Fruibilita’ del diritto alla salute non omogenea sul territorio nazionale

Mar 3, 2016

Estratto da Sole sanità – Spesa in caduta libera per il personale sanitario (-5,5%) mentra ancora non sono sotto controllo gli acquisti di beni e servizi condizionati dall’ennesimo aumento dei costi (+2,5%). Sono i dati contenuti nella Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni (esercizio 2014) pubblicata dalla Corte di conti secondo cui «l’indebitamento regionale (incluso il debito con oneri a carico dello Stato) è pari a 67 miliardi, in aumento di circa 5,7 miliardi rispetto al 2013». Di questa enorme massa una quota significati è a carico della sanità, il cui debito passa da 23,8 miliardi a 30,7 miliardi (+23% circa). Nel complesso, il debito medio pro capite sale da 931 euro a 1.043 euro. Il «limite» è stato oltrepassato dalla Regione Piemonte, mentre le Regioni Sardegna, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto-Adige, Veneto e Puglia non hanno fatto ricorso ad indebitamento. Mentre sono sei le regioni che hanno avviato le operazioni di ristrutturazione del debito: Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia.In termini di contabilità nazionale, la spesa sanitaria cresce, nel 2014, dello 0,9% (+984 milioni). Si tratta del primo, contenuto, incremento di spesa nel corso del quinquennio 2010/2014. «La fruibilità del diritto alla salute da parte dei cittadini – osserva, tuttavia, la Corte – non sembra uniforme sul territorio nazionale, potendo risultare più onerosa in relazione al luogo di residenza».

Le spese per il personale I pagamenti effettuati dagli enti sanitari relativi al personale evidenziano nel quadriennio un trend decrescente (-2,2 mld di euro, -5,75%), con una riduzione maggiore nel 2014 rispetto al 2013. Su tale evoluzione hanno inciso sia le politiche nazionali, sia scelte aziendali relative all’esternalizzazione di servizi e/o prestazioni di lavoro effettuate mediante diverse forme: aumentano, infatti, i pagamenti per consulenze, collaborazioni, interinali e altre prestazioni di lavoro sanitarie e sociosanitarie. Nell’ambito delle misure di contenimento della spesa del personale hanno inciso in misura considerevole la revisione delle dotazioni organiche, il blocco del turn-over e le politiche di contenimento delle assunzioni, nonché i limiti retributivi, il tetto di spesa del personale, il nuovo regime del trattamento accessorio ed il congelamento della vacanza contrattuale. Le diverse misure, pur prendendo a riferimento diversi parametri, mirano alla medesima finalità di contenimento di un segmento rilevante della spesa pubblica. La tabella che segue mostra i pagamenti per il personale aggregati per Regione e Provincia autonoma. In quasi tutte le Regioni gli enti sanitari hanno registrato un trend decrescente dei pagamenti per il personale, tant’è che si registra una contrazione nel 2014, rispetto al 2013, di -1 miliardo (-2,77%); infatti, presentano un diverso andamento solamente tre Regioni: Molise, Puglia e Friuli-Venezia Giulia. La riduzione maggiore è stata registrata per gli enti appartenenti alle Regioni Campania (-426 milioni), Calabria (-155 milioni) e Piemonte (-137 milioni). Questa tendenza si osserva in misura maggiore nelle Regioni soggette al Piano di Rientro con una riduzione complessiva, rispetto al 2011, pari a 1,8 miliardi (-10,7%), di cui quasi la metà registrata nel solo 2014, rispetto al 2013; per le altre Regioni, invece, il decremento è minore (-1,7%) e maggiormente distribuito null’arco temporale in esame. Infatti, l’andamento dei pagamenti nel periodo 2011-2014 espone una contrazione totale di -2,2 miliardi di euro (-5,7%), originata principalmente dalle Regioni a statuto ordinario (-2,1 miliardi) ed, in particolare, da quelle del meridione e dell’area centrale.