In Rilievo
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01.01.2015

Agenda Sindacale Segretario

    Gennaio 2015

  • Martedì 13 gennaio Segreteria Nazionale Fassid presso SIMET ore 17
  • Mercoledì 14 gennaio 2015 alle ore 11.00 presso la sede Anaao di Roma - riforma Statuto  Fondazione Onaosi.
  • Venerdì 16 gennaio Coordinamento Pensionati SIMET presso SIMET ore 10
  • Martedì 20 Segreteria Confederale CODIRP ore 16,30 presso Codirp
  • Mercoledì 21 Colazione di lavoro intersindacale
  • Sabato 24 ECM SIMET Civitanova Marche Ore 9 presso Hotel Cosmopolitan
  • Domenica 25 Incontri regionali Marche - Mattina presso Hotel Cosmopolitan
  • Martedì 27 Ore 9,30 Onaosi Perugia
  • Mercoledì 28 ore 15,30 presso ANAAO su Legge Stabilità
  • Giovedì 29 ore 16 presso SNR riunione FASSID
  • Sabato 31 ore 10 Coordinamento ACN presso SIMET

Appuntamenti già in calendario:

Febbraio 4 - Diretta Agon Channel TV su disparità sanitarie

Marzo ECM Sezione di Macerata - Aprile Assemblea Regionale Abruzzo con ECM

Dicembre 2014

  • 2 dicembre incontro Ministro Affari Regionali Lanzetta
  • 2 dicembre Segreteria Nazionale CODIRP
  • 3 dicembre incontro di Natale FNOMCEO
  • 4 dicembre incontro ore 12 in ANAAO per proposta riforma Statuto Onaosi
  • 4 dicembre incontro ore 15 ANAAO/FASSID
  • 11 dicembre Consiglio Direttivo e Assemblea Fassid
  • 17 dicembre incontro di Natale ONAOSI
  • 18 dicembre incontro con la Stampa
  • 20 dicembre Consiglio Nazionale SIMET

Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca

30.12.2014

le legge di stabilita' in Gazzetta Ufficiale

Legge di Stabilità 2015



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13.01.2014

Articolazione operativa ECM SIMET

Politica Qualità

 

Organigramma


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21.03.2013

Sentenza Tar Lazio in materia di contribuzione da ragione all'Onaosi

Presso il TAR Lazio pendeva, dall’inizio del 2011, un delicato contenzioso sulla materia della contribuzione, avviato da un contribuente della Fondazione e che investiva nuovamente le norme fondanti il sistema di finanziamento dell’Ente; Il ricorso, che attaccava in particolare il Regolamento per la riscossione dei contributi obbligatori e volontari approvato con Decreto Interministeriale del 31.7.2003 e le Deliberazioni con le quali l’Ente nel corso del 2007/2008 ha determinato la misura dei contributi da versare da parte dei sanitari iscritti, era inoltre accompagnato da una richiesta di sospensione di tali provvedimenti che rappresentava un’ulteriore minaccia per la gestione delle attività della Fondazione. E' notizia di oggi che il TAR Lazio  con la Sentenza n. 5675/2013, da ragione all'Onaosi respingendo tale tentativo e dichiarando l’estinzione del giudizio ai sensi del Decreto Balduzzi, compensando le spese. Una vittoria dell'Ente che chiude una difficile stagione di pesanti contrasti giudiziari e stabilisce in modo chiaro e definitivo il sistema di contribuzione e quindi sostegno finanziario della Fondazione.


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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: Enzo Biscu (Referente Commerciale) Cellulare: 339 2915398 n. verde: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05 Mail: enzo.biscu@cassagaleno.com

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno



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11.02.2013

Contenimento delle spese per il personale Ssn, il documento interpretativo delle Regioni

In relazione alla circolare n° 16/2012 , la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato, nella seduta del 7 febbraio, il documento: "Interpretazione delle disposizioni del Decreto 31/5/10 n° 78 in materia di contenimento delle spese del personale delle amministrazioni pubbliche per i dipendenti delle Regioni e delle Province autonome e del Servizio Sanitario Nazionale" . Leggi documento


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31.01.2013

Legge di Stabilità: stralcio delle disposizioni relative a sanità e politiche sociali

La Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Settore Salute e Politiche Sociali), ha elaborato lo lo stralcio delle disposizioni relative alla sanità e alle politiche sociali, contenute nella L. 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013) e predisposto l’elenco dei provvedimenti da emanare in sede di conferenza stato regioni e conferenza unificata ai sensi della stessa legge 24 dicembre 2012, n. 228. PROVVEDIMENTI

 


03.12.2012

Ripristino TFS, chiarimenti INPS

DL 185/2012: cosa cambia

L'art. 12, comma 10, del D.L. n. 78/2010 -convertito in L. n. 122/2010- prescrive che il computo dei trattamenti di fine servizio per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dall'01.01.2011, avvenga secondo la disciplina di cui all'art. 2120 Cod. Civ., con l'applicazione di un'aliquota del 6,91% sull'intera retribuzione, e quindi una liquidazione di entità minore, ed, in maniera del tutto illegittima, aveva mantenuto la trattenuta a carico del dipendente del 2,50%, creando la disparità di trattamento con i dipendenti privati cassata dalla Corte Costituzionale. E' successivamente intervenuto il DL 185/2012 che ha abrogato la norma con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2011. In pratica il D.L. dispone che: 1) E' ripristinato il TFS fin dal 01/01/2011. Quindi per i lavoratori già in servizio al 31/12/2000 tornano al regime di TFS. 2) La trattenuta del 2,5% rimane quindi in vigore, essendo collegata al regime del TFS). 3) Nulla è dovuto ai lavoratori nemmeno come arretrati delle trattenute effettuate, non essendo di fatto cambiato nulla. 4) Gli effetti di eventuali sentenze sono annullati d'ufficio, salvo sentenze già passate in giudicato, cioè definitive. I processi pendenti sono annullati. 5) I TFS già liquidati in base alla norma abolita sono ricalcolati d'ufficio: se il risultato è favorevole al lavoratore viene pagata l'integrazione, se invece è sfavorevole non si procede al recupero di quanto avuto in eccedenza. Nulla cambia nemmeno per i lavoratori assunti dal 01/01/2001, in quanto erano già soggetti al regime di TFR e per i quali la norma di riferimento è un'altra (e non è mai stata in discussione). Alla luce di quanto sopra, occorre attendere la conversione del DL 185 (è dubbia la possibilità di una retroattività di quasi due anni); se verrà convertito la trattenuta del 2,5% rimarrà e quindi non vi sarà alcuna restituzione. Il consiglio è quindi di aspettare che il DL 185 diventi o meno legge e dopo valutare le opportune iniziative, anche giudiziarie alla luce del testo approvato. Trattenuta del 5 e del 10% sui redditi superiori rispettivamente a 90.000 e 150.000 euro . Tale trattenuta rimane illegittima e bisogna presentare istanza di restituzione, come da modello alegato. Modulo rimborso

ISTRUZIONI PER AMMINISTRAZIONI EX GESTIONI INPDAP SU RIPRISTINO TFS POST DL 185/2012 E SENTENZA CONSULTA N.223/2012 Scarica circolare INPS


12.11.2012

Il Balduzzi in Gazzetta Ufficiale

Il decreto Balduzzi tra fiducia e scontento

Prima attuazione prevista il 30 novembre per l'intramoenia

Testo Balduzzi Gazzetta  [ Leggi ]

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Notizie

02.03.2015

Ma stavolta i tagli in sanita' proprio non li vuole nessuno......

Minstro della Salute Lorenzin: “Sono contraria. Le Regioni non possono auto tagliarsi le cifre che hanno annunciato. Motivo per cui è stato fatto un tavolo in cui sarò presente finalmente anch’io come Ministro per proporre delle alternative. Altrimenti non avremo la possibilità per il 2015 di poter introdurre delle novità” come il farmaco per l’epatite C e i nuovi Lea. Sempre sulle Regioni il Ministro ha rivelato apertamente “di avercela con loro anche se nell’ultimo anno abbiamo lavorato bene insieme”. Il problema per il ministro è che "c’è un tasso di sprechi e inappropriatezze elevato ma non è che si può pensare che riducendo ancora i fondi si risolvono le cose”.

