Cure primarie, le Regioni si adeguino, poi il decreto

Ott 10, 2012

Le Regioni avranno 180 giorni per provvedere all’adeguamento delle convenzioni dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali, limitatamente agli aspetti organizzativi e normativi, e sempre nel rispetto «dei livelli remunerativi» fissati dagli accordi (bloccati fino al 2015). Inoltre, si riapre la porta di servizio che consente alle Regioni il travaso di personale della dipendenza nelle strutture territoriali delle Cure primarie. Sono queste alcune delle modifiche contenute nella nuova versione dell’articolo 1 del Decreto Balduzzi, così come riscritto dai relatori con un emendamento che è all’esame della commissione Affari sociali. Per quanto riguarda l’adeguamento delle convenzioni, in vista delle modifiche apportate dalla normativa di questo ultimo periodo, se non avviene entro i sei mesi previsti, la nuova disciplina sarà attuata «in via provvisoria» da un decreto della Salute, di concerto con l’Economia. Mentre sul travaso di personale alle cure primarie – un’opzione, già balenata quando il decreto Balduzzi era ancora in cantiere e rispuntata ieri – si prevede che «ove il soggetto pubblico incaricato dell’assistenza territoriale sia diverso dalla struttura di appartenenza» recita il nuovo testo «le Regioni possono prevedere la presenza di personale dipendente del Ssn in posizione di comando». Non solo: «L’assistenza primaria erogata presso le residenze sanitarie assistenziali può anche essere assicurata attraverso personale dipendente del Servizio sanitario nazionale». Nelle riscritture dell’articolo 1, si riconfermano le competenze regionali nel definire «l’organizzazione dei servizi territoriali di assistenza primaria, promuovendo l’integrazione con il sociale e i servizi ospedalieri». Confermate quindi le aggregazioni monoprofessionali o (preferibilmente) multiprofessionali, tenuto conto però «della peculiarità delle aree territoriali quali aree metropolitane, aree a popolazione sparsa e isole minori», che comunque devono essere in servizio 7 giorni su 7, per tutto il giorno, anche grazie a una rete di poliambulatori dotati di strumentazioni di base, in collegamento telematico con i centri ospedalieri. Confermati poi ruolo e accesso unico per i Mmg e la possibile mobilità del personale dipendente da parte delle Regioni.Fonte: DoctorNews

TESTO BALDUZZI DOPO GLI EMENDAMENTI