In Rilievo

02.11.2016

FASSID AL 10,78% DELLA RAPPRESENTATIVITA'

il 26 ottobre scorso il Collegio di indirizzo e controllo dell’ARAN ha deliberato l’accertamento della Rappresentatività Sindacale per il triennio 2016 – 2018, che tiene conto dei mutamenti associativi effettuati dalle organizzazioni sindacali operanti nei comparti “Funzioni centrali” ed “Istruzione e ricerca” e nelle relative aree dirigenziali, ai sensi degli articoli 9 e 11 del CCNQ del 13 luglio 2016. Tale rilevazione è riepilogata nel documento allegato contenente le “Tabelle riassuntive ARAN” dove troviamo la Federazione FASSID collocata al terzo posto nella Sanità con il 10,78 %. Questo risultato, che è la chiara dimostrazione di quanto è stata giusta la scelta di fondare questa Federazione, ci deve spronare nel proseguire la nostra azione sindacale in maniera sempre più incisiva e forte.Tabella ARAN   Quotidiano Sanità

Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca
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19.12.2016

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità Verbale 26 gennaio 2016

Organigramma


26.09.2016

Concluso a Fiuggi il Congresso Simet

La nuova stagione contrattuale: costruiamo il presente per garantire il futuro

Proclamato lo stato di agitazione di FASSID

Si è chiuso ieri a Fiuggi XXVI Congresso Simet Leggi intervento Segretario Mazzoni. e sintesi su Quotidiano Sanità.   Dal 22 al 25 settembre si è tenuto un intenso confronto sindacale, ECM e Assemblea FASSID, tutto incentrato sulle prossime scadenze per i rinnovi contrattuali. Nella mattinata inaugurale si è svolta l'Assemblea Nazionale Fassid, i cui delegati, hanno proclamato lo stato di agitazione.Di seguito la mozione conclusiva del Congresso, rassegna,  relazioni e interventi degli ECM.

Il saluto del Ministro Alfano

Mozione conclusiva

Relazioni

Leggi Quotidiano Sanita .

Programma

Rassegna stampa Congresso e Stato di agitazione


18.02.2016

Approvato durante l'esecutivo del 10 febbraio il documento con le linee programmatiche FASSID

Leggi il documento


05.02.2016

Il Simet per i propri iscritti

Le proposte su misura per colpa grave e responsabilita' civile

Leggi l'informativa e scopri gli aspetti più vantaggiosi riservati agli iscritti Simet. Scarica la Scheda, compilala in tutte le sue parti e rinviala a assicurazioni@simetsind.it per ricevere il tuo preventivo personalizzato. 

 

 

  

Le schede prodotto hanno valore indicativo e non sostituiscono in alcun modo le condizioni contrattuali indicate nella polizza originale.


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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: NUMERO VERDE: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno

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Notizie

17.04.2017

Orario di lavoro e assunzioni a tempo determinato. “Regioni rispettino legge dello Stato senza deroghe”. Sentenza della Consulta

