Un patto per risolvere le criticità: è quanto hanno chiesto ieri le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, dipendente e convenzionata, e della ospedalità privata, i veterinari, i dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi dipendenti durante il primo incontro col Ministro Balduzzi. I professionisti della sanità non vogliono essere costretti a subire le scelte sugli assetti del loro lavoro, ma chiedono un coinvolgimento nei processi decisionali che li riguardano attraverso la definizione di percorsi condivisi. Un incontro definito dai sindacati utile sopratutto per sottolineare alcune criticità: la riqualificazione della rete ospedaliera e la riorganizzazione delle cure primarie, l’abuso di contratti atipici che produce un diffuso precariato, anche in rapporto alla prossima carenza di Medici e Dirigenti del Ssn, il problema acutissimo della responsabilità professionale, la necessità di affermare i principi della trasparenza e del merito professionale, valorizzando il ruolo dei professionisti in un nuovo modello di governo clinico e recuperare le prerogative della contrattazione, almeno a livello aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno assicurato piena disponibilità a collaborare nel processo di informatizzazione del sistema sanitario. Oggi – hanno detto al Ministro – è sempre più evidente e rischia di diventare esplosiva una situazione di disagio diffuso e di malessere dei professionisti. Significativo è il preoccupante esodo pensionistico quale unica via di uscita da una condizione professionale sempre più difficoltosa. In ultimo hanno richiamato la necessità di essere coinvolti nella definizione del Patto per la salute la cui agenda non può escludere le questioni attinenti al personale. Il Ministro si è dichiarato disponibile a porsi come elemento propulsore di un patto che veda i professionisti come interlocutori essenziali. Le organizzazioni sindacali valuteranno i risultati di incontri tecnici che partiranno nei prossimi giorni per discutere alcune delle criticità esposte.
