Dovrebbe far sentire i propri effetti sui cedolini di maggio l’articolo 6 dell’Accordo nazionale per la medicina di famiglia risalente al luglio 2010. L’intesa, riguardante il biennio economico 2008-2009, dava alle Regioni nove mesi di tempo per stipulare con le sigle di categoria gli accordi integrativi (Air). Trascorsi i nove mesi,la scadenza in Aprile, le amministrazioni regionali ancora prive di Air avrebbero dovuto comunque erogare gli aumenti concordati – pari a una quota capitaria di 0,81 euro – decurtati del 10%. Adeguamenti più arretrati, perché l’interpretazione che i sindacati danno del contratto di luglio (e le regioni non sembrano obiettare) prevede la corresponsione dello 0,81 dall’entrata in vigore dell’accordo nazionale. Molti i medici di famiglia interessati, perchè solo Lazio, Valle d’Aosta e in parte il Veneto hanno provveduto a concludere gli accordi integrativi nella scadenza fissata.
