Snodo fondamentale di una vertenza in corso da mesi, lo sciopero di dirigenti e comparto dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari ieri 29 maggio ha registrato una partecipazione imponente, con un corteo che ha percorso le tappe piu importanti e simboliche della sanità sassarese, il Pronto Soccorso, i plessi ospedalieri, terminando nello spiazzo antistante Palazzo Bompiani, sede della Direzione Generale. Molteplici le rivendicazioni delle sigle dei lavoratori in un sistema che pare al collasso, dalle retribuzioni di risultato 2023 e 2024 della dirigenza, che si aggiungono alla mancanza dell’omologa voce per ben cinque anni, dal 2013 al 2017, che ha trascinato molti dirigenti verso una causa legale loro malgrado, con FASSID sempre in prima linea a tutela dei diritti negati. Recriminate le condizioni che minacciano la sicurezza di pazienti e operatori: la riduzione dei posti letto per acuti, l’annosa carenza di organico, l’affollamento di barelle nei reparti, le condizioni di lavoro difficili e perfino il ritardo nell’erogazione dei buoni pasto.
A margine della manifestazione l’incontro di una delegazione sindacale con la Direzione strategica, limitato da rassicurazioni ad oggi poco concrete in merito all’auspicata prossima certificazione dei fondi.
Laddove sembrano cadere nel vuoto le leve sindacali, si profila all’orizzonte l’ennesima istanza legale.
La Delegazione locale FASSID: Andrea Pasquale Cossu, Coordinatore Regionale Fassid Sardegna; Daniela Sanna, Coordinatrice Aziendale Fassid; Gian Pietro Branca, Delegato Aziendale Area Simet.