Fondazione GIMBE - Cartabellotta:  «Appare evidente  che le Regioni, oltre a dimostrarsi incapaci di attuare un virtuoso processo di disinvestimento e riallocazione, hanno l'ambizione di gestire in totale autonomia le risorse assegnate dallo Stato per finalità sanitarie, così da poterle "spostare" verso altri settori. Una richiesta che stride con la garanzia del diritto alla tutela della salute, affidato dalla Costituzione alla Repubblica, ma di fatto attuato da Stato e Regioni»

Farmindustria - Scaccabarozzi: “Questa manovra è una farsa. Chiediamo incontro con Renzi. I tagli alla sanità sono un taglio alla farmaceutica. E non mi vengano a dire che sono solo per il 2015”. Il numero uno di Farmindustria difende però l’operato del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “C'è stato confronto e sappiamo che ha fatto quello che poteva affinché il Fondo non venisse toccato. Le siamo riconoscenti, perché tagliare il Fondo è una follia".

27.02.2015

2,637 miliardi da tagliare. Entro i 31 marzo sappiamo dove

Si è conclusa il 26 febbraio la Conferenza Stato Regioni che ha convenuto sull’importo di 2,352 miliardi da tagliare al fondo sanitario 2015, rinviando però a nuova intesa (da adottare entro il prossimo 31 marzo) il dettaglio delle misure da adottare per garantire i risparmi in sanità. Inoltre sono previsti anche tagli per 285 mln sull’edilizia sanitaria. Il tutto quindi porta la cifra dei tagli per la sanità a quota 2,637 miliardi di euro. Nel documento si legge come “Governo Regioni e Province autonome entro il 31 marzo con Intesa da sancire in Stato Regioni, individuano misure di razionalizzazione ed efficientamento della spesa del Ssn. Procedono, altresì, al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio in ordine all’attuazione del Regolamento sugli standard ospedalieri.

 

23.02.2015

Job Act: Il demansionamento non incide sulla retribuzione

Da ITALIA OGGI - Il nuovo art. 2103 del codice civile (integralmente sostituito dallo schema di decreto legislativo) consente di assegnare il lavoratore a mansioni appartenenti a livello di inquadramento inferiore a quello posseduto, in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore. Il cambio di mansioni in peggio va accompagnato, se necessario, dall’assolvimento dell’obbligo formativo, il cui mancato adempimento determina la nullità dell’atto di assegnazione alle nuove mansioni. Accanto a questa ipotesi, di legge, altre ne possono essere previste dai contratti collettivi, anche aziendali, stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Qualunque sia l’ipotesi di assegnazione a mansioni inferiori, il lavoratore conserva il livello d’inquadramento precedente e il trattamento retributivo in godimento, con eccezione degli elementi di paga collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa.  Il nuovo art. 2103 prevede, inoltre, che datore di lavoro e lavoratore possano ricorrere alla commissione di certificazione per stipulare un accordo individuale di modifica delle mansioni, del livello d’inquadramento e della relativa retribuzione, nell’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita.

 

20.02.2015

La circolare Madia conferma il pensionamento obbligatorio per i dipendenti pubblici

Da QUOTIDIANO SANITA'-  Il Ministro della PA Madia ha firmato la circolare che fornisce le interpretazioni in materia come disciplinate dalla Riforma della Pa. Nel testo si sottolinea innanzitutto l’obiettivo: “L'intervento legislativo – si legge nella circolare - è volto a favorire il ricambio e il ringiovanimento del personale nelle pubbliche amministrazioni”. Con l'entrata in vigore delle recenti modifiche  la risoluzione del rapporto di lavoro diviene obbligatoria, per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia ovvero il diritto alla pensione anticipata, avendo raggiunto l'età limite ordinamentale. Per direttori di struttura complessa e direttori professioni sanitarie limitesale  a 70 anni, ma con dei paletti. La circolare dedica anche una sezione ad hoc le eccezioni in cui si ribadisce che “in alcune ipotesi l'amministrazione è tenuta a proseguire il rapporto di lavoro con il dipendente e tale prosecuzione non costituisce un trattenimento vietato dalla legge”. Per i dirigenti medici e sanitari di struttura complessa si sottolinea che “perdura la facoltà di proseguire il rapporto superando il limite dei 65 anni su istanza dell'interessato, fino al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”. Per quanto riguarda, invece, i dirigenti medici e del ruolo sanitario ai quali non è affidata la responsabilità di una struttura complessa, “le amministrazioni possono applicare la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro una volta maturati i nuovi requisiti contributivi per l'accesso alla pensione anticipata, purché dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età”. Questi medici possono comunque presentare istanza di proseguire il rapporto di lavoro fino al compimento del quarantesimo anno di servizio effettivo (sempre che tale prosecuzione non comporti un aumento del numero dei dirigenti. L'amministrazione potrà tuttavia non accogliere l'istanza stessa ove “decida di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro, anche in relazione ai criteri adottati per l'utilizzo della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, tenendo presenti le esigenze organizzative e funzionali e rispettando la parità di trattamento, anche per evitare l'indebita lesione dell'affidamento degli interessati”. CIRCOLARE