 La Corte costituzionale ha bocciato il fai-da-te della Regione Basilicata su orario di lavoro e assunzioni a tempo determinato. Per una “doppia” violazione dell’articolo 117 della Costituzione (secondo e terzo comma), non aver rispettato le leggi nazionali e, soprattutto, aver rischiato “in proprio” una ulteriore procedura di infrazione Ue dopo quella appena sventata dallo Stato italiano proprio sugli orari di lavoro. Con le leggi regionali 53/2015 e 17/2016 la Regione aveva quantificato su base annuale i periodi di 48 ore di lavoro in base ai quali, secondo la normativa europea, spettano le undici ore di riposo, mentre è previsto che il periodo di riferimento non può superare i quattro mesi, demandando ai soli contratti collettivi di lavoro la possibilità di portare a sei mesi detto periodo o, anche fino a dodici mesi, ma esclusivamente a fronte di specifiche ragioni obiettive, tecniche o organizzative individuate dai medesimi contratti. E aveva acquisito personale sanitario a tempo determinato, anche nella forma di lavoro in somministrazione, fino a una spesa massima complessiva pari al costo sostenuto nel 2015 per il periodo di assenza del personale dipendente in caso di maternità, malattia, aspettative, fruizione di altri benefici, distacchi, comandi e permessi previsti dalla normativa, un costo che non viene computato agli effetti del rispetto di tutti i vincoli di spesa complessiva del personale stabiliti dalla normativa nazionale e regionale. La Corte rileva che le disposizioni regionali censurate in materia di orario di lavoro del personale sanitario incidono su aspetti disciplinati dalla normativa statale, applicabile anche all’orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, concernenti alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, e sul recepimento della direttiva Ue sugli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Risulta, dunque, evidente, sottolinea la Corte costituzionale, che le previsioni regionali censurate ledono la riserva che il legislatore nazionale ha assegnato in via esclusiva all’autonomia collettiva di poter derogare, entro precisi limiti e a determinate condizioni, alle disposizioni in materia di durata massima settimanale del lavoro e di riposo giornaliero, poste dal legislatore nazionale stesso in via generale. A fronte di ciò la normativa regionale censurata deve ritenersi anzitutto lesiva della competenza legislativa statale in materia di ordinamento civile, di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l), Costituzione. 2. Per quanto riguarda il personale a tempo determinato, la disposizione regionale è in contrasto con i limiti di assunzione di personale a tempo determinato, nelle varie tipologie contrattuali, posti per le pubbliche amministrazioni, ledendo i principi di coordinamento della finanza pubblica, che queste configurano. La norma regionale risulta in contrasto con le disposizioni nazionali e, in particolare, con la previsione che, ai fini del giudizio, assume peculiare rilievo quale norma interposta. “Questa Corte – conclude la sentenza - ha già avuto modo di affermare ripetutamente, proprio in riferimento all’art. 9, comma 28, del Dl n. 78 del 2010, che lo Stato, nell’esercizio della sua competenza concorrente in materia di coordinamento della finanza pubblica, può legittimamente porre, anche alle regioni, limiti alle possibilità di assunzione a tempo determinato, e che la predetta disposizione costituisce principio generale di coordinamento della finanza pubblica, ai quali si devono adeguare le regioni stesse, nonché gli enti del Servizio sanitario nazionale (sentenze n. 61 del 2014, n. 18 del 2013 e n. 173 del 2012).

12.04.2017

L’ANAC sospende l’obbligo di pubblicazione dei redditi patrimoniali dei dirigenti pubblici, accogliendo le nostre richieste

LA DELIBERA DA PRESENTARE IN AZIENDA

Diamo diffusione di seguito, per opportuna conoscenza, al testo della Delibera n. 382 del 12 aprile 2017 dell’ANAC che sospende l’obbligo di pubblicazione dei redditi patrimoniali dei dirigenti pubblici, accogliendo le nostre richieste e sollecitazioni.

