Sono più di ottomila le donne e gli uomini Fassid che combattono da giorni il nemico comune. Responsabili di laboratorio analisi, psicologi pubblici, medici dei servizi di igiene, dei distretti e dell’emergenza dei pronto soccorso, farmacisti ospedalieri, medici radiologi chiamati alle diagnosi di Covid-19. Potremmo dire che avevamo lamentato i tagli e la cattiva applicazione del DM 70 che ha in ogni regione visto sacrificare i servizi, proprio quelli che oggi sono in prima linea. Abbiamo, più volte, fatto proposte di organizzazione del lavoro che tenessero conto delle singole specificità ma al tempo stesso di una unità di intenti per un Servizio Sanitario universalistico ed efficiente. Oggi questo decreto cerca di porre un rimedio opportuno, necessario e immediato. Ma occorre non perdere di vista le prospettive future e preparare insieme all’emergenza la normalità verificando necessità e statistiche, che anche se comparse sulla stampa e date per buone, non sempre sono corrette. Continua a leggere su Quotidiano Sanità
