Dopo la conferenza stampa

Nov 18, 2020

Si è tenuta oggi alle 13 la conferenza stampa intersindacale sullo stato di agitazione. Nel mio intervento, deplorando quanto affermato dal’appartenente al sindacato più numeroso ieri davanti alle telecamere di Agorà, che fa apparire i medici in disaccordo con la linea imposta come nemici pubblici, mi sono concentrato sull’atto di indirizzo. Un atto gravissimo, nel quale si è manifestata la volontà di non investire sulla medicina di famiglia e del territorio. L’operazione sui tamponi negli studi medici è un’operazione di mera facciata, per nascondere il malessere profondo del 90% dei medici, che subiscono la mancanza di linee guida nazionali, il depauperamento degli organici SISP, le USCA non attuate, la mancanza ancora oggi di DPI. E che, nonostante tutto, sono il baluardo e il collo di bottiglia della pandemia, perchè continuano a curare i pazienti a casa, se è vero che solo il 4% si ospedalizza. Lo stato di agitazione continuerà ad libitum, finché non avremo segnali di un cambio di passo.

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