Delibera numero 382 del 12 aprile 2017 Sospensione dell’efficacia della delibera n. 241/2017 limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1 lett. c) ed f) del d.lgs. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN. VISTO l’art. 14 del d.lgs. 14 marzo 2013 n. 33 come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 25 maggio 2016 n. 97, che, al co. 1 bis, ha esteso gli obblighi di trasparenza di cui al co.1 ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione. VISTA la determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017 avente ad oggetto “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, con cui l’Autorità ha fornito indicazioni per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14 anche ai dirigenti pubblici, ritenendole altresì applicabili anche ai dirigenti del SSN indicati all’art. 41 co. 3 del medesimo decreto, e, in cui, in ragione del carattere di novità, ha indicato il termine del 30 aprile 2017 quale termine ultimo per la pubblicazione dei suddetti dati. VISTA l’ordinanza cautelare del TAR Lazio, sez. I-quater, n. 1030/2017 che ha sospeso atti del Segretario generale del Garante della privacy sull’attuazione dell’articolo 14 per i dirigenti motivando con riferimento alla “consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line, anche temporanea, dei dati per cui è causa”. >VISTA la lettera del Segretario generale del Garante della privacy del 3 aprile 2017 con cui il Garante rende noto di aver ricevuto un parere dell’Avvocatura dello Stato del 9 marzo 2017 secondo cui non sussistono i presupposti per proporre appello avverso l’ordinanza del TAR e che pertanto, “salvo diverso avviso di codesta Autorità, il Garante non procederà alla pubblicazione” dei dati di tutti i dirigenti in attesa della pronuncia di merito. VISTA la nota del 5 aprile 2017 con cui il Presidente dell’ANAC ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri se intendesse proporre impugnazione avverso l’ordinanza del TAR Lazio sez. I-quater, n. 1030/2017, al fine di valutare se estendere l’indicazione prevista dal TAR a tutti i dirigenti di cui al citato art. 14. VISTA la nota di risposta del Segretario generale della Presidenza del Consiglio con cui è stato trasmesso il parere dell’Avvocatura dello Stato reso in data 10 aprile 2017 che, richiamando quanto già rappresentato nel precedente parere del 9 marzo 2017, “consigliava di non rimuovere gli effetti della sospensiva concessa dal TAR, a prevenzione di una possibile esposizione dell’amministrazione a future domande risarcitorie” in considerazione della “innegabile gravità e irreparabilità del pregiudizio connesso all’irreversibile effetto della pubblicazione dei dati oggetto del giudizio”. CONSIDERATO che nel proprio parere del 10 aprile 2017 l’Avvocatura rappresenta che l’ordinanza impugnata è diventata definitiva il 2 aprile 2017. VISTO il ricorso di un’organizzazione sindacale - che rappresenta i dirigenti dello Stato, della Presidenza del Consiglio dei ministri, degli Organi costituzionali, delle Agenzie e delle Autorità indipendenti - e di quattro dirigenti pubblici, notificato all’ANAC in data 7 aprile 2017 per l’annullamento, previa sospensiva, delle Linee guida di cui alla determinazione n. 241/2017, nonché di quattro note rispettivamente della Presidenza del Consiglio di Ministri, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero della Giustizia relative alla richiesta di adempimento degli obblighi in parola con cui si chiede anche la previa disapplicazione dell’art. 14 nella parte in cui prevede la pubblicazione per i dirigenti pubblici dei dati di cui al co. 1 lettera c), relativi ai compensi e spese di viaggi di servizio e missioni, e alla lettera f), relativi ai dati reddituali e patrimoniali, per contrasto con la normativa UE ovvero, ove necessario, la rimessione alla Corte di Giustizia dell’UE e alla Corte costituzionale per la questione di compatibilità di dette disposizioni con la normativa europea e per contrasto agli artt. 3, 13 e 117 co. 1 della Costituzione. CONSIDERATO che nel parere reso dall’Avvocatura dello Stato alla Presidenza del Consiglio in data 10 aprile 2017 si fa altresì riferimento al ricorso notificato anche all’ANAC indicandolo come “verosimilmente destinato a trovare accoglimento come nel precedente caso”. VALUTATA la necessità di evitare alle amministrazioni pubbliche situazioni di incertezza sulla corretta applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, con conseguente significativo contenzioso, nonché disparità di trattamento fra dirigenti appartenenti ad amministrazioni diverse. Il Consiglio dell’Autorità delibera di sospendere l’efficacia della delibera n. 241/2017 “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1, lett. c) ed f) del d. lgs. n. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN, in attesa della definizione nel merito del giudizio o in attesa di un intervento legislativo chiarificatore. Roma, 12.4.2017 Il Presidente Raffaele Cantone Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 aprile 2017 Il Segretario, Maria Esposito

Delibera in pdf

12.04.2017

DEF e "manovrina" da 3,4 miliardi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il Def 2017 e la manovra correttiva dei conti pubblici pari allo 0,2% del Pil, per un importo per il 2017 di 3,4 miliardi di euro. Pubblichiamo di seguito i documenti di sintesi prodotti dal Consiglio dei ministri. DEF    MANOVRA

10.04.2017

I tagli alla sanita' pubblica non sono veri risparmi

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health suggerisce che i tagli economici alla sanità in molti paesi ad alto reddito non sono in realtà fonte di vero risparmio. «Gli interventi di sanità pubblica locali offrono un risparmio sui costi e un ritorno sugli investimenti sostanziale, e questo è ancora più vero più nel caso di programmi nazionali» afferma Rebecca Masters, del North Wales Local Public Health Team e della University of Liverpool, Regno Unito, autrice principale dello studio. «I tagli alla sanità pubblica quindi rappresentano una falsa manovra di economia, in quanto è probabile che generino miliardi di sterline d costi aggiuntivi per i servizi sanitari e per una economia più ampia» aggiunge. Secondo i ricercatori, è noto che sia preferibile dal punto di vista finanziario per i sistemi sanitari mirare a prevenire la malattia piuttosto che a curarla in seguito. Molti studi hanno calcolato il ritorno sugli investimenti per interventi di prevenzione individuale; tuttavia nessuna revisione sistematica aveva esaminato la questione dal punto di vista complessivo del sistema sanitario. Nell'analisi sono stati inclusi 52 studi, nei quali il ritorno sugli investimenti medio per interventi di sanità pubblica era di 14,3 a 1 e il rapporto costo-beneficio medio era di 8,3. Il ritorno sugli investimenti medio per 29 interventi di sanità pubblica locali era di 4,1 a 1, e il rapporto costo-beneficio medio era di 10,3. «Benefici ancora maggiori sono stati segnalati in 28 studi che analizzavano interventi sanitari di salute pubblica a livello nazionale, con un ritorno sugli investimenti medio di 27,2 e un rapporto costo-beneficio di 17,5» concludono gli autori.

