ATTO INDIRIZZO DIRIGENZA – Aumento dello 0,4% del monte salari delle quote fisse e 0,4% delle quote variabili, conferma dell’area socio-sanitaria, il professionista esperto e riordino carriere personale dirigenza medica. Ecco alcune delle novità delle bozze di Atto d’indirizzo per la ripresa delle trattative per il rinnovo dei contratti della Dirigenza Medica. I testi sono la risposta del Comitato di Settore Regioni-Sanità guidato da Massimo Garavaglia, ai rilievi posti in agosto dalla Ragioneria dello Stato. Ma per l’ok manca ancora di sapere quante saranno le risorse stanziate in Legge di Bilancio. Sul rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici la nuova dote da mettere in manovra si attesta a 600 milioni, da aggiungere ai 300 milioni stanziati dall’ultima legge di stabilità, ma i tecnici del governo sono ancora al lavoro per cercare di rinvigorire un po’ gli stanziamenti sul 2018-19. Ogni euro in più si trasmette anche a sanità ed enti territoriali che devono trovare le risorse nei loro bilanci, in una partita che quindi arriva a valere intorno agli 1,6 miliardi. I fondi dovrebbero servire anche a recuperare in qualche modo l’arretrato, magari sotto forma di erogazione una tantum su cui serve però ovviamente l’accordo con i sindacati. Sugli arretrati le ipotesi parlano di copertura una tantum , ma prima di tutto occorrerà mettersi d’accordo sulla data da cui far partire i conti: il triennio contrattuale inizia dal 1° gennaio scorso, ma la sentenza 178/2015 della Consulta che ha imposto lo sblocco è stata pubblicata il 30 luglio 2015. La questione si accompagna a un tentativo di accordo ponte sulle regole per distribuire i premi di produttività, che rappresentano un ostacolo ancora più complicato per le trattative. Il problema è rappresentato dalle griglie rigide (e mai attuate) della legge Brunetta, che impongono di destinare ai premi di produttività la «quota prevalente» del salario accessorio e di dividere i dipendenti pubblici nelle famose tre fasce di merito, escludendo da qualsiasi premio il 25% di loro. La sede per risolvere il problema resta dunque il decreto attuativo della riforma Madia, e che tuttavia non arriverà al traguardo dell’approvazione finale prima di luglio. Per evitare di prolungare lo stallo, nelle prossime settimane potrebbe arrivare una convocazione per tentare appunto una sorta di accordo ponte, da accogliere poi nel nuovo testo unico.
