Dal Consiglio Nazionale FMT di Napoli le proposte per riformare la medicina generale

Set 14, 2026

Care Colleghe e Colleghi,

nel corso dello scorso fine settimana a Napoli di sono tenuti i lavori del Consiglio Nazionale FMT. In questi due giorni tutti noi delle sigle afferenti abbiamo condiviso proposte da portare ad inizio ottobre ai lavori per l’atto di indirizzo del nuovo ACN. Queste proposte intendono mitigare gli aspetti del ruolo unico, rimodulare l’attuale obbligatorietà per tutti di prestare attività nelle Case di Comunità, reintrodurre la possibilità di limitare il massimale per tutelare genitorialita’ e i colleghi con disabilità certificate e tanto altro ancora. Le cose da fare sono molte, non ultimo reclutare nuovi iscritti per avere più peso a livello Nazionale, Regionale e Aziendale in un momento di passaggio cruciale. Ma ancora più importante, come ho avuto modo di ricordare nei miei saluti augurali, tenere sempre a mente che II sindacato si fa sul territorio, si fa con gli accordi integrativi, si fa tutti i giorni. E, tutti i giorni, ci sono colleghi che si dibattono tra leggi nazionali e regionali e che non vanno lasciati soli. Per questo ringrazio i colleghi SIMET che hanno presenziato al Consiglio di Napoli ma anche quelli che, pur non potendo partecipare, si rendono disponibili tutti i giorni in tutta Italia per i nostri iscritti.

Lo smarrimento del medico di base, la fuga dalla professione, il disbrigo burocratico sono temi che vanno presidiati quanto gli accordi nazionali. Le differenti sanità che si sono determinate grazie all’articolo quinto della Costituzione, la medicina differenziata tra abitanti di regioni ricche e regioni povere, lede il diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. La medicina generale è elemento primario di questo diritto e la cosa dovrebbe spingerci ad essere protagonisti di wellfare, non a subire – a tratti – irragionevoli riforme.

La carenza di medici di medicina generale è una delle criticità più rilevanti per il Servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle aree più lontane dalle grandi città, dove interi territori rischiano di restare scoperti dall’assistenza di base. C’è un sovraccarico lavorativo che è diventato insostenibile. Una migliore organizzazione del lavoro e una maggiore flessibilità del ritmo vita-lavoro sono sicuramente aspetti che devono cambiare per rendere più attrattiva la nostra professione. Per questo occorre lavorare intensamente insieme su tutti i territori e con tutti gli alleati possibili. In un sussulto di orgoglio e protagonismo per preservare il giuramento che ognuno di noi ha fatto ed il lavoro più bello ed etico al mondo.

Mauro Mazzoni

Segretario Nazionale