Da Diritto Sanitario – È legittimo il licenziamento intimato al medico per la grave situazione di sfiducia, sospetto e mancanza di collaborazione che si è venuta a creare all’interno di una equipe chirurgica, dovuta ai fatto che il sanitario aveva registrato brani di conversazione di numerosi suoi colleghi a loro insaputa, in violazione del diritto di riservalezza, per poi utilizzarli in sede giudiziaria. La Corte d’appello chiamata a decidere in secondo grado, ha spiegato che le risultanze processuali mostravano un comportamento tale da integrare un’evidente violazione dei diritto di riservatezza dei colleghi anche attraverso l’utilizzo delle registrazioni per una denuncia di mobbing rivelatasi, tra l’altro, infondata. Da qui, i medici coinvolti avevano fatto richiesta alla Direzione Sanitaria di adozione di provvedimenti necessari per la prosecuzione di un sereno ed efficace rapporto lavorativo. Anche quest’ultima circostanza ha consentito ai giudici di prendere atto del clima di sfiducia che si era venuto a creare nei confronti del ricorrente destinatario dei provvedimento di licenziamento, fiducia indispensabile per il miglior livello di assistenza e quindi funzionale alla qualità del servizio, il tutto con grave ed irreparabile compromissione anche del rapporto fiduciario che avrebbe dovuto permeare il rapporto tra il dipendente e l’Azienda ospedaliera datrice di lavoro. Avv. Ennio Grassini