19.02.2015

La proposta delle Regioni: doppio binario per l'accesso dei medici al SSN

Ex art. 22 Patto Salute

Prosegue il confronto tra Governo e Regioni sul ddl delega previsto dall’art.22 del Patto per la salute in materia di gestione e sviluppo delle risorse umane.  Scopo della delega era quello di indicare principi e criteri direttivi finalizzati a: 1. valorizzazione delle risorse umane del Ssn per favorire un'integrazione multidisciplinare delle professioni sanitarie e i processi di riorganizzazione dei servizi; 2. accesso delle professioni sanitarie al Ssn nel rispetto dei vincoli di spesa di personale e, per le Regioni in Piano di rientro, dei vincoli fissati dai Piani stessi; 3. disciplina della formazione di base e specialista per il personale dipendente e convenzionato della formazione di base specialistica; 4. disciplina dello sviluppo professionale di carriera con l'introduzione di misure volte ad assicurare una maggiore flessibilità nei processi di gestione delle attività professionali e nell'utilizzo del personale nell'ambito dell'organizzazione aziendale; 5. introduzione di standards di personale per livello di assistenza ai fini di determinare il fabbisogno di professionisti sanitari a livello nazionale; 6. applicazione del Dpcm sul precariato per assicurare l'erogazione dei Lea e la sicurezza nelle cure. A distanza di 7 mesi dalla sigla del Patto sono state elaborate diverse ipotesi di delega. Sulla base di queste nuove proposte governative hanno ora lavorato le Regioni che hanno approvato una “loro” proposta,reinserendo il “doppio binario” per l’accesso al Ssn che, secondo la nuova proposta regionale, potrà avvenire anche con il solo “titolo di formazione di base e l’abilitazione all’esercizio della relativa professione” e quindi senza specializzazione. L’inquadramento di queste figure non sarà nella dirigenza, come per tutti i medici, ma in una “categoria non dirigenziale nell’ambito del contratto di area IV, con percorsi di carriera e livelli retributivi determinati dal CCNL”. Questi professionisti potranno aspirare alla dirigenza solo dopo la specializzazione. E’ infatti prevista “la possibilità per i predetti professionisti di accedere, una volta acquisita la specializzazione, ai concorsi per il personale dirigenziale di cui all’articolo 15 del decreto legislativo n. 502 del 1992”. E’ evidente che su questo punto, sul quale il Governo aveva fatto, come abbiamo visto, dietro front nelle sue due proposte di metà gennaio, è prevedibile si riapra il contenzioso con i sindacati ma anche tra Governo e Regioni, anche perché nella proposta regionale si parla solo di medici escludendo, come invece prevede l'art. 22 del Patto, le altre categorie di professionisti.

 

