Sulla rottamazione è disputa tra Sacconi e Brunetta

Lug 23, 2009

E questo perche’, spiegano al Welfare, i medici tra periodo di laurea e di specializzazione, riscattano generalmente una decina di anni di contributi figurativi e raggiungono cosi’ i 40 anni dopo una trentina di anni di lavoro effettivo. I medici, e’ il ragionamento che viene seguito, andrebbero cosi’ in pensione tra i 59 e i 62 anni, quando sono nel pieno della professionalita’ e dell’esperienza. La misura in questione è stata inserita nel decreto anti-crisi durante l’esame in commissione e da ieri è in discussione in Aula. Il testo, una volta approvato dall’Aula della Camera dovrà essere esaminato dal Senato, e se quest’ultimo non apporterà modifiche verrà convertito in legge. Scade il 30 agosto. Ricordiamo che le Commissioni Bilancio e Finanze hanno approvato un emendamento all’articolo 17 inserendo nuovamente una modifica al comma 11 dell’articolo 72 della legge 133/2008 : con tale modifica verrà autorizzato il “pensionamento”dei dirigenti della PA con quaranta anni di contributi (compreso il riscatto degli anni di laurea), ad eccezione dei professori, magistrati e dirigenti di struttura complessa. Si tratta dell’emendamento 17.57 presentato dall’Onorevole Remigio Ceroni (PdL).