Parte il piano "performance" del ministero della Salute per il prossimo biennio. Prevista una spesa di 3,68 miliardi. Si va dalla riqualificazione della spesa sanitaria attraverso l’aumento della qualità e della trasparenza della ricerca biomedica, alla valorizzazione delle competenze dei professionisti sanitari e promozione dei processi finalizzati ad assicurare l’esercizio corretto ed efficace delle attività e dei meccanismi di integrazione di tutte le categorie professionali, al fine della tutela della salute della persona. Sono solo due dei 29 obiettivi (15 strategici e 14 istituzionali) che il ministero della Salute intende raggiungere entro il 2016.
Intanto il ministro Lorenzin non perde occasione per difendere la sua idea sul Patto Salute. Al question time relativa all’esenzione ticket ha affermato:"Con la crisi ”c’e’ il rischio vero della rinuncia alla prevenzione e questo non lo possiamo accettare anche perche’ un euro speso in prevenzione ne fa risparmiare dieci. Per questo nella predisposizione del Patto per la Salute, col ministero Economia, le Regioni e le istituzioni competenti e’ stato creato un Gruppo di lavoro chiamato a migliorare l’equita’ del sistema, mantenendo l’invarianza del gettito”. E non ha perso occosaione di farsi sentire con Padoan: "Stop ai tagli, bloccare budget del Fsn per 3 anni e reinvestire risparmi nel settore. Chiudere subito Patto della Salute". Così come ha riaffermato al Congresso della Cisl la necessità di una spinta alla riforma delle cure primarie. Lo stop ai tagli e la responsabilizzazione delle Regioni rispetto a certi obiettivi, sono azioni che non devono essere disperse e da parte dei sindacati c’è un apprezzamento trasversale a questo ministro che sembra quantomeno più che determinato a difendere la salute pubblica.
