I Governatori hanno abbandonato la conferenza Stato-Regioni in cui avrebbe dovuto ricevere l’ok il riparto ed essere sbloccato il Fondo sanitario nazionale. È con questo gesto di protesta che si consuma la rottura tra Regioni e Governo dopo la seconda richiesta di rinvio dell’intesa sulle risorse di quest’anno (circa 108 miliardi). Una situazione «incomprensibile e grave» denuncia il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che invoca «una maggiore volontà di leale collaborazione». «Si ha quasi l’impressione» incalza il coordinatore della commissione Affari finanziari e Bilancio della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi, «che qualcuno nella compagine ministeriale non riconosca valore istituzionale a queste conferenze. Ogni volta o viene chiesto un rinvio o non si formulano delle risposte». Tanto più che a questo punto sembra anche meno remoto il timore che all’orizzonte si prospettino altri tagli. «Insostenibili» fa sapere subito l’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Carlo Lusenti: «Già con le riduzioni dei finanziamenti, che abbiamo conteggiato in 17 miliardi di euro nel triennio, la conferenza dei presidenti delle Regioni ha dato un giudizio di insostenibilità». Ma la «gravità eccezionale» della vicenda si ripercuote anche sui rimborsi dalla Pa: «In questo momento in cui il Governo fa dei richiami a proposito dei ritardi dei pagamenti» continua Colozzi «bloccare il Fondo significa una cosa sicura: che le Regioni non saranno in grado di pagare i fornitori. Questo comportamento mi sembra proprio schizofrenico». Fonte: DoctorNews
