Con il voto nuovi equilibri, il punto sul rinnovo del CCNL

Mag 31, 2019

Dopo le elezioni europee e quelle del Piemonte, la giunta Chiamparino di centro sinistra lascia e con essa se ne va l’assessore alla salute Antonino Saitta, coordinatore della commissione salute della Conferenza delle Regioni, che viene sostituito dall’assessore emiliano Sergio Venturi. Secondo quest’ultimo «Non appena il Governo darà il via libera l’Aran potrà rapidamente chiudere la trattativa. Penso che sia davvero apprezzabile lo sforzo fatto dalle Regioni per andare incontro alle esigenze della dirigenza medica e sanitaria il cui lavoro e impegno sono fondamentali per il futuro e lo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale». Ricevuto il mandato dalla Conferenza delle Regioni, Sergio Venturi ha riunito ieri  il Comitato di settore che ha approvato la proposta per integrare l’atto di indirizzo così da parificare i previsti incrementi contrattuali della dirigenza medica a quelli del comparto. Ora si dovrà esprimere il Mef e poi il documento dovrà essere approvato dal Governo e poi essere trasmesso all’Aran che potrà chiudere il contratto con i sindacati. Subito prima delle urne l’Aran incontrando i sindacati aveva ventilato la disponibilità di coperture per 458 milioni nel 2019 più arretrati per 550 milioni per il triennio 2016-18, secondo questa tabella: Incremento 2016: + 0,36% (43,34 milioni); Incremento 2017: + 1,09% (143,48 milioni) Incremento 2018: + 3,48% (261,64 milioni con decorrenza luglio 2018. Proposta giudicata irricevibile dal comparto sindacale. E’ stato preso l’impegno di erogare l’aumento del 3,48% a decorrere da aprile 2018, come ottenuto dal comparto, 220 euro medi a medico. Pare che le regioni abbiano recuperato 90 milioni per far partire gli aumenti con il secondo trimestre, mentre la richiesta dei sindacati era di partire a regime da gennaio, come impongono le sentenze dei giudici, per assicurare la stessa decorrenza del Comparto sanità. Si arriverebbe, quindi ad un incremento di 398 milioni (+3,02%). L’Aran non garantisce nemmeno il rateo di tredicesima, erogato invece al comparto, che richiederà coperture per altri 45 milioni.  Ci sono poi altri contenuti da discutere: come i fondi di disagio e di risultato, gli aumenti dei neoassunti, l’applicazione della legge Gelli, l’esclusività di rapporto da computare nel monte salari come promesso dal Comitato di Settore, senza affrontare la tematica del regionalismo differenziato… Se Venturi è ottimista, noi lo siamo un po’ meno, se non altro sui tempi di effettiva realizzazione di una trattativa contrattuale che è ancora completamente da scrivere.