Dopo quasi due anni dal primo via libera del Senato e una settantina di sedute in commissione Affari Sociali alla Camera, il ddl sul testamento biologico approda oggi nell’Aula di Montecitorio. Il voto finale è slittato all’inizio di aprile, ma già a poche ore dall’avvio del dibattito due i nodi su cui più alto è il livello dello scontro: l’obbligo di alimentazione e idratazione del paziente, e la relazione col medico, che non è vincolato a seguire le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). Il testo che la Camera si appresta a esaminare è stato modificato rispetto a quello del Senato, e dovrà dunque tornare a Palazzo Madama per il via libera definitivo. Ecco i punti principali del provvedimento: Alimentazione e idratazione: il testo prevede che non possano mai essere sospese, perché considerate "sostegno vitale" e non "terapie", tranne quando «non più efficaci o non adeguati alle condizioni di vita del paziente». Dat: sono dichiarazioni anticipate di trattamento del paziente in previsione di una futura perdita della capacità di intendere e volere. Prevedono la nomina di un fiduciario. Non sono obbligatorie e durano cinque anni; non sono vincolanti. Medico: non è obbligato a seguire le Dat, ma le valuta «in scienza e coscienza». In caso di controversia col fiduciario, si avvarrà del giudizio di un collegio medico, anche questo non vincolante (altra modifica introdotta).
Il SIMET lascia ovviamente liberi i propri iscritti di sottoscrivere o meno l’appello "Io non costringo, curo" scaricabile dal sito. Tra i primi firmatari Umberto Veronesi, Ignazio Marino, De Monte (il medico che ha sospeso la terapia ad Eluana). Pur essendo promosso dalla FPCGIL Medici nei territori è stato sottoscritto in modo trasversale ad oggi da circa 8.000 firmatari. Modulo raccolta firme.
