Interessante convegno, quello organizzato da Fare Futuro e Fare Sanità con la collaborazione di IAPG, a due passi da Montecitorio. Una ampia riflessione sul modello di assistenza sanitaria e sulle attuali priorità di intervento, anche alla luce della recente manovra finanziaria, per introdurre il federalismo fiscale, la sostenibilità e il finanziamento del SSN. Nel corso del Convegno Vincenzo Atella (docente di Economia a Tor Vergata) ha presentato lo Studio CEIS Tor Vergata "La sanità e i farmaci in Italia: le anomalie, i problemi, le possibili soluzioni" sul quale si sono poi confrontati gli addetti ai lavori. Tra questi notevoli l’intervento di Sabina Nuti direttore del Mes della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sul caso virtuoso del servizio sanitario della Toscana e di Pierfrancesco Dauri, direttore UOC Anestesia e rianimazione del CTO di Roma, che ha ricordato la necessità di "depoliticizzare la Sanità" e ha invocato soluzioni di medicina preventiva, puttosto che difensiva. Concordi i convenuti, politici, studiosi, addetti, sull’inutilità dei tagli che in nessun caso possono risolvere i deficit sanitari delle regioni in piano di rientro. In particolare Ignazio Marino, a chiusura del convegno, ha manifestato preoccupazione per il fatto che nella recente manovra Finanziaria predisposta dal Governo «non è stato previsto nemmeno un euro per l’ammodernamento strutturale e tecnologico degli ospedali italiani. Forse è un problema dimenticato – spiega il senatore – ma in Italia abbiamo il 28% degli ospedali costruiti prima del 1900, il 30% prima del 1940». Il rischio, secondo Marino, è quello di accreditare sempre più il privato all’avanguardia e di abbandono del sistema pubblico, che sarà – conclude – destinato solo alle persone meno benestanti.
