Archiviata dal tribunale penale la querela al nostro Ernesto Cappellano

Giu 9, 2011

CHI ROMPE NON PAGA E I COCCI NON SONO SUOI

Carissimi, il Tribunale penale di Roma ha deciso l’archiviazione in via definitiva della querela proposta da Pietro Grasso, ex Direttore Generale della ASL RME nei confronti del sottoscritto in quanto le affermazioni riportate nell’intervista non avevano natura diffamatoria. Questa vicenda, a mio parere paradossale (si può dire paradossale o si rischia un’altra querela?), ormai conclusa, non ha vincitori e vinti, chi ci ha rimesso non è il sottoscritto che non ha mai creduto in questi mesi di aver commesso chissà quale reato solo per aver risposto, nella sua qualità di Dirigente Sindacale a un’intervista su fatti accaduti in una ASL, non ci ha rimesso Pietro Grasso che non è più Direttore Generale, ma non per questa vicenda, ma ci abbiamo rimesso tutti noi cittadini. Ognuno di noi ha pagato la sua piccola parte delle spese legali necessarie per retribuire i Legali che hanno avuto l’incarico da parte dell’ex Direttore Generale di istruire questa querela, deliberata il 30 giugno 2010, giorno prima di lasciare la Direzione della ASL per scadenza dell’incarico, stabilite in 2000 Euro, oltre a IVA (pari a 416,00 Euro) e CPA pari ad 80,00 Euro), e quel giorno sono state deliberate altre querele di cui non conosco la sorte. Normalmente si dice “chi rompe paga e i cocci sono suoi”, noi medici siamo abituati a pagare di persona se sbagliamo, come tutti i Dirigenti Pubblici e anno dopo anno norme, regolamenti, leggi rendono sempre più stressante il lavoro nella Dirigenza Pubblica. Paghiamo assicurazioni sempre più costose, ma paghiamo sempre e solamente noi. Il vecchio Direttore non ha pagato e il nuovo si è trovato i cocci (nelle casse 2000 Euro, oltre a IVA (pari a 416,00 Euro) e CPA pari ad 80,00 Euro, in meno) e…buona pace per i cittadini contribuenti. Il Segretario Regionale SIMET Ernesto Cappellano