Fonte: Quotidiano Sanità – 10 maggio – Scadeva oggi il termine dei 180 giorni entro cui le Regioni e i Sindacati dei medici convenzionati avrebbero dovuto sigillare l’implementazione nelle convenzioni delle norme (art.1) della Legge Balduzzi sulla sanità territoriale. Ma la novità non è tanto l’intesa che non si è sottoscritta ma il fatto che Regioni e Governo, in una conferenza Stato-Regioni convocata ieri a sorpresa, hanno deciso di portare avanti la questione in un clima di collaborazione, come del resto aveva già fatto chiaramente intendere il neo ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della sua prima uscita pubblica. Quindi, nonostante la legge affidi al Ministero il ‘potere’ di un intervento d’imperio e nonostante gli ultimi mesi di muro contro muro tra enti locali e Governo, il percorso per il potenziamento della sanità territoriale dovrebbe proseguire in un clima collaborativo e di scelte condivise. Del resto i nodi da sciogliere non sono di poco conto, a partire da quello delle risorse, perché se è vero che la ‘Balduzzi’ esplicita che la riforma non debba produrre ulteriori oneri per le casse pubbliche (“le risorse verranno dai risparmi della spending review” era il ‘mantra’ di Balduzzi), è anche vero che le Regioni hanno sempre sottolineato che attuare la normativa in maniera concreta è impensabile con i fondi che scarseggiano e con una spending review che viene bocciata dai giudici e dai conti che non tornano. E poi c’è tutta la partita dell’attuazione in maniera uniforme delle misure previste dalla legge, perché in questi anni ogni Regione ha potenziato il territorio a modo suo. E infine, questione di dettaglio, ma importante, quella sollevata dalla vicenda dei permessi sindacali con la decisione di Regioni e Sisac di non pagare più i medici sostituti. Ma a parte ciò il tentativo sembra quello di riportare le relazioni tra Stato e Regioni in un clima più disteso e da fonti regionali si esprime cauto ottimismo su come procederà la messa a apunto dell’atto di indirizzo una cui prima bozza era già pronta per la conferenze dei Presidenti di ieri, il cui esame è stato per l’appunto rinviato. Ma nella Stato-Regioni di ieri, che ricordiamo è stata preceduta da una Conferenza delle Regioni, è stato siglato l’accordo sul riparto dei fondi destinati al pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, come annunciato dal presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni in cui ha anche esplicitato come gli enti locali abbiano l’intenzione di chiedere “un incontro al governo per rilanciare le relazioni ed una leale collaborazione sulla sanità, sulla crescita e sulle riforme” .
