Corriere della Sera – «Il San Giacomo deve rimanere un ospedale: a impedire qualsiasi cambiamento di destinazione d’uso è una clausola contenuta nel suo testamento dal cardinale Antonio Maria Salviati». Lo rivelano Oliva e Polimnia Salviati, discendenti del cardinale Antonio Maria Salviati, che costruì l’ospedale dopo il sacco di Roma. Ieri le discendenti del porporato hanno accompagnato a sorpresa l’ex presidente francese, Valery Giscard D’Estaing, in una visita privata nella storica struttura: «È uno scandalo che il San Giacomo chiuda – ha commentato l’ex presidente senza mezze misure -. Ed è inammissibile poi farci speculazioni. Certo è una situazione davvero difficile». Piero Marrazzo in serata ha replicato: «Non mi sembra proprio il caso di scomodare Indiana Jones perché non c’è alcun mistero: tutto è molto chiaro e lineare. Come nel ‘300 si decise che quello di cui avevano bisogno i romani era un cronicario pubblico destinato agli infermi, allo stesso modo oggi la Regione farà sì che il San Giacomo serva a quello di cui hanno bisogno i romani nel 2008». Marrazzo ha poi aggiunto rispondendo a chi ipotizza eventuali speculazioni legate alla chiusura: «Ai cittadini del XXI secolo non servono posti letto che, magari, interessano qualcun altro. Gli abitanti del Tridente e della Capitale devono sapere che si deciderà cosa fare dell’edificio storico nella massima trasparenza e con la chiara intenzione di dare nuovi servizi alla città: possiamo per esempio pensare a una residenza per anziani o ad abitazioni per studenti che non hanno i mezzi, seguendo l’esempio dello storico ospedale Laennec di Parigi, recentemente riconvertito. Certo è che la decisione della Regione non prevede speculazioni di alcun genere, né colate di cemento. Il San Giacomo avrà una destinazione pubblica».
Le discendenti del cardinale Salviati, però, attaccano: «Non è legittima la delibera del Consiglio regionale che ha posto l’immobile del San Giacomo tra i beni disponibili. È storicamente riconosciuto che l’ospedale è parte di un lasciato del cardinale Antonio Maria Salviati, che aveva, però, una clausola: il mantenimento della destinazione ospedaliera. In caso contrario sarebbe ritornato ai suoi eredi. La chiusura è inammissibile e immorale». L’ex presidente francese ha incontrato medici e infermieri e si è recato anche nella chiesa e nella cappella del San Giacomo, chiedendo informazioni storico-artistiche sui dipinti alcuni dei quali di scuola caravaggesca e sugli affreschi.
Francesco Di Frischia ed. ROMA
