Lunedì 19 luglio la sanità si é fermata. Allo sciopero nazionale di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi ha aderito la quasi totalità dei camici bianchi, ad eccezione dei colleghi dell’emergenza che si sono recati al lavoro senza timbrare il cartellino. Ora si chiedono modifiche alla Camera. Leggi il comunicato stampa
19 LUGLIO 2010 GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE E SIT-IN A MONTECITORIO ORE 12.00 SCARICA IL MANIFESTO
ABC DELLA MANOVRA – COSA CAMBIA
MANOVRA ECONOMICA: SENZA MODIFICHE SI DISTRUGGE IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO Appello a Napolitano, Schifani, Fini, 6 luglio 2010 Le organizzazioni sindacali della Dirigenza medica, sanitaria, veterinaria ed amministrativa del servizio sanitario richiamano ancora una volta l’attenzione del Governo sugli effetti della manovra economica per la quale si appresta a chiedere la fiducia del Parlamento. In una lettera inviata ieri al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, i professionisti della sanità italiana denunciano di essere sottoposti di fatto ad una doppia manovra con penalizzazioni senza pari quali il blocco contrattuale, tagli stipendiali, annullamento delle progressioni di carriera ancorchè finanziate non dalle casse pubbliche, ma dal contratto nazionale di lavoro.Leggi l’Appello
L’Intersindacale dei Dirigenti del SSN esprime un forte dissenso per i contenuti della manovra di correzione dei conti pubblici varata dal Governo che determina tagli inaccettabili per la Sanità pubblica e gravi iniquità nei confronti dei medici, veterinari e dirigenti sanitari ed amministrativi del SSN. Preoccupato il Segretario Nazionale SIMET che commenta: "Non vogliamo certo sottrarci alla necessità di risanamento dei conti del Paese, ma chiediamo di attutire sopratutto quelle decisioni come il blocco del turnover che determinerà una carenza di circa 20.000 medici e dirigenti sanitari necessari al funzionamento degli Ospedali e dei Servizi Territoriali; la mancata stabilizzazione dei precari, il congelamento della progressione professionale. Qui rischiamo di mandare in tilt il sistema sanitario, sopratutto i servizi dell’emergenza."
