SANITA’: FASSID, NO ONCOEMATOLOGIA DA CIACCIO A ‘CAMPANELLA’ (ANSA) – CATANZARO, 20 APR – La segreteria regionale Fassid (Federazione Aipac Snr Simet Dirigenti), ha scritto al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per manifestare la propria contrarieta’ alla delibera 255/10 adottata dalla precedente Giunta regionale presieduta da Agazio Loiero ”relativa al futuro del Dipartimento oncoematologico dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, con la quale si ipotizza di dismettere di fatto il presidio Ciaccio-De Lellis trasferendo” le competenze ”in esso operanti alla Fondazione Campanella”. ”Il Dipartimento oncoematologico dell’Azienda Pugliese-Ciaccio – prosegue la Fassid – rappresenta infatti un patrimonio professionale, scientifico e sociale dell’intera Calabria, oltre che di Catanzaro, grazie agli ultimi investimenti in termini di risorse finanziarie, umane e tecniche, assicurando servizi ancor piu’ efficaci ed apprezzati a favore dei cittadini che sono li’ curati. Certamente la realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro prevista dal piano di ammodernamento ed implementazione della Sanita’ Calabrese e’ da condividere, ma non puo’ essere strumento per realizzare questo obiettivo lo smantellamento di un quarantennale patrimonio di esperienze professionali in campo oncologico quale il presidio Ciaccio -De Lellis, quindi l’Aopc di uno dei suoi settori piu’ significativi e fondamentali per la costituzione in Azienda ospedaliera. Perseguire un obiettivo del genere da parte della Giunta regionale determinerebbe una reazione da parte della organizzazione sindacale Fassid che scrive a tutela di tutto il personale dirigenziale medico e sanitario che opera nel Dipartimento, le cui prospettive lavorative e i cui diritti devono essere tenuti in considerazione. In particolare, tale pari dignita’ va realizzata attraverso la partecipazione dell’Azienda ospedaliera. Infine, ogni soluzione organizzativa deve comunque prevedere la permanente destinazione dell’Ospedale Ciaccio-De Lellis ad attivita’ sanitarie, escludendone la dismissione, al fine di mantenere all’interno della citta’ un presidio che ha costituito da sempre un punto di riferimento per l’intera sanita’ calabrese”. ”Su questi temi – conclude il Fassid – e’ comunque indispensabile la formulazione di un programma chiaro e ben definito, da predisporre attraverso l’effettivo coinvolgimento delle istituzioni locali, delle istanze territoriali, del sindacato e, soprattutto, delle forze professionali che saranno chiamate ad attuare il nuovo modello organizzativo, quale che sia, soprattutto per dare risposte concrete alle necessita’ di tutti quei cittadini che non possono o non vogliono ricorrere all’emigrazione sanitaria. Si fa appello alla sensibilita’ del Presidente della Giunta neo-eletto perche’ fissi al piu’ presto un incontro con le organizzazioni sindacali regionali rappresentative della dirigenza medica e sanitaria, per discutere della materia nel rispetto di tutte le parti sociali”. (ANSA). COM-SGH/MED
