Hanno innervato il loro lavoro con paziente capacità di ascolto, con attenta valutazione clinica e documentale, con impegno costante, con verificata competenza: doti umane e professionali assicurate anche in costanza di ricorrenti criticità.
Invero, il lavoro svolto ha tratti distintivi del subordinato: partecipazione a bando pubblico, incompatibilità, programmazione del lavoro ed assetto organizzativo predisposto dal datore di Lavoro, supervisione e coordinamento da parte del Committente, uso obbligatorio del badge, marcatempo etc..
Sarebbe stato, pertanto, più coerente intervenire con l’approvazione di una norma che consentisse ai medici in attività al 31-12-2019 , con 3 almeno tre anni di servizio, anche non continuativo, maturato o maturando (in vigenza del contratto annuale), di accedere al rapporto convenzionale a tempo indeterminato sia pure gradualmente.
Ora vanno quantomeno salvaguardati nella convenzione a tempo indeterminato prevista dalla legge n° 160 del 27/12/2019 art 458,459, pubblicata in G.U. n°304 S.O. n° 45L
L’atto di indirizzo emanando, il successivo negoziato Inps-Sindacati, sono i due tempi utili per tutelare la permanenza dei Medici Convenzionati attualmente in servizio, nel rispetto di tutti i requisiti previsti dalla Convenzione a tempo indeterminato, da stipularsi tra Inps e Sindacati rappresentativi della categoria.
L’atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni è adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro della salute, sentito l’Inps per gli aspetti organizzativo-gestionali e sentita la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. L’atto di indirizzo stabilisce la durata delle convenzioni, i criteri per l’individuazione delle organizzazioni sindacali rappresentative e fornisce indirizzi sul regime delle incompatibilità, nonché sulle tutele normative e previdenziali del rapporto convenzionale che” tengano conto di principi di equità normativa e retributiva in relazione alle altre tipologie di medici, che operano per l’INPS”.
Orbene, non potendo invocare la “lista ad esaurimento” ottenuta dai Medici fiscali (una specifica “assicurazione sulla vita” operante dal 2013 ), i Medici convenzionati esterni, per concretizzare i “principi di equità normativa” indicati all’articolo 459, esigono che siano contemplate – nell’emanando atto di indirizzo- indicazioni finalizzate a scongiurare l’affossamento di anni di competenze professionali valutate in Selezione Pubblica e certificate ripetutamente sul campo, a cadenza annuale, presso ogni C.M.L. Inps.
I medici convenzionati esterni sapranno mobilitare tutte le energie perché il loro “diritto alla vita” nel rapporto convenzionale a tempo indeterminato venga riconosciuto.
Il Simet, che ha sempre sostenuto tale esigenza (anche con reiterati interventi durante la trattativa per la stesura della Convenzione dei Medici fiscali), profonderà ogni sforzo per raggiungere l’obiettivo, impegnando nella trattativa il Presidente Nazionale dr Giovanni Piccirillo.
Confidiamo nella convergente sensibilità dei Ministeri competenti, dell’Inps, di tutte le forze politiche, sindacali, della Federazione Nazionale Ordine dei Medici e delle Associazioni di categoria.
