La Repubblica – GENOVA – Cinquecento ricette manipolate, sulle quali sarebbero stati posti timbri ed autorizzazioni della Asl 3 Genovese. Tutti falsi, al fine di erogare prestazioni presso l’istituto privato Salus, di cui è legale rappresentante e direttore sanitario Enrico Bartolini, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Genova.
Bartolini risulta "persona sottoposta ad indagini" da parte della Procura della Repubblica del capoluogo ligure. Falso materiale e falso in atto pubblico sono i reati a cui è chiamato a rispondere davanti al sostituto procuratore Walter Cotugno, lo stesso magistrato che lo scorso anno aprì il libro sulle concessioni demaniali in porto, l’inchiesta che trascinò all’arresto il presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Novi e condusse ad un centinaio di indagati.
È prematuro ipotizzare che anche l’indagine sulle per ora presunte false prescrizioni si trasformi in un terremoto, anche se è un versante molto delicato, che in Liguria potrebbe aprire scenari finora ipotizzati, ma mai dimostrati. Enrico Bartolini, classe ’49, è chiamato in causa per quanto sarebbe stato accertato dai carabinieri del Nas, delegati dal pm. Nell’Istituto Salus di piazza Dante, a due passi dalla casa natale di Cristoforo Colombo, nelle sue funzioni di direttore sanitario sarebbe stato il "motore operativo" delle falsificazioni, fatte passare "illecitamente per urgenze" al fine di chiedere i rimborsi alla Asl 3. Il condizionaleè d’obbligo, poiché il presidente dell’Ordine dei Medici (eletto per la prima volta nel 2004) potrebbe non essere venuto a conoscenza di quanto fatto dai suoi medici o dai suoi impiegati.
È comunque una delicata inchiesta, sulla quale sia il sostituto procuratore Cotugno, sia i carabinieri del Ministero della Sanità tengono le bocche cucite.
Così come nulla trapela dalla Asl 3 Genovese. Dagli uffici di via Bertani (in pieno centro), dai settori che si occupano del controllo delle prestazioni sanitarie fornite dai centri convenzionati al Servizio Sanitario Nazionale, però sarebbe partita la prima denuncia sulle irregolarità. Le radiografie, le visite ambulatoriali, le analisi, gli esami più "gettonati" sarebbero tra le prestazioni con lunghe liste di attesa al Cup (qualcuna supera anche i 350 giorni) e sulle quali l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, e il presidente della Regione, Claudio Burlando, proprio recentemente hanno deciso di intervenire.
Gli accertamenti compiuti dagli investigatori interesserebbero il periodo tra il febbraio 2007 e la scorsa estate. E da pochi giorni il pm avrebbe iscritto Bartolini nel registro degli indagati. Appunto perché al "Salus" di piazza Dante, di sua proprietà e fondato nel 1933 dal padre (il professor Bruno Bartolini, libero docente universitario) avrebbero manipolato le autorizzazioni, bypassando la Asl 3 che pone il timbro soltanto quando nei centri pubblici si superano i 30 giorni di attesa. I carabinieri dovranno accertare chi materialmente al "Salus" ha apposto firme e timbri, e se possano esserci ulteriori implicazioni di addetti della Asl 3. L’alterazione avrebbe provocato un danno alla sanità ligure. Ancora tutto da quantificare, in termini economici: le 500 ricette mediche dovranno essere confrontate con le prestazioni erogate.
GIUSEPPE FILETTO
