04 DIC – Farmaceutica, beni e servizi. Saranno queste le aree nelle quali ottimizzare la spesa per riuscire a garantire il risparmio che la legge di Stabilità impone alle Regioni. Per la sanità 1 miliardo e mezzo a valere sul Fsn 2015, ma che potrebbero però salire a 1,9 mld. Eccola la rotta tracciata da Sergio Chiamparino, presidente della Regioni al termine della Conferenza dei presidenti, dopo l’incontro di ieri sera con il ministro Lanzetta che ha dato il via al confronto sulla legge di stabilità. “Ieri c’è stato un passo di avvicinamento reciproco – ha detto Chiamparino – il Governo si è dichiarato disponibile ad accettare la proposta di finanziamento del patto di stabilità incentivato di un 1 mld che potrebbe arrivare ad un miliardo e mezzo, per la sicurezza scolastica e il dissesto idrogeologico: due grandi priorità per il Paese. Per quanto riguarda la sanità abbiamo convenuto che dei 2 mld di aumento previsti per il 2015 ci faremo carico di un risparmio di 1 miliardo e mezzo. Risparmi che saranno realizzati attraverso un maggior controllo della spesa farmaceutica e un miglior funzionamento dell’acquisto di beni e nell’organizzazione dei servizi”. Ma come ha assicurato il presidente non si interverrà “in alcun modo sulla riduzione dei Lea”. “In cambio di questo – ha spiegato – il Governo ci ha dato la disponibilità ad aumentare di un 1mld e 100 mln l’anno gli investimenti in edilizia sanitaria, per un totale di tre miliardi e 300 mln fino al 2017. Abbiamo anche detto che siamo disposti a rinunciare all’altro mezzo miliardo, per la precisione 400mln, a patto che il Governo li destini al trasporto pubblico locale. A questi si potrebbero aggiungere 100 mln una tantum che il sottosegretario Baretta vorrebbe come contributo sugli interessi dei mutui, ma che in realtà vorremmo fossero destinati sempre al Tpl”. Per Chiamparino la farmaceutica non è ottimizzata. “Se andiamo a vedere nelle case dei pensionati sicuramente troviamo molti farmaci inutili – ha detto – c’è quindi un problema del sul territorio che deve selezionare con maggiore attenzione. Lo stesso approccio che abbiamo sulle siringhe deve valere anche sui farmaci”.
