nuovi STANDARD OSPEDALIERI.

30.06.2014

Decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014: le riflessioni del dottor Paolo Quarto

Pur tenendo conto che le abrogazioni contenute nel 1° comma dell’art.1 del decreto 90/2014, non riguardano direttamente i dirigenti medici, il blocco dei trattenimenti in servizio sembrerebbe di portata generale perché riferito a tutti i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche individuate dall’ art 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n, 165. Nel testo del decreto non sono state previste eccezioni per i dirigenti medici, per i quali il trattenimento in servizio era però disciplinato da una norma diversa dall’art 16 del decreto legislativo 503/1992. Ricordo che in base a tale disposizione (art 15 nonies della legge di riforma del SSN come modificato dalla legge 183/2010), il trattenimento in servizio, per i medici e i veterinari, era previsto e disposto (senza possibilità di valutazioni discrezionali delle ASL), su istanza dell’interessato al compimento del 65° anno di età, fino al completamento dei 40 anni di servizio effettivo, ma non oltre il 70° anno di età. Rimane quindi il dubbio che il decreto abbia voluto eliminare soltanto i trattenimenti in servizio ex art. 16 del decreto legislativo. Ritengo che comunque abbia portata generale la disposizione contenuta nel comma 5, che richiama l’applicabilità dell’art 72 del decreto legge 112/2008, in base a cui le Amministrazioni Pubbliche possono risolvere, con un preavviso di 6 mesi, il rapporto di lavoro dei propri dipendenti al maturare dei requisiti di accesso al pensionamento Tali requisiti, nel 2014, secondo la riforma Fornero, per gli iscritti che li maturano dopo il 31 dicembre 2011, sono:

  • per gli uomini, l’età di 66 anni e 3 mesi oppure, a qualsiasi età, l’anzianità contributiva di 42 anni e 6 mesi;
  • per le donne, l’età di 66 anni e 3 mesi oppure, a qualsiasi età, l’anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi.

In base allo stesso art 72 del decreto legge 112, le Amministrazioni Pubbliche possono ovviamente risolvere, con un preavviso di 6 mesi, il rapporto di lavoro dei dipendenti compresi i dirigenti medici responsabili di struttura complessa) che, prima del 2012, avevano già completato 40 anni di anzianità contributiva I requisiti anagrafici e di anzianità contributiva prima riportati subiranno nel 2015 un adeguamento proporzionale all’incremento della speranza di vita residua registrata nel triennio precedente (qualche mese in più) Ricordo che quando fu emanato nel 2008 il decreto 112, si pose il problema della legittimità della norma perché discriminatoria rispetto a coloro che non avevano riscattato anni di laurea e di specializzazione. Tale problema si pone quindi nuovamente ora Faccio rilevare che l’ espressione “possono risolvere” contenuta nell’ art. 72, comma 11, implica discrezionalità nelle decisioni di collocamento a riposo. Sarà quindi necessario ed opportuno attendere le circolari ministeriali di illustrazione e di chiarimento delle norme.

 

03.07.2014

Siglato in regione Emilia-Romagna l'intesa sulle ricette elettroniche

La Regione sostiuisce i pc e fornisce personale per l'aggiornamento software

Antonio Brambilla Responsabile Servizio Assistenza Distrettuale, Medicina Generale, Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sanitariha siglato il 1° luglio l'intesa con le sigle sindacali per rendere operativa la dematerializzazione della ricetta. Leggi il verbale

 

30.06.2014

Una disamina puntuale della mobilita' obbligatoria prevista dalla riforma PA

Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo di Quotidiano Sanità Decreto PA. Mobilità obbligatoria, i "nodi al pettine"-  "Una delle novità più importanti introdotte dal testo del decreto n 90 riguarda la mobilità obbligatoria dei dipendenti pubblici. Alla base di tale concetto, vi è una sorta di trasformazione di più amministrazioni in un’unica grande amministrazione, in modo da rendere il trasferimento obbligatorio del dipendente come un trasferimento interno allo stesso ufficio, attraverso una nuova formulazione del concetto di unità produttiva. Il decreto stabilisce, infatti, che “nell’ambito dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, le sedi delle stesse, collocate nel territorio dello stesso comune, costituiscono medesima unità produttiva ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile, ovvero una sorta di unica articolazione dell’impresa dotata di autonomia e di tutti gli strumenti necessari per ottenere determinati risultati produttivi. Parimenti costituiscono medesima unità produttiva le sedi collocate a una distanza non superiore ai cinquanta chilometri dalla sede in cui il dipendente è adibito. I dipendenti possono prestare attività lavorativa nella stessa amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra, nell’ambito dell’unita’produttiva come definita dal decreto”. Quindi, il trasferimento di un dipendente pubblico ad un’altra amministrazione posta anche a 50 km di distanza può avvenire mediante lo strumento della mobilità obbligatoria in attuazione di tale decreto. Ad esempio un dipendente di una Asl può essere trasferito in ufficio del comune distante al massimo 50 km dall’ufficio dove ha lavorato, previo accordo tra le amministrazioni. Con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa, ove necessario, in sede di Conferenza Unificata , possono essere fissati criteri per realizzare i processi di mobilità, anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo, per garantire l’esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentino carenze di organico. Tutto il mondo sanitario, con particolare riguardo alle regioni in piano di rientro, è chiamato a gestire le situazioni di soprannumerarietà o di eccedenza di personale, in attuazione della spending review. Infatti, l’articolo 15, comma 13, lettera c), del d.l. 95/2012 ha previsto che le regioni adottino provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici . La riduzione dei posti letto, che provocherà inevitabilmente una ridistribuzione di risorse umane, è a carico dei presidi ospedalieri pubblici per una quota non inferiore al 50 per cento del totale dei posti letto da ridurre.  [ Leggi ]