Studio Fiaso su Mmg: indicatori astratti e Uccp ignorati

Gen 17, 2013

Fonte: DoctorNews – Medici di famiglia meno integrati sul territorio rispetto a specialisti e ospedalieri. Questo verdetto, contenuto in uno studio – presentato a Roma – condotto insieme da Fiaso e Cergas-Bocconi, ha suscitato molte perplessità. Claudio Cricelli (foto), presidente Simg, premette di non condividere la classica impostazione dicotomica tra ospedale e territorio. «Io penso che ospedale e territorio sono due nomi in cui si articola un flusso continuo e che tuttora sia il Ssn a essere al centro del servizio delle cure. Ogni luogo naturalmente è specializzato: l’ospedale è in genere un ricovero per acuti, ad alta intensità di cura, mentre tutto ciò che non richiede elevate intensità di cura rientra nella medicina del territorio. Comprendendo, in quest’ultima, la diagnostica di primo livello, che deve essere fatta a basso costo sul territorio per far sì che prevalga la funzione di tali risorse». Di conseguenza, Cricelli non può che ritenere ingiustificati gli esiti dello studio del Cergas, a suo avviso basati secondo un classico modello basato su indicatori astratti «mentre sembra ignorato il fatto che, per legge, dalla fine del 2013, entreranno in funzione le Uccp. A quel punto alcuni ospedalieri dovranno recarsi in questi centri sotto la guida di un generalista che avrà il compito di coordinare la struttura. Sarà dunque lo specialista a entrare sul territorio». E dunque l’integrazione necessariamente avverrà. «E un modello di cura assolutamente nuovo» risponde Cricelli «dove bisognerà imparare a gestire, tra specialisti e generalisti, lo stesso paziente all’interno della stessa struttura. Ciò porterà, in generale, a una gestione del 95% delle patologie croniche sul territorio. Al tempo stesso, l’ospedale si restringerà, ma non perderà valore, divenendo un centro specializzato per pazienti complessi».