Oggi si riunisce il tavolo governo regioni per trattare il “patto per la salute”, ma gli assessori discutono anche cinque direttive europee e si riunisce la cabina di regia con i sindacati e gli ordini per discutere delle competenze degli infermieri. Dopo l’approvazione della Finanziaria, che non ha toccato le prestazioni sanitarie, il “patto” farà capire se i sacrifici per i cittadini alla fine ci saranno. I temi sono tanti; avviata la ripartizione del fondo sanitario in base al criterio dei costi standard, che pone a esempio tre regioni più virtuose (Umbria, Marche ed Emilia Romagna), restano sotto esame i deficit di otto regioni (Abruzzo, Campania, Calabria, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia), e si attendono misure di politica del farmaco –quali l’introduzione di gare per categorie terapeutiche omogenee, nonché gli atti di indirizzo per convenzioni del territorio e contratti ospedalieri. Si rifà largo poi il tema del ticket. Sotto esame, l’introduzione di una franchigia, cioè un tetto a carico del paziente che salga al salire del reddito Isee familiare. Infine la spending review che dovrebbe concretizzarsi nel censimento delle apparecchiature hi-tech nelle strutture pubbliche e private, nel taglio dei piccoli ospedali sotto 120 letti, e nell’estensione ai dispositivi medici degli acquisti centralizzati. Le regioni non vorrebbero più sentir parlare di tagli. Tra l’altro, la conferenza esamina cinque bozze “figlie” di direttive europee che tutto ci chiedono tranne che di risparmiare. In primo piano è la direttiva che consente agli italiani di curarsi all’estero ove la prestazione chiesta non sia erogabile in tempi adeguati: un pungolo alla competitività delle strutture. Ma ci sono anche le misure per prevenire infezioni da oggetti taglienti nel personale sanitario, le nuove regole sulla sperimentazione animale, le norme per il contrasto ai farmaci contraffatti e quelle per rivitalizzare la farmacovigilanza. Fonte: DoctorNews
