26 APR – "L’Italia è uscita finalmente dalla crisi economica più difficile dal dopoguerra, la crescita è ripresa e si è andata consolidando, il lavoro dall’inizio della legislatura è cresciuto recuperando circa 1 milione di posti di lavoro, il deficit si è ridotto attorno al 2,3% e che anche il debito cresciuto enormemente tra il 2007 e il 2012-2014 si è stabilizzato e comincia ora a scendere". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato il Documento di economia e finanza 2018 approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, la previsione è stata effettuata sulla base della metodologia del reference scenario la quale recepisce, oltre agli effetti derivanti dall’invecchiamento demografico, anche gli effetti indotti da ulteriori fattori esplicativi in grado di incidere significativamente sulla dinamica della spesa sanitaria. Dopo una fase iniziale di riduzione per effetto delle misure di contenimento della dinamica della spesa, la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil presenta un profilo crescente a partire dal 2022 e si attesta attorno al 7,7 per cento nel 2060 e al 7,6 per cento nel 2070. Nel 2017 la spesa sanitaria corrente del Conto economico consolidato della sanità relativo alle istituzioni delle Amministrazioni pubbliche è risultata, nelle stime di Contabilità nazionale, pari a 113.599 milioni di euro con un tasso di incremento dell’1,1 per cento rispetto al 2016. Nel triennio 2019-2021, la spesa sanitaria è prevista crescere ad un tasso medio annuo dell’1,4 per cento; nel medesimo arco temporale il PIL nominale crescerebbe in media del 3 per cento. Conseguentemente, il rapporto fra la spesa sanitaria e PIL decresce e si attesta, alla fine dell’arco temporale considerato, ad un livello pari al 6,3 per cento.
