Inaccettabile qualsiasi intervento sui Dipartimenti di Prevenzione

Ott 15, 2012

 “Quello che è uscito dalla commissione affari sociali è un testo incoerente, pasticciato, di dubbia legittimità”. E’ questo il commento di Mauro Mazzoni, Segretario Simet, sul decreto Balduzzi oggi in discussione alla Camera. “Innanzi tutto modifica il 7 quater del 502 che ha come titolo “Organizzazione del Dipartimento di Prevenzione”. Come è a tutti noto, ma non evidentemente al Governo e dei membri della commissione affari sociali, e a qualche “suggeritore” di emendamenti, per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione, le regioni hanno potestà regolamentare esclusiva in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Quindi la modifica del testo dell’articolo 7 quater del 502, non ha alcun potere vincolante sulle regioni e lascia il tempo che trova. Il testo proposto del comma 4, che fa surrettiziamente comparire una “area di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare”, risulta incoerente con il precedente comma 2, che individua esplicitamente i servizi del DIP. Il Dipartimento di Prevenzione rappresenta l’alveo naturale per garantire una efficace prevenzione sanitaria e la cultura della promozione della salute. Il quadro epidemiologico nazionale è fortemente caratterizzato dall’incidenza delle patologie cronico-degenerative, dismetaboliche e tumorali. Fra le priorità individuate emerge in tutte le prospettive l’attenzione sulla nutrizione e sulla sicurezza alimentare, la prevenzione nutrizionale e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti sono riportate nell’ambito dell’assistenza sanitaria come LEA. Per questo la posizione del SIMET, è di assoluta contrarietà a qualsiasi variazione all’articolo 7 ( da 7 a 7 octies) del D.Lgs 502. Ora certo bisognerà cercare per quanto possibile emendare il testo dagli effetti teratogeni del passaggio in commissione, e come SIMET ci stiamo impegnando in questo senso” . Il SIMET ha già preso pesantemente posizione nei confronti del decreto Balduzzi considerato inadeguato alla gravità della situazione del SSN e con innovazioni pericolosissime. Il sedicente riassetto delle cure primarie, che di fatto, mediante un revisione degli accordi nazionali della Medicina Generale, rischia di sconvolgere l’ambito dell’assistenza distrettuale con ricadute pesanti sui colleghi dei distretti che sentono minacciato il loro ruolo e le loro prospettive di carriera. Un’inaccettabile modifica unilaterale della mobilità, che trasforma i medici in potenziali pacchi postali o soprammobili, trasferibili a piacimento nell’ambito regionale senza garanzie di tutela di carriera e retribuzione. La libera professione intra moenia di fatto soffocata da vincoli burocratici ed economici. “Ci siamo impegnati durante l’audizione in commissione affari sociali, nel tentativo di migliorare il testo del decreto e qualche risultato l’abbiamo portato a casa, anche se il giudizio sul decreto rimane fortemente negativo, anzi come si dice “la toppa è peggio del buco” – conclude Mazzoni – Tutto ciò si aggiunge ad una stagione di interventi normativi, finalizzati al controllo della spesa pubblica, che sono fortemente penalizzanti sul piano economico e giuridico per i Dirigenti Medici , ma soprattutto mettono a rischio la sopravvivenza stessa del SSN e dei suoi principi ispiratori”.

Leggi Quotidiano Sanità

Leggi Panorama Sanità