All’esame del parlamento i decreti che cambiano le classi

Ott 14, 2008




ItaliaOggi – Al via la definizione delle nuove classi dei corsi di laurea per il personale sanitario e paramedico. Il governo, infatti, ha avviato l’iter della procedura prevista dalla legge 127 del 1997 per il nuovo ordinamento degli studi dei corsi di laurea delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetrica, della riabilitazione, tecniche e della prevenzione e dei corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie. La fonte normativa assegna autonomia agli atenei ma questi devono intervenire in conformità ai criteri generali che vengono fissati con decreto dal ministro dell’università. I nuovi decreti sono adesso all’esame del Parlamento che dovrà pronunciarsi in tempi brevi, attraverso le commissioni competenti. Non ci dovrebbero essere problemi, tuttavia, perché i provvedimenti fanno proprie le risultanze dei tavoli tecnici composti dai presidenti delle conferenze dei presidi delle facoltà interessate oltre che dai presidenti degli ordini professionali e di quelli delle associazioni. Con l’approvazione delle nuove classi vanno definitivamente in archivio quelle varate soltanto nel 2001 e gli atenei, quindi, dovranno modificare i regolamenti didattici già con il prossimo anno accademico 2009/2010 ed entro quello successivo. Una grossa novità, prevista da entrambi i decreti, è rappresentata dall’obbligo di affidare almeno il 50% degli insegnamenti previsti a ricercatori o professori universitari, anche se, relativamente a quest’aspetto, il Consiglio superiore di sanità, nel parere reso, ha puntualizzato che, per altra norma, la titolarità dei corsi è assegnata a personale del ruolo sanitario dipendente dalle strutture presso le quali si svolge la formazione ovvero oltre che nelle università anche nelle aziende ospedaliere, in quelle ospedaliero-universitarie, negli istituti a carattere scientifico. Degno di nota è il fatto che il decreto pone degli obblighi alle università anche in relazione alla denominazione dei corsi di laurea. Questi, infatti, dovranno essere corrispondenti alle figure professionali anche se sarà possibile ridefinire la denominazione dei titoli finali in accordo con il ministro della salute. Il decreto, inoltre, prevede che dovranno essere i regolamenti didattici di ateneo a fissare il numero di crediti per ciascuna attività formativa che dovrà indicare il settore scientifico-disciplinare di riferimento. Gli ordinamenti didattici, inoltre, dovranno consentire agli studenti di svolgere anche attività formativa autonoma, purché questa sia coerente con il progetto formativo complessivo. Per la rilevante importanza delle attività pratiche nella formazione sanitaria dei paramedici è previsto che questa debba essere svolta sotto la supervisione e la guida di professionisti appositamente formati. L’attività pratica e di tirocinio, poi, dovrà essere coordinata da un docente appartenente allo specifico profilo professionale e in possesso di laurea specialistica o magistrale della stessa classe.