10.04.2017

COME CAMBIANO I PREMI DI RISULTATO

Cambiano le regole della valutazione delle performance anche nel Servizio sanitario nazionale con lo schema di decreto legislativo messo a punto nell’ambito dei decreti applicativi della riforma Madia per modificare il Dlgs 150/2009 (legge Brunetta) e su cui le Conferenze Stato-Regioni e Unificata hanno espresso l’intesa nella loro ultima riunione di ieri. Niente più quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale, niente più fasce di merito - alta, media e bassa -, niente strumenti per premi extra. Il riferimento nel niuovo testo è anche all’articolo 19 del Dlgs 150 per quanto riguarda i meccanismi di distribuzione delle risorse per le performance, ma l’articolo 19 originario del Dlgs 150 (dove c’erano le fasce percentuali del 25%, 50% e 25% rispettivamente alta media e bassa per assegnare le risorse) è del tutto riscritto dal nuovo decreto. Il testo ora prevede che il contratto stabilisca tra le risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance la quota destinata alle performance organizzative e individuali e fissa criteri per garantire che alla differenziazione dei giudizi corrisponda la reale diversificazione dei trattamenti economici. Per i dirigenti, il criterio di attribuzione dei premi è in riferimento alla retribuzione di risultato. E’ previsto anche che i risultati della rilevazione del gradimento dei cittadini e degli utenti siano pubblicati una volta l’anno sul sito dell'amministrazione e siano valutati dall'Organismo indipendente di valutazione nell’ambito della valutazione della performance organizzativa dell'amministrazione e in particolare per la Relazione sulla performance.IL TESTO

06.04.2017

Riforma Pa, raggiunta l’intesa con le Regioni

 «Raggiunta l'intesa con tutte le Regioni per i decreti di #RiformaPA sul lavoro pubblico. Ora parere Camere e poi nuovo contratto». Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, commenta via Twitter l'accordo sul nuovo Testo unico del pubblico impiego e altri due provvedimenti figli della delega Pa. I decreti della riforma della Pa su cui è stata ottenuta l'intesa sono precisamente tre: il testo unico sul pubblico impiego, il provvedimento sulla valutazione dei dipendenti pubblici e quello sul riordino della dirigenza delle Asl. I decreti hanno ricevuto il parere favorevole anche da parte dei Comuni. Si chiude così la questione aperta dalla sentenza della Consulta dello scorso novembre sulla riforma Madia. Decisione che ha imposto di trovare un'intesa con le Regioni, giudicando non sufficiente il solo parere.

04.04.2017

Stamani audizione dei sindacati medici in Commissione Lavoro

Stamani si è tenuta l'audizione in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di rappresentanti delle organizzazioni sindacali Anaoo Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascolti-Fials Medici (ore 9,30) e di Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Cse, Cgs, Usae, Usb, Cisal, Cida, Codirp, Cosmed, Confedir (ore 10,30). L'intersindacale ha illustrato il documento allegato con le osservazioni al testo per il pubblico impiego.Alla fine dell'audizione, cui ha partecipato il Segretario Mazzoni, è stata inviata la seguente nota congiunta alla stampa. Leggi il comunicato stampa

03.04.2017

Rinnovo contratti pubblici: fino a 2,5 miliardi nel DEF

Nel Documento di Economia e Finanza che il Governo deve presentare alle Camere entro il 10 aprile, potrebbe già comparire la cifra aggiuntiva da destinare al rinnovo del contratto del pubblico impiego. Secondo le anticipazioni degli organi di stampa nel Def ci sarebbero infatti 1,2 miliardi di euro come differenziale tra quel che già c'è (sempre 1,2 miliardi di euro) e quel che deve ancora essere messo in budget per raggiungere i circa 2,4-2,5 miliardi di euro per un aumento medio di 85 euro concordato tra la ministra della Pa Marianna Madia e CGIL, CISL, e UIL il 30 novembre scorso. Lo stanziamento darebbe la spinta attesa allo sblocco annunciato da Madia, dopo sette anni di blocco dei contratti pubblici.

