Rinnovo contrattuale al centro dei due appuntamenti odierni con le sigle sindacali, prima in Ministero della Salute e poi in ARAN.
In riferimento alla trattativa, i sindacati della dirigenza, pur accogliendo con favore lo spostamento dell’83% delle risorse sulla parte fissa degli stipendi, pretendono uno sforzo in più che avvicini la quota al 90%.
Tale richiesta è stata rinforzata da Fassid, a beneficio di somme certe ascritte allo stipendio tabellare, anche in chiave di incentivo ai giovani, purtroppo penalizzati dalla pressoché ubiquitaria lentezza nelle procedure di graduazione degli incarichi. In tal senso resta una priorità l’inserimento di norme che impongano una revisione sistematica delle riassegnazioni degli incarichi stessi in linea col turn over dei dirigenti. Altre proposte di rilievo partite dalla nostra sigla sono state l’inserimento di un confronto serio sulle criticità degli organici all’interno del sistema delle relazioni sindacali ed una indennità di tutoraggio, quantomeno sottoforma di attestazioni ECM, per chi supporta i giovani sanitari in formazione. Da più parti è stata avanzata la necessità di un incremento della clausola di garanzia, ovvero il sistema normativo di graduazione economica che tutela l’anzianità laddove non vengono assegnate specifiche progressioni e dell’attuazione di una concreta tutela legale ai sanitari vittime di aggressione. Infine è stata discussa l’ipotesi di destinare parte delle risorse “fresche” messe a disposizione dalla nuova legge di bilancio per dare più dignità economica al contratto, in particolare alla voce dell’indennità di specificità, anche in funzione di una maggiore armonizzazione tra dirigenza medica e sanitaria. Tuttavia, se nell’incontro mattutino in Ministero c’era stata una certa apertura in tal senso, in Aran al pomeriggio sono emerse difficoltà tecniche che per ora fanno prevedere un percorso in salita.
A cura di D.P.

