“Il riassortimento del virus con altri ceppi è uno dei principali motivi di preoccupazione – afferma Fazio – anche se non si tratta di un rischio immediato. L’aviaria è caratterizzata da un’elevata tossicità polmonare”, per cui la comparsa di una nuova forma trasmissibile all’uomo “sarebbe un grosso problema”. Un rischio più immediato della pandemia di influenza A è quello per l’economia. “Vista l’elevata trasmissibilità del virus – spiega il viceministro – se ci fosse una recrudescenza in Italia, come in altri Paesi, senza misure di contenimento efficaci (antivirali e vaccini), la malattia potrebbe bloccare per un certo periodo di tempo alcune fasce della popolazione e creare danni all’economia”. Sempre Fazio dichiara alla stampa: “la dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms rispetto al virus della nuova influenza “non rendera’ necessaria la restrizione ai viaggi”, ma abbreviera’ “la registrazione dei vaccini. Con l’Europa stiamo lavorando ad una strategia comune e ad una registrazione centralizzata dei vaccini che potrebbe essere fatta dall’Emea. A luglio, in Svezia, al consiglio informale dei ministri della Salute, porteremo questa posizione”. Anche per l’acquisto successivo dei vaccini “occorre una strategia comune- dice il Viceministro – sia per evitare prezzi alti per l’alta richiesta di mercato, sia per evitare che ci siano Stati che facciano scorta lasciando altri senza”. Relativamente alle fasce della popolazione da vaccinare in Italia, il ministero fara’ una comunicazione nei prossimi giorni.
