Con l’imminente approvazione del Decreto Legislativo in attuazione della legge 183 del 2010 ci sarà una regolamentazione organica dei benefici pensionistici per i lavori particolarmente usuranti, tra i quali rientrerà anche il lavoro notturno dei dipendenti in sanità, a partire da medici e infermieri. Chi svolge da 64 a 71 turni notturni annui potrà andare in pensione un anno prima, da 72 a 77 notti due anni prima e da 78 notti in poi con tre anni di anticipo. Per le pensioni con decorrenza entro il 2017, così come definito dalla legge 247 del 2007, il beneficio potrà essere concesso solo a chi ha svolto il lavoro notturno in modo regolare e continuativo per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa. Dal 2018 il lavoro notturno dovrà essere svolto per metà della vita lavorativa complessiva. Rimane tuttavia il nodo delle risorse finanziarie disponibili già programmate, oltre al rischio di esclusione dei medici di guardia medica e dei precari. Ovviamente il SIMET continuerà a vigilare in tutte le sedi deputate per garantire equità di trattamento a tutti i colleghi.
