L’assemblea dei Medici del Territorio della Basilicata, tenutasi a Potenza il 5 marzo, denuncia il disagio dei medici di fronte alle problematiche che affliggono il cittadino nell’approccio, in caso di bisogno, al sistema sanitario regionale. L’eccessiva burocratizzazione con compiti spesso anacronistici o a volte non previsti dagli accordi nazionali e regionali; la non uniformità dei nomenclatori delle prestazioni specialistiche in carico alle strutture erogatrici che causano notevoli disagi ai cittadini costretti a ritornare dal proprio medico per rifare le prescrizioni; le liste d’attesa che nonostante importanti risorse nazionali destinate per il loro abbattimento continuano di fatto a negare ai cittadini il rispetto del loro diritto alla salute; la mancata messa a regime del servizio di Emergenza-Urgenza 118 unita alla carenza dei medici fanno sì che diverse comunità (specie le più piccole e specie quelle delle aree interne) rimangano prive del proprio medico di famiglia e/o del medico di continuità assistenziale senza la garanzia della copertura assistenziale medica del 118: sono solo alcuni dei punti discussi e denunciati conseguenza dell’inerzia della politica regionale che dura da almeno 10 anni.
Il mancato rinnovo degli accordi integrativi regionali (per la medicina generale, la pediatria di libera scelta, la specialistica ambulatoriale, fermi al 2007/2008), ha di fatto reso la medicina convenzionata lucana meno attrattiva, per cui abbiamo perso in questi anni risorse umane che hanno scelto di andare verso lidi extraregionali più gratificanti sia in termini professionali che economici. La scarsa attenzione della politica di questi anni inoltre, in assenza di un cambio di passo a 360°,rischia di non mettere la medicina convenzionata in grado di affrontare le sfide future delineate dai programmi del PNRR. In Basilicata è stato di agitazione.
