Deludente per FASSID l’incontro di ieri con l’Assessore Saitta.

Ott 19, 2017

In primo luogo è stato chiesto l’impegno di SAITTA a firmare con le OOSS un comunicato stampa che in qualche modo descrivesse una “cornice politica “ e desse un impulso alla pubblicazione dell’atto di indirizzo. Secondo le organizzazioni sindacali il contratto deve contemplare: Certezza di attuazione delle norme Mantenimento della RIA Esclusività di rapporto nella massa salariale Rivisitazione delle condizioni di lavoro, turnazioni, etc Valorizzazione della professionalità Defiscalizzazione del salario accessorio Opposizione ai riflessi negativi sulla dirigenza da parte di altri contratti. Tutti gli interventi dei sindacati hanno condiviso/riaffermato questi punti. La FASSID ha aggiunto che è necessario riscrivere il capitolo sulle relazioni sindacali e ha espresso la preoccupazione che l’incidenza della spesa per la sanità sul PIL raggiunga i livelli della Grecia con le conseguenze note sulla salute della popolazione. È stata espressa anche la decisa contrarietà alla divisione delle carriere sostenendo che la gestione migliore delle risorse assegnate si ottiene da chi ha la massima professionalità. SAITTA ha rifiutato il comunicato stampa, ha detto che le regioni vivono un momento molto delicato, che ne parlerà con i colleghi, che ci riconvocherà presto. Ha aggiunto che, in merito all’atto di indirizzo, è in attesa delle decisioni del MEF. Sulla sostenibilità del SSN ha affermato che essa dipende in ultima analisi, dalla spesa farmaceutica e non dal nostro contratto. Ha passato la parola a Renato Botti ed a Francesco Quaglia che hanno confermato l’interlocuzione con il MEF sull’atto di indirizzo, che le questioni maggiori sono la RIA e l’inserimento nella massa salariale dell’indennità di esclusività e che il blocco dipende dall’articolo 23 della riforma della pubblica amministrazione (integrazione di Giancarlo Marenco). Questo articolo al comma 2 prevede un vincolo finanziario al l’incremento dei fondi. SAITTA in ultimo ha rilanciato rappresentando la consapevolezza delle regioni sul problema delle risorse umane e sulla loro convinzione della necessità di rinnovare rapidamente i contratti e nell’affermazione conclusiva che vede l’opportunità di un documento politico di cornice regioni-sindacati che viaggi insieme all’atto di indirizzo in cui si concordi su obiettivi di politica sanitaria e sulla necessità di rinnovare la sanità, l’innovazione è difficile e il contratto deve essere finalizzato all’innovazione e agli obiettivi di politica sanitaria concordati. Citazione: il contratto deve spingere verso l’innovazione. Si tratta di un rilancio al minimo, che potrebbe nascondere inganni, come l’art.22,ma forse vale la pena di andare a vedere.