Da Il Sole 24 Ore – Un "patto" per la medicina di famiglia che accompagni il sistema delle cure verso un modello "meno ospedale-centrico". E una cabina di regia nazionale in cui anche i medici del territorio giochino un ruolo cruciale. Dal 63?congresso nazionale della Fimmg, il principale sindacato dei generalisti, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, manda messaggi rassicuranti alla categoria in vista del rinnovo della convenzione.
Segnali di pace subito accolti dal segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo. Una lunga relazione la sua, non solo per rimarcare il disagio dei dottori di famiglia, ma anche per chiedere il cambiamento reale della medicina del territorio: «Il problema – chiarisce – è che il Ssn e l’interfacciamento con le Regioni ci sottopongono a uno strattonamento continuo nel loro interesse e non nell’interesse della medicina generale e del Ssn. Noi non vogliamo 21 medicine regionali diverse».
Sacconi ascolta attento l’arringa del segretario. Ribadisce la necessità di spostare il baricentro delle cure dall’ospedale al territorio e di ancorare il finanziamento del sistema al meccanismo dei costi standard. Ma soprattutto lancia una sponda alle organizzazioni: «La Sisac (la controparte pubblica al tavolo della convenzione, ndr) svolge un ruolo serio e professionale, ma Stato e Regioni devono riprendere la regia per stabilire un contratto di medio e lungo termine che illumini il percorso degli organi tecnici».
Un messaggio chiaro ai sindacati disposti a rinunciare all’agitazione purché cessi, chiarisce Milillo, «la miopia delle Regioni nei confronti della nostra volontà di cambiamento».
La trattativa riparte, dunque, anche grazie all’"assist" del ministro. La convocazione della Sisac per sindacati è fissata per il 23 ottobre. I sindacati sperano di chiudere subito la partita economica. Per affrontare poi l’altra sfida: il rilancio dell’assistenza primaria.
