Nella sua doppia veste di ministro della Salute e medico, Ferruccio Fazio non nega «qualche preoccupazione» per il possibile impatto "sui camici bianchi" delle misure previste nella manovra varata dal Consiglio dei Ministri per i dipendenti pubblici. Misure che hanno suscitato aspre critiche dei sindacati preoccupati degli effetti, in particolare, sui precari, che sarebbero fondamentali per mandare avanti molte strutture sanitarie. «Sono medico anch’io – ha detto Fazio intervenendo in diretta a Sky Tg24 – e può immaginare come sono contento di questo». «Dobbiamo verificare che questi provvedimenti non vadano a influire negativamente. Anche il premier Silvio Berlusconi – ha aggiunto Fazio – ha fatto presente che la manovra non è immodificabile. Auguriamoci che su questo aspetto, e parlo da medico, ci possa essere un certo reindirizzo. Dobbiamo accertarci – ha concluso – che non ci siano conseguenze sui servizi per i cittadini. Ma una preoccupazione posso averla anch’io, come medico».
Intanto il Presidente Napolitano ha firmato il 31 Maggio il Decreto Legge che contiene la Manovra Economica di correzione dei conti pubblici da 24,9 miliardi, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I medici pubblici sono al centro di una pluralità di provvedimenti eccessivamente penalizzanti, nella duplice veste di dipendenti pubblici e di dirigenti. Infatti le misure adottate nel decreto sono squilibrate ed eccessive nei riguardi delle fasce medie e medio alte dei dirigenti pubblici, proprio quelle che riguardano la gran parte dei 114.000 tra dirigenti medici e sanitari del SSN. La manovra per le sue ricadute sul blocco contrattuale penalizza anche i medici convenzionati. In estrema sintesi, la gran parte dei medici subiranno: a) una decurtazione stipendiale variante dal 5% al 10%; b) la rateizzazione del TFS; c) il blocco contrattuale per tre anni; d) il blocco del turn over che, unitariamente all’incremento dei pensionamenti, metterà in crisi l’organizzazione e la qualità dei servizi ospedalieri e del territorio.
Aumenta ovviamente la protesta dei medici contro la manovra finanziaria. Le organizzazioni sindacali sono preoccupate soprattutto per il dimezzamento dei precari nel pubblico impiego e la cancellazione dell’80% delle consulenze, che metteno a rischio il funzionamento dei servizi per l’emergenza e i pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12 mila medici precari. A questo si aggiunge il taglio di circa 3.500 camici bianchi a tempo determinato oltre alla mancata sostituzione per il blocco del turn over dell’80% dei dipendenti che andranno in pensione. In pratica un taglio del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini. Per non parlare dell’annullato aumento contrattuale da 1,7 miliardi. Leggi il Sole 24 Ore. In proposito l’Intersindacale della dirigenza medica si riunisce venerdì 4 giugno a Roma per la valutazione complessiva della manovra e per discutere eventuali mobilitazioni.