16.02.2015

Il riepilogo dei nuovi standard ospedalieri

DA QUOTIDIANO SANITA' -  Con nuovi standard 3.000 letti in meno in base ai nuovi standard del 3 per mille per gli acuti e dello 0,7 per mille per la lungodegenza e riabilitazione. Tasso occupazione al 160 per mille e degenza media sotto i 7 giorni. Nelle previsioni del regolamento anche il ritocco del tasso di ospedalizzazione che si punta a fissare sulla soglia del 160 per mille di cui il 25% dedicato ai ricoveri in day hospital (indicati anche per disciplina e specialità clinica) e all’indice di occupazione dei posti letto che si dovrà attestare sul valore tendenziale del 90% con una durata di degenza per i ricoveri ordinari inferiore mediamente ai 7 giorni. Novità anche per le case di cura private.Dal 1 gennaio 2017 non potranno più essere accreditate quelle con meno di 60 letti per acuti, tranne per le monospecialistiche che saranno oggetto di valutazioni delle singole regioni. Un traguardo a cui si arriverà però gradualmente prevedendo una finestra temporale fino a quella data per consentire alle case di cura più piccole della stessa regione di raggrupparsi, così da superare la soglia minima per l’accreditamento. In ogni caso restano fuori dalla partita le case di cura con meno di 40 letti che non potranno essere prese in considerazione per i raggruppamenti e con le quali non si potranno in ogni caso fare più convenzioni a partire dal 1 luglio 2015. Ma con questo regolamento, al di là di indici e standard è tutta la rete ospedaliera ad essere oggetto di un profondo rinnovamento. Tre livelli di ospedale. Dalla classificazione degli ospedali per complessità e intensità di cura dividendoli in 3 livelli: di base, con un bacino d’utenza tra gli 80.000 e 150.000 abitanti; di 1° livello tra gli 150.000 e i 300.000 abitanti e di 2° livello tra i 600.000 e 1.200.000 abitanti. Soglie minime per volumi ed esiti. All’indicazione di “soglie minime” per volumi ed esiti delle cure ospedaliere, sia nel pubblico che nel privato accreditato, quali indicatori cogenti per il processo e la conferma degli accreditamenti e l’eventuale riconversione della rete ospedaliera regionale. Clinical governance. Vengono poi rimodulati gli standard di qualità per i singoli presidi basati sulla clinical governance, dalla gestione del rischio clinico alla formazione del personale e alla valutazione della qualità delle cure. Standard e reti. Vengono poi ridefiniti gli standard organizzativi, strutturali e tecnologici generali dei presidi e quelli specifici per le alte specialità. Nascono le “reti ospedaliere” per le grandi patologie, dall’infarto all’ictus, ma anche per le malattie rare, l’oncologia e la pediatria. In tutto 10 reti ospedaliere dedicate per ottimizzare la risposta terapeutica e assistenziale per altrettante aree terapeutiche. Infarto, traumi e ictus e il fattore “tempo”.In questa fase ci si è però limitati a indicare alcuni riferimenti precisi solo per le reti cosiddette “tempo dipendenti” ovvero laddove il fattore tempo è fondamentale per la riuscita degli interventi. Ne sono state individuate tre: quella per l’emergenza cardiologica (infarto), quella per i traumi e quella per l’ictus. Una nuova rete d’emergenza. Vengono poi ridefiniti i criteri per l’intera rete dell’emergenza urgenza, dal 118, ai punti di primo intervento, fino alla definizione dei diversi tipi di Pronto soccorso sia per bacini di utenza che per tipologia geografica del sito prevedendo indicazioni specifiche per le sedi ospedaliere in zone particolarmente disagiate. Individuati i diversi livelli di DEA (1° livello “Spoke” e 2° livello “Hub”) e i rapporti con la continuità assistenziale. Gli ospedali gestiti dagli infermieri. Ultimo capitolo del regolamento quella sugli ospedali di comunità nell’ambito del processo di integrazione ospedale territorio per garantire la continuità delle cure e dell’assistenza. L’ospedale di comunità, al quale è affidato il compito di “interfacciarsi” con l’ospedale ordinario per la presa in carico di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano del ricovero per impedimenti di varia natura (logistici o familiari) ad essere erogate a casa del paziente. Questi ospedali saranno gestiti dagli infermieri, avranno dai 15 ai 20 posti letto e l’assistenza medica sarà assicurata da medici di medicina generale o pediatri o da altri medici dipendenti o convenzionati con il Ssn secondo modalità scelte localmente. A livello gestionale questi ospedali faranno capo ai distretti sanitari.RIEPILOGO

 

06.02.2015

l'Intersindacale scrive a Lorenzin, Chiamparino e Coletto chiedendo abrogazione del comma 566

