Regioni, medici, industriali, farmacisti. Ma anche Pd e Pdl, criticano le misure fin qui anticipate della spending review. Non c’è ancora un testo ufficiale ma se verranno confermate le indiscrezioni, per la sanità la botta sarà di 5 miliardi, più gli 8 di Tremonti, per un totale di 13 miliardi di tagli in due anni e mezzo. Sale l’attesa per le misure economiche del Governo. Il Consiglio dei ministri, convocato per oggi pomeriggio alle 17, dovrà infatti sciogliere la riserva sull’insieme delle misure di revisione della spesa e di taglio vero e proprio alle risorse pubbliche che vedono la sanità tra i settori più colpiti. Ieri sera l’incontro tra Balduzzi e le Regioni è finito con il no secco di queste ultime a nuovi tagli unilaterali ma con la disponibilità a parlare di tutta la manovra nell’ambito del Patto per la Salute che attende di essere sancito da mesi e che dovrebbe comunque concludersi entro il prossimo autunno. Da registrare la palese contrarietà di Balduzzi rispetto ad alcune misure, prima tra tutte quella della ventilata chiusura dei piccoli ospedali che lui non vorrebbe proprio veder sancita per legge con un atto del governo centrale, passando così sopra alle prerogative prommatorie regionali. Un no alla nuova manovra che le Regioni hanno ribadito anche nel nuovo incvontro di oggi alle 13.30, sempre con il ministro Balduzzi. In attesa di vedere come andrà a finire e di conoscere l’effettiva entità e qualità delle misure, riassumiamo ancora una volta lo stato dell’arte delle indiscrezioni che hanno accompagnata questa calda vigilia della spending review. Ulteriore taglio di 5 miliardi al fondo sanitario Le risorse per la sanità da ripartire alle Regioni caleranno di 5 miliardi in tre anni. Un miliardo a valere sul 2012 e due sul 2013 e anni successivi. Se confermati, questi tagli si andrebbero ad aggiungere a quelli già previsti dalla manovra Tremonti del luglio scorso, pari a 8 miliardi nel biennio 2013/2014. Le risorse per la sanità pubblica si ridurrebbero quindi 13 miliardi da qui al 2014. I settori sanitari interessati ai tagli dovrebbero essere: Gli ospedali con un ulteriore abbassamento del rapporto posti letto/abitanti, che dovrebbe scendere dal 4 per mille fissato dal Patto per la Salute 2010/2012 al 3,7 per mille, comprensivo dello 0,7 per mille per i letti di lunga degenza e riabilitazione. Ciò darebbe luogo a una riduzione di poco meno di 27 mila posti letto che, sommati a quelli già tagliati dal 2000, equivarrebbero a un taglio complessivo di circa 72 mila posti letto in poco più di dieci anni. Sempre per gli ospedali, si prevede, per l’appunto, anche la chiusura di quelli con meno di 80 posti letto. Un’ipotesi che vedrebbe però, come abbiamo visto, la netta contrarietà di Balduzzi. I beni e servizi dovrebbero poi essere tagliati del 5%, che vuol dire un risparmio di circa 1,7 miliardi. Per i farmaci la bozza prevede diverse misure. In primo luogo la rideterminazione dello sconto dovuto dalle farmacie convenzionate al 3,65% fino a fine anno. Aumenta anche il contributo delle aziende farmaceutiche che, sempre fino a fine anno, arriverebbe al 6,5%. Fonte: QuotidianoSanità
