Nel Lazio si discute giovedì 12 dicembre dei tagli ai posti letto. Intanto i pronto soccorso sono, come al solito, al collasso

Dic 5, 2013

Sono poco meno di 900 i posti letto che dovranno essere eliminati a Roma per rientrare nei parametri previsti dalla spending review (3 pl per 1.000 abitanti). Di questi, circa 630 in regime ordinario e 260 in day hospital. La riduzione dei posti letto avverra’ soprattutto nei reparti di Chirurgia e Medicina. Alcuni ospedali verranno chiusi e riconvertiti in presidi territoriali, come avverra’ per l’Eastman e il Nuovo Regina Margherita, e l’apertura delle Case della salute. La crisi degli istituti religiosi dei mesi scorsi ha di fatto ‘dimagrito’ l’offerta sanitaria, rendendo piu’ soft il taglio da operare. Sono i dati, per il momento “informali” del Programma operativo 2013-2015, documento illustrato – ma non consegnato – pochi giorni fa dalla cabina di regia della sanita’ ai sindacati e che sara’ oggetto del tavolo governativo di verifica del Piano di rientro del Lazio che sarà discusso giovedi’ 12 dicembre. Oltre 300 pagine per delineare la politica dei tagli della Regione Lazio nella sanita’ per il prossimo anno. Nessuna indicazione ‘fisica’, pero’, su dove saranno tagliati i posti letto.  I posti letto per acuti nel Lazio sono 17.882, pari a 3,13 per 1.000 abitanti, di poco superiore allo standard. Un “eccesso” concentrato esclusivamente nelle Asl di Roma, mentre in quelle del Lazio l’offerta e’ al di sotto dello standard. E’ in considerazione di questa carenza di offerta tra le due aree che, tra gli interventi prioritari, c’e’ la salvaguardia della dotazione di posti letto nelle Asl fuori da Roma. La Regione intende attivare su tutto il territorio le Case della salute, che avranno il compito di garantire l’assistenza primaria, migliorando la presa in carico dei pazienti con patologie croniche e degenerative.