Convenzione, le urgenze Mmg per Intesa sindacale: adeguamenti economici, no alla burocrazia e piano di stabilizzazioni

Gen 29, 2020

Da DoctorNews – Intesa sindacale interviene nel dibattito in corso relativo sulla medicina di famiglia che i sindacati vorrebbero uscisse dalla prossima convenzione. Ecco le priorità per Intesa: Appare urgente intanto firmare il nuovo Acn che soddisfi aspettative attese da tempo, non ultimo lo sblocco degli arretrati non ancora erogati, nonché gli adeguamenti economici rivalutati dall’inflazione annuale Istat, con una quota capitaria ampliata del nostro ruolo unico, che peraltro la parte pubblica cerca di corrodere percentualmente a favore della quota variabile. Urge inoltre deburocratizzare una professione nata come arte ed impantanatasi in un ruolo impiegatizio. Per l’aumento esponenziale della popolazione anziana e dei malati con pluri-patologie croniche e non autosufficienti dovremo spostare la nostra medicina, prima di attesa, verso la presa in carico totale dell’assistito a partire dalle strutture intermedie. Seconda priorità: dati gli appesantiti carichi di burocrazia e di assistenza che richiedono coordinamento di professionalità, l’aggiornamento economico deve coinvolgere con risorse aggiuntive il personale di studio, le strumentazioni a norma Cee, i servizi informatici. Auspichiamo siano definite compiutamente le modalità di uso dei 235 milioni di euro per la strumentazione diagnostica così che già quest’anno e non nel 2022, anno di accesso al Fondo, le Asl destinatarie delle somme regolamentino l’utilizzo concessoci, gratuito come si desume dalla finalità della norma. Il nuovo Acn dovrà prevederne la valorizzazione con obiettivi legati al volume di prestazioni, con ricadute positive sulla riduzione degli accessi impropri alle cure di secondo livello e dei PS pubblici. In seguito, si può pensare ad una forma di sistema misto che comprenda la dipendenza per chi lavorerà a scelta oraria nelle zone orograficamente disagiate e per chi lavori nell’emergenza-urgenza, dipendenti o convenzionati (oggi senza pari diritti economici). Terza ma forse più importante priorità: la carenza di giovani medici, conseguenza di errori del passato, tra cui l’aver tralasciato di conferire dignità professionale ai medici in formazione con adeguati contratti di formazione-lavoro, quali esistono nel resto della Comunità europea oggi attrattiva più di noi. Per mettere i giovani colleghi in condizione di sicurezza professionale servono aiuti per aprire uno studio o una cartella informatizzata. Cercheremo come Sindacato di aumentare le soluzioni affinché i medici in formazione restino in Italia completando il percorso affiancati da tutor anche part time, con incentivi ad hoc: un aumento contributivo previdenziale che non depauperi gli aumenti economici; un rapporto ottimale di entrata nel nostro settore che cresce gradualmente o inizio a quote orarie gradualmente portate verso le quote di scelta. Né ci dimenticheremo dei medici non inquadrabili nelle Scuole di formazione ma che hanno fatto un percorso di migliaia di ore di attività sul campo nella continuità assistenziale e per i quali va studiato il corretto inquadramento in un momento emergenziale dove tutti sono indispensabili.