la Federazione dei Medici Territoriali-FMT propone di avviare una riforma più complessiva del settore. “La medicina generale – dichiara in una nota alla stampa FMT – attraversa una crisi profonda, che non riguarda soltanto il Veneto ma l’intero Paese. Il progressivo aumento delle zone carenti, ormai diffuso in tutte le regioni, non è più un fenomeno episodico: è il segnale di una crisi strutturale e, prima ancora, vocazionale. Sempre meno medici scelgono questa ‘area’, ed è sempre più difficile sostituire i colleghi che vanno in pensione. Di fronte a questo scenario, è necessaria una riforma profonda del sistema, a partire dall’istituzione di una vera e propria scuola di specializzazione in medicina generale, equiparando questo percorso a quello delle altre specialità mediche. Solo così sarà possibile restituire dignità, riconoscimento e attrattività a una professione che oggi fatica a reclutare nuovi medici”.
La proposta di FMT è quella di un doppio canale di accesso anche su base oraria, ispirato alla medicina dei servizi, che garantisca ai nuovi medici tutele oggi assenti, come ferie, malattia e altre forme di protezione. Se chi è già da tempo in servizio può preferire il mantenimento della quota capitaria, i più giovani sembrano invece più sensibili alla presenza di garanzie contrattuali stabili. Un doppio canale di questo tipo potrebbe diventare un reale incentivo a rimanere nel SSN.

