Da DoctorNews

Feb 12, 2021

Dal 1° febbraio doveva partire il nuovo trattamento per circa 850 medici fiscali, dopo 6 mesi dalla data del 30 luglio, giorno della firma dell’intesa tra Inps e sindacati di categoria Fimmg, Anmefi, Smi, Simet, Cisl e Sumai. Oltre ai medici fiscali Inps sono interessati 200 ex medici delle Asl già addetti ai soli controlli sui dipendenti pubblici. Purtroppo, non è partito nulla.  Con febbraio dovevano scattare la nuova normativa, gli aggiornamenti, il recupero degli arretrati a decorrere non dal 2019, ma probabilmente dagli ultimi 3 mesi del 2017 quando furono stanziati 15 milioni per il polo unico delle visite fiscali, divenuti 35 l’anno dopo e passati a 50 milioni annui dal 2019 quando sarebbe dovuta entrare in vigore la convenzione, 1 settembre 2017. Sono in tutto 150 milioni. L’accordo nuovo è tutelante: prevede il versamento all’Enpam dei contributi dei medici fiscali (13% del lordo), il riconoscimento della malattia fino al primo mese (poi subentra la copertura Enpam), l’indennità di disponibilità mensile. Il "nuovo" medico fiscale è chiamato a svolgere i controlli sulle assenze per malattia di tutti i lavoratori dipendenti, 3 milioni pubblici e 12 milioni privati sulla base di una convenzione come quelle esistenti tra medici di famiglia e servizio sanitario. E può rendersi disponibile su una o due fasce giornaliere sia nei giorni feriali che festivi; può esercitare inoltre come medico convenzionato ad esempio del Ssn ma in diversa provincia rispetto a quella in cui esercita come medico fiscale. Per ogni anno di servizio "matura" un permesso retribuito di 30 giorni. Se si ammala tiene l’incarico fino a 24 mesi anche non continuativi negli ultimi 36. Per documentati motivi di studio, o gravi motivi personali o familiari può prendere fino a 6 mesi di "sabbatico" in 3 anni, e l’Inps conserva l’incarico. E invece non si vede nulla.