Le Regioni bocciano la proposta messa a punto dal Governo sui livelli essenziali di assistenza ( Lea). Il ministero del Welfare sta infatti studiando una sforbiciata da 2 miliardi all’elenco delle cure garantite dal Ssn: nel mirino Tac, risonanze e semplici analisi del sangue o delle urine che i cittadini dovranno pagarsi da sé. «È un fatto pericoloso e negativo – ha denunciato ieri Enrico Rossi (Toscana), che coordina gli assessori regionali alla Sanità – perché si mettono le mani nelle tasche dei cittadini».
La proposta del ministero cancella oltre 60 prestazioni e introduce una serie di requisiti e paletti per accedere a un centinaio tra diagnosi ed esami di laboratorio. Come Tac e risonanzemagnetiche che resterebbero gratuite solo per malati di tumore o pazienti con gravi traumi. In pista anche l’idea di una visita "filtro" dal radiologo per limitare l’accesso a queste prestazioni. Le Regioni contestano anche il fatto che con i tagli alle prestazioni ci sarebbe 1 miliardo di introiti in meno per le casse regionali. L’incontro delle Regioni col sottosegretario Ferruccio Fazio è in calendario per martedì prossimo.
