Roma, 31 maggio – Terremoto Emilia, i sindacati rinviano la manifestazione del 2 giugno Bonanni: "Abbiamo deciso di dedicare la giornata a un’iniziativa simbolica recandoci nei posti più toccati dal terremoto" Così il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, a nome di tutti e tre i sindacati confederali ha annunciato la decisione di rimandare la manifestazione già indetta per la festa della Repubblica dopo il terremoto in Emilia Romagna. Le iniziative su welfare, lavoro e fisco si terrano il 16 giugno. Intanto è stato siglato un accordo fra le rappresentanze dei lavoratori e Confindustria per raccogliere fondi per le popolazioni terremotate. L’accordo prevede che il fondo sia alimentato dai contributi volontari da parte dei lavoratori pari a un’ora di lavoro e da un contributo equivalente da parte delle imprese. L’utilizzo delle risorse – comunicano i tre segretari in conferenza stampa congiunta – sarà gestito in piena trasparenza, portando alla conoscenza di lavoratori, aziende e cittadini il rendiconto delle somme raccolte e dei progetti che saranno sostenuti.
Il SIMET si stringe a tutti i colleghi, alle loro famiglie e a tutta la operosa popolazione emiliana, così duramente colpita dal terremoto. Fa rilevare, come giustamente si legge nelle cronache locali, che mentre in tutta Italia si discute, in Emilia si agisce. Dopo le scosse di ieri che hanno piegato quelle zone già in ginocchio a causa dell’evento sismico verificatosi lo scorso 20 maggio, alla macchina organizzativa viene chiesto uno sforzo in più. C’è chi discute e pensa ad altro, esprimendo cordoglio e solidarietà e c’è invece chi vive l’incubo di ‘quella’ gente. C’è chi interviene con le parole e chi con i fatti. C’è chi era presente sul territorio colpito dal sisma già dopo la prima scossa e c’è chi da qualche ora non si è fermato un attimo e sa che non potrà fermarsi affatto. La gente ha bisogno di aiuto e per fortuna c’è chi, senza troppo parlare, risponde ‘presente’. Di certo tra questi c’è l’Azienda Ospedaliera di Parma, i medici del Maggiore e sicuramente molti nostri colleghi. Chiediamo a tutti i nostri iscritti un gesto concreto di solidarietà da devolvere alle popolazioni colpite che certo si rimetteranno in piedi senza attendere gli aiuti europei.