Roma 6 febbraio 2015 Gentile Ministro, Illustre Presidente, Illustre Assessore, le sottoscritte Organizzazioni Sindacali portano alla Vostra attenzione alcune considerazioni in merito ai contenuti del comma 566 dell’art.1 della Legge di stabilità 2015, quali contributo teso ad evitare ricadute negative sulla salute dei cittadini e sulla funzionalità del sistema sanitario. Giova ricordare in premessa che né le rappresentanze ordinistiche né quelle sindacali dei Medici sono state consultate, se non a cose fatte, nel lungo processo che ha portato alla stesura di diversi documenti sulla “ridefinizione implementazione e approfondimento delle competenze e delle responsabilità professionali dell’infermiere e dell’infermiere pediatrico”, malgrado i loro ruoli e la loro funzione di rappresentanza di professionisti impegnati a garantire la tutela della salute. Le relazioni tra professioni sanitarie, alias 22 profili professionali, e Medici rappresentano una questione di estrema rilevanza che avrebbe dovuto e deve essere trattata senza frantumare assetti ordinamentali, e mantenendo un carattere unitario a ruoli professionali e profili di responsabilità, per evitare il rischio concreto di creare confuse sovrapposizioni di competenze, oltre che di responsabilità, mediche e non mediche.  [ Leggi ]

05.02.2015

Nuovi LEA: 410 milioni in due anni

L’impatto complessivo della revisione dei Livelli essenziali di assistenza è quantificabile in 414 milioni di euro. Lo ha riferito  il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in audizione in commissione igiene e sanità del Senato sulla revisione dei Lea. «Si è proceduto» ha detto Lorenzin «all’eliminazione di prestazioni obsolete, all’inclusione di prestazioni tecnologicamente avanzate e ci si è concentrati sugli elementi di valutazioni delle performance. A tal fine, le regioni devono svolgere un’opera di monitoraggio puntuale, soprattutto sul tema delle protesi. Premesso che il nomenclatore attuale risale al 1999, lo scopo è la creazione di un comitato permanente che ne consenta l’aggiornamento continuo. Il percorso di revisione si è articolato attraverso quattro gruppi di lavoro che, tra aprile e dicembre 2014, hanno aggiornato, rispettivamente: sanità pubblica e prevenzione collettiva; nomenclatore; disciplina di assistenza protesica e oggetti correlati; l’area di assistenza socio-sanitaria».

 

02.02.2015

IL DOCUMENTO DELL'INTERSINDACALE TOSCANA SULLA RIFORMA DEL SSR

Il Governo, come largamente riportato dai media nel dicembre scorso, ha già bocciato la proposta di sperimentazione organizzativa  presentata dalla Giunta regionale della Toscana e mirante a costituire per ogni area vasta un’azienda unica territoriale-ospedaliero-universitaria. In particolare, la proposta contraddiceva fondamentali  aspetti giuridico-normativi contenuti nel D.Lgs 502/92 e s.m.i. e nel D.Lgs 517/99. Leggi il comunicato

02.02.2015

Mercoledi' 4 febbraio ore 21,55 Segretario Mazzoni in TV

DISPARITA' SANITARIE IN ITALIA

Mercoledì 4 febbraio dalle ore 21,55 il Segretario Mazzoni parteciperà in diretta alla trasmissione Times Square di Agon Channel, sul canale 33 del digitale terrestre.La puntata su "Disparità sanitarie tra nord, centro e sud Italia, condotta da Antonella Aldrighetti, vedrà un intervento del Sottosegretario De Filippo e un confronto tra Mazzoni, Iscaro di ANAAO e Bartoletti di FINMG. Agon Channel

 