03.04.2017

Eurostat. Italiani al quarto posto in Europa per bisogni di cura insoddisfatti a causa dei costi eccessivi.

L’Italia è il Paese con il Servizio sanitario nazionale più universalista e i Lea garantiscono a tutti cure più uguali possibili e gratuite. Ma in realtà, secondo i dati Eurostat al 2015, è uno dei Paesi con la percentuale più alta di bisogni sanitari insoddisfatti perché le cure mediche (Eurostat usa il termine "mediche" anche se il riferimento è più esteso) sono troppo costose. Secondo i dati Eurostat gli italiani che dichiarano "bisogni di cura insoddisfatti" per i costi eccessive delle cure mediche sono il 6,5%, al quarto posto per numerosità dopo Grecia, Romania e Lituania. Va peggio per i redditi più bassi. Ma gli italiani stanno meglio degli altri: l'Italia è al sestultimo posto per percentuale di persone che hanno una patologia o un problema di salute da lungo tempo.

30.03.2017

Il dissenso della FASSID in merito alla richiesta di adempimenti ex art. 14 D.Lgs 33/2013

Mazzoni "adempimenti ANAC per la pubblicazione dei dati patrimoniali dei dirigenti sanitari: ingiusti, lesivi,inopportuni, inutili"

 NOTA STAMPA  “Premesso che i nostri stipendi, in qualità di dirigenza del servizio pubblico, sono già online da molti anni e le dichiarazioni dei redditi sono facilmente reperibili dagli addetti ai lavori, riteniamo questo ulteriore provvedimento che prevede la diffusione online di dati personali relativi alla situazione patrimoniale nominale: - DISCRIMINANTE E, DUNQUE, INGIUSTO in quanto rivolto ad una sola categoria di cittadini: essere dirigenti del servizio pubblico non può significare automaticamente di essere dei sospettati di frode o di falsità. Corrotti e corruttori possono annidarsi ovunque: per rendere la misura “equa”, paradossalmente, dovrebbe estesa a tutta la cittadinanza italiana. - LESIVO della riservatezza a cui ogni persona ha diritto e dunque CONTARIO AI PRINCIPI DELLA PRIVACY - INOPPORTUNO in un momento di notevoli tensioni sociali - VOYERISTICO, inducendo le persone alla curiosità, ai confronti, ai commenti - INUTILE per un reale contrasto alla corruzione: il patrimonio privato può originare da svariati fattori e chi vuole nascondere proventi illeciti di solito non si intesta beni acquisiti con tale denaro. Inoltre, l’elevata tassazione a cui è soggetto il patrimonio immobiliare rende ad esempio queste proprietà spesso molto onerose da conservare e non effettivamente rappresentative di uno stato di reale ricchezza, che può essere investita e/o occultata in molti altri modi. - PERICOLOSO per la sicurezza personale anche dei familiari - Ricordiamo inoltre che tutti i dati archiviati in modalità digitale sono pressoché immortali e alla mercè di chiunque con i conseguenti potenziali rischi che potrebbero derivare da malintenzionati anche molto lontani nello spazio e nel tempo. Condividiamo pienamente la fondamentale importanza che rivestono i temi della TRASPARENZA e ANTICORRUZIONE, ma riteniamo che questa modalità sia molto lontana dallo spingere le persone ai criteri di integrità e onestà che dovrebbero permeare tutti i cittadini, a partire dalla più tenera età”. E’ il commento di Mauro Mazzoni, Coordinatore FASSID, alla recente deliberazione dell’ANAC che, contrariamente a quanto precedentemente affermato, prevede l’obbligo di pubblicazione oltre che dei compensi anche dei dati patrimoniali dei dirigenti sanitari responsabili di struttura semplice e complessa entro il 30 marzo, prevedendo multe in caso di inadempienza.

Panorama Sanita'

24.03.2017

Pazienti cronici. Prescrizioni farmaceutiche piĂą facili, anche dal medico di famiglia

Accordo in Aifa: i medicinali destinati ai malati cronici potranno essere prescritti non solo dagli specialisti, ma anche dai medici di famiglia. Su questo punto, al Tavolo sulla medicina generale avviato dall’ Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, si sono trovati tutti d’accordo. Una novità che per i pazienti significherà meno attesa e costi più contenuti.  Buone notizie per quei 10 milioni di pazienti che sono alle prese con le cure delle malattie croniche: medici di famiglia e specialisti collaboreranno per il loro benessere. Stop alla corsa a ostacoli per l’acquisto dei medicinali per queste particolari patologie, fino ad oggi prescrivibili solo dopo la predisposizione di un Piano terapeutico da parte dello specialista. Si tratta di centinaia di prodotti di 32 diverse categorie terapeutiche.

