NOTA STAMPA “Premesso che i nostri stipendi, in qualità di dirigenza del servizio pubblico, sono già online da molti anni e le dichiarazioni dei redditi sono facilmente reperibili dagli addetti ai lavori, riteniamo questo ulteriore provvedimento che prevede la diffusione online di dati personali relativi alla situazione patrimoniale nominale: – DISCRIMINANTE E, DUNQUE, INGIUSTO in quanto rivolto ad una sola categoria di cittadini: essere dirigenti del servizio pubblico non può significare automaticamente di essere dei sospettati di frode o di falsità. Corrotti e corruttori possono annidarsi ovunque: per rendere la misura “equa”, paradossalmente, dovrebbe estesa a tutta la cittadinanza italiana. – LESIVO della riservatezza a cui ogni persona ha diritto e dunque CONTARIO AI PRINCIPI DELLA PRIVACY – INOPPORTUNO in un momento di notevoli tensioni sociali – VOYERISTICO, inducendo le persone alla curiosità, ai confronti, ai commenti – INUTILE per un reale contrasto alla corruzione: il patrimonio privato può originare da svariati fattori e chi vuole nascondere proventi illeciti di solito non si intesta beni acquisiti con tale denaro. Inoltre, l’elevata tassazione a cui è soggetto il patrimonio immobiliare rende ad esempio queste proprietà spesso molto onerose da conservare e non effettivamente rappresentative di uno stato di reale ricchezza, che può essere investita e/o occultata in molti altri modi. – PERICOLOSO per la sicurezza personale anche dei familiari – Ricordiamo inoltre che tutti i dati archiviati in modalità digitale sono pressoché immortali e alla mercè di chiunque con i conseguenti potenziali rischi che potrebbero derivare da malintenzionati anche molto lontani nello spazio e nel tempo. Condividiamo pienamente la fondamentale importanza che rivestono i temi della TRASPARENZA e ANTICORRUZIONE, ma riteniamo che questa modalità sia molto lontana dallo spingere le persone ai criteri di integrità e onestà che dovrebbero permeare tutti i cittadini, a partire dalla più tenera età”. E’ il commento di Mauro Mazzoni, Coordinatore FASSID, alla recente deliberazione dell’ANAC che, contrariamente a quanto precedentemente affermato, prevede l’obbligo di pubblicazione oltre che dei compensi anche dei dati patrimoniali dei dirigenti sanitari responsabili di struttura semplice e complessa entro il 30 marzo, prevedendo multe in caso di inadempienza.