29.01.2014

Il Segretario SIMET Mazzoni alla Cabina di Regia del Ministero Salute

Riportiamo su questo tavolo il dibattito sul comma 566

L'esecutivo nazionale di INTESA Sindacale ha designato ieri quale suo rappresentante alla Cabina di Regia del Ministero della Salute il Segretario SIMET Mazzoni. L'accordo varato in Stato Regioni il 13 novembre scorso prevede la costituzione di una Cabina di regia tra Ministero della Salute, Regioni e Sindacati del personale del Servizio sanitario nazionale (sia dirigenti che in convenzione che del comparto) per affrontare in modo unitario i temi del lavoro in sanità. La Cabina di regia verrà istituita presso il Ministero della salute, ed avrà un compito di coordinamento nazionale sulla regolazione della vita professionale ed organizzativa degli operatori del sistema sanitario. Sarà composta da rappresentanti istituzionali e da un rappresentante per ogni organizzazione sindacale rappresentativa del comparto, delle aree dirigenziali e dell'area convenzionata, nominati con decreto del Ministero della salute. Per la prima volta siederanno dunque intorno ad uno stesso tavolo medici, infermieri e tutte le altre professioni sanitarie per discutere del loro futuro professionale.La scelta proposta dal Ministero e condivisa dalle Regioni introduce una discontinuità nel modello di relazioni sindacali che supera i tavoli negoziali separati con le tre aree di personale a convenzione (Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialistica ambulatoriale) della dirigenza (medico veterinaria e sanitaria, professionale tecnica ed amministrativa) e del comparto dando vita ad una sede unitaria di confronto tra Ministero Regioni e Sindacati che affronti i temi dell’organizzazione del lavoro, dell’evoluzione professionale, del monitoraggio, della verifica delle innovazioni con la promozione di quelle che si riveleranno positive e migliorative e l’individuazione di quelle che dovessero risultare negative e peggiorative. Il nuovo modello organizzativo è già stato concordato e condiviso con le Organizzazioni sindacali del Personale del Sistema Sanitario Nazionale.Quasi tutti i sindacati rappresentativi hanno deciso di partecipare a questo Osservatorio privilegiato, riportando al suo interno l'ampio e aspro dibattito scatenato dall'inserimento nella nuova legge di stabilità del comma 566, relativo alla priorità di implementare  le competenze degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, che trova forte opposizione presso tutta l'Intersindacale medica.  

 

25.01.2015

Accolto il ricorso al TAR del SIMET - Ripristinate le graduatorie per la continuita' assistenziale

IL TAR DI BRESCIA DA' RAGIONE AI MEDICI DEL SIMET DI BERGAMO

Nell'ottobre del 2013 l'Asl di Bergamo, nell'emanare l'avviso pubblico per la formazione della graduatoria per il conferimento di incarichi a tempo determinato nel Servizio di Continuità Assistenziale, inaspettatamente propone al Comitato Aziendale una modifica dei criteri di priorità nella suddetta graduatoria: i medici durante la frequenza del Corso di formazione specifica in Medicina Generale invece di essere inseriti con gli altri specializzandi nell’ultima fascia, sono inseriti, con un bel balzo, in una fascia che precede i medici già incaricati anche da diversi anni e che non hanno un rapporto di lavoro dipendente o una borsa di studio. Nonostante Intesa Sindacale (CISL - FP CGIL - SIMET – SUMAI) abbia fatto rilevare che tale proposta contraddice quanto attuato negli anni precedenti e violi le normative di legge ed l’ACN vigente, viene approvata con il voto favorevole di Fimmg e di Snami. Valutata la gravità di questa decisione i medici del SIMET assistiti dall'avvocato Maria Grazia Tinarelli, hanno presentato ricorso al TAR. L' Asl, già a giugno per incarichi di 4 mesi e successivamente a ottobre 2014 per la graduatoria valida nel 2015, è ritornata sui suoi passi ripristinando i vecchi criteri di priorità. Il 4 dicembre si è tenuta l'udienza e successivamente il Tar di Brescia si è pronunciato accogliendo il ricorso. La sentenza del Tar ha evidenziato che: a) Il comma 11 dell'art. 19 della legge 448 del 2001 fissa in modo chiaro il principio secondo cui i medici che frequentino corsi di specializzazione debbano essere considerati come ultima risorsa disponibile; b) Per le assunzioni finalizzate alle sostituzioni l'Amministrazione è tenuta ad applicare criteri di razionalità e logica e tali criteri non sembrano essere stati rispettati. “Questa Sentenza consentirà così di sgombrare il campo da equivoci o libere interpretazioni nelle applicazioni della normativa – commenta il dott. Giancarlo Testaquatra del SIMET- In barba alla Legge 448/2001 (Titolo III, art.19 c.11), da noi più volte richiamata, si consentiva ai Medici che frequentano il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale di scavalcare tutti gli altri aventi diritto a lavorare nel Servizio di Continuità Assistenziale (un solo giorno di frequenza del corso fa scavalcare chi lavora da 10 anni nel Servizio…sic!). Il bando che abbiamo impugnato avrebbe consentito ad un drappello di Medici, un salto da canguro di almeno 120 posizioni!”. Leggi Quotidiano Sanità

Leggi il Sole 24 Ore  Leggi la sentenza del TAR

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