La Regione Lazio Cancella il Dipartimento di Prevenzione

Giu 7, 2013

Con la DCA 206 del 28 maggio 2013 “Nuovo atto di indirizzo per l’adozione dell’atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio a seguito del recepimento degli standard per l’individuazione di strutture semplice e complesse del SSN ex art. 12 comma 1 lettera B Patto per la Salute 2010-2012” elaborati dal Comitato LEA” la Regione Lazio  di fatto sancisce la fine della prevenzione.
In spregio a precise indicazioni normative, non tenendo conto di lampanti evidenze scientifiche, mediante l’applicazione gretta, acritica e fortemente distorta a vantaggio dell’assistenza ospedaliera dei rigidi e discutibilissimi criteri del Comitato LEA  si opera uno scriteriato e deprecabile svuotamento organizzativo dei Dipartimenti di Prevenzione, prevedendo una struttura organizzativa fortemente sottodimensionata rispetto alla indicazioni normative nazionali e soprattutto non atta a garantire un adeguato soddisfacimento dei LEA previsti per la Prevenzione.
Si mette così a rischio la sostenibilità delle attività di prevenzione primaria, sguarnendo pericolosamente la tutela della popolazione nei confronti dei rischi connessi alla sicurezza sul lavoro, l’inquinamento ambientale, le malattie infettive, la sicurezza alimentare, la promozione della salute e la prevenzione del suo complesso.
È inutile sottolineare che non è certo con l’indebolimento della prevenzione che si possono ottenere risparmi e favorire la sostenibilità del SSR.
IL FASSID -Area SIMET, auspicando l’immediato ritiro del provvedimento, annuncia l’avvio di tutte le possibili azioni sindacali per impedire che la Regione Lazio, unica tra tutte le regioni di Italia, nella scriteriata ricerca di qualche illusorio guadagno contabile, sottragga ai cittadini fondamentali e irrinunciabili azioni di sanità pubblica finalizzate alla tutela della salute dai rischi lavorativi, ambientali e alimentari.