24.03.2017

FORMAZIONE SIMET

EVENTO ECM ABRUZZO DEL 26/03/2017

CLICCARE SUL LINK SOTTO PER I DETTAGLI

Domenica a Casalbordino un interessante ECM SIMET presso l'HOTEL L’ARAGOSTA – PIAZZALE MAGNARAPA, 10 - 66021 CASALBORDINO LIDO. L'evento, cui presenzierà il Segretario Nazionale Mazzoni con un approfondimento sulla contrattazione, ha come obiettivi formativi l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie nei LEA, i sistemi di valutazione, il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia. Tutte le informazioni al link: http://www.simetsind.it/ecm.html

21.03.2017

Stili di vita e salute, per Bloomberg la dolce vita è in Italia

Articolo Sole Sanita' di Lucilla Vazza

 Se volete vivere a lungo, l’Italia è il posto giusto. Parola di Bloomberg Health Index , che ci piazza al primo posto davanti ad altri 163 Paesi. Dimenticate il Nord Europa e gli atolli tropicali, il paradiso degli stili di vita è qui in Italia. E in barba a islandesi, giapponesi e svizzeri, il podio per la vita più sana lo prendiamo noi (per una volta). Per una volta, a dispetto delle condizioni della nostra economia che cresce poco e niente, della disoccupazione giovanile a livelli di guardia (picchi superiori al 40%) e delle altre variabili che spingono ogni anni migliaia di connazionali (anche non più giovani) a fare la valigia, l’Italia è il “place to go”, il posto dove vivere. E il merito è principalmente dell’alimentazione, ricca di verdure e di olio di oliva, degli stili di vita e del numero di medici. Così l’aspettativa di vita per i neonati italiani supera gli 80 anni. Lorenzin: «Nostro Ssn da difendere» Una notizia che fa gongolare la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che da Malta dove oggi ha incontrato gli altri colleghi ministri europei, ha commentato «Dieta mediterranea, vita all'aria aperta e corretti stili di vita, un Servizio sanitario pubblico e universalistico, sono i segreti della longevità italiana» e ha ribadito «Questi sono obiettivi da consolidare e non dare per scontati. Proteggere il nostro Servizio sanitario nazionale, implementarlo e migliorarlo - ha concluso - è un dovere». Perché se possiamo comprendere le ragioni che mettono agli ultimi posti della classifica Paesi come la Sierra Leone (dove l’aspettativa di vita per chi nasce oggi è di appena 52 anni), meno comprensibile è la posizione numero 34 degli Stati Uniti, dove l’indice che spariglia le carte è legato all’obesità che nei territori più poveri, Luisiana, Mississippi, Alabama e West Virginia, colpisce il 35% della popolazione. Da noi in Europa, il Paese messo peggio è l’Albania, che si piazza al 50esimo posto. Nel paese delle aquile si fa ancora poca prevenzione e gli stili di vita sono ancora lontani dai livelli di salute dei vicini di banco.

18.03.2017

I nuovi LEA in Gazzetta

In Gazzetta i nuovi LEA firmati da Gentiloni il 12 gennaio scorso. Moltissime le novità per una spesa aggiuntiva del Ssn finanziata con 800 milioni di euro vincolati. Il provvedimento interviene su quattro fronti: 1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal Ssn; 2. descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attvità oggi già incluse nei Lea; 3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione; 4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. E Lorenzin istituisce una nuova task force per monitorarne l'applicazione. IL TESTO IN GAZZETTA.

17.03.2017

ResponsabilitĂ  professionale in Gazzetta

Il testo e la sintesi Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo. L'obiettivo della legge è quello di risponde principalmente a due problematiche: la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva. Il tutto nell'ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente. IL TESTO IN GAZZETTA.  Per una completa attuazione della legge, però, si dovranno attendere ancora alcuni mesi a causa dei molti richiami ai decreti da attuare per rendere operative diverse misure quali, ad esempio, l'obbligatorietà delle polizze assicurative, l'istituzione dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità, e l'elenco delle Società scientifiche, associazioni tecniche scientifiche ed enti pubblici e privati chiamati all'elaborazione delle linee guida